Gandhi. La biografia illustrata | Recensione di Massimiliano Fortuna

Pramod Kapoor, Gandhi. La biografia illustrata, Rizzoli, Milano 2017, pp. 328, € 29,90

Il 2018 e il 2019 si segnalano come tempo di anniversari gandhiani. Se il 30 gennaio di quest’anno sono stati infatti 70 anni dalla morte del Mahatma, ancor più simbolica sarà la ricorrenza dell’ottobre del 2019, mese nel quale cadrà il centocinquantenario della nascita.

L’uscita di libri a commemorazione di queste date è dunque attesa e prevedibile. Confluiranno in una bibliografia su Gandhi ormai vastissima, come è ovvio che sia per un uomo che ha affascinato il mondo ed è divenuto un’icona del Novecento, anche se la sua eredità etica e politica nell’epoca presente sembra purtroppo godere di un seguito piuttosto esiguo e marginale.

Credo proprio di poter dire che qui in Italia la casa editrice Rizzoli ha assolto al meglio l’impegno di ricordare il Mahatma, con la traduzione della biografia di Pramod Kapoor uscita in India nel 2015 per le edizioni Roli Books, fondate e ancor oggi dirette proprio da Kapoor, qui alla sua prima prova come autore.

Gandhi. La biografia illustrata è infatti un libro prezioso, che ci immerge in modo immediato e coinvolgente nella vita e nella personalità di Gandhi, innanzitutto grazie all’imponente mole di immagini e illustrazioni che, come da titolo, costituiscono la vera e propria colonna portante di quest’opera. Riproduzioni di documenti, disegni e, soprattutto, fotografie di grande suggestione, talvolta inedite, rappresentano senza dubbio il maggior interesse del libro; sfogliarlo può essere sufficiente a percepire per intero l’intensità e l’eccezionalità della vita di Gandhi e della fase storica di cui è stato protagonista.

Kapoor ha saputo accompagnare e dare voce a questo “splendore” iconografico con pagine di misurata linearità e scorrevolezza, capaci di tenere insieme i piccoli momenti di vita e gli snodi storici cruciali, contribuendo così a presentarci un Gandhi leader carismatico ma anche uomo non privo di contraddizioni o di ombre caratteriali. 

Senza intenti agiografici ma anche convinto dell’unicità della sua statura di statista, Kapoor intesse una rete fatta di aneddoti curiosi e intriganti (“ogni volta che andavo alla ricerca di materiale d’archivio finivo per imbattermi in pezzi di storie affascinanti che gli storici avevano ritenuto irrilevanti”), squarci di relazioni famigliari, complesse fasi di lotta storico politica. La prima grande esperienza di disobbedienza civile in Sudafrica e il racconto delle tappe che hanno portato all’indipendenza dell’India stanno dunque accanto alla dieta consigliata da Gandhi a Chandra Bose o ai rapporti problematici con il suo primogenito Harilal – nel libro è contenuto, inserto suggestivo, una sua lettera a un genitore distante che fa quasi venire in mente quella celeberrima di Kafka al padre.

Insomma un quadro variegato e per chi poco o nulla conoscesse di Gandhi forse queste di Kapoor si potrebbero considerare pagine ideali per accostarlo.

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