Silenzio di tomba sui rischi di una catastrofe nucleare | Patricia Lombroso intervista Theodore Postol

Intervista. Per Theodore Postol, autore del nuovo rapporto del Bulletin of Atomic Scientists, «l’idea che hanno al Pentagono di una guerra nucleare limitata e dagli effetti controllabili dovrebbe preoccupare tutti»

L’orologio dell’apocalisse (Doomsday Clock) portato avanti di 30’’ dagli scienziati il 25 gennaio scorso | © LaPresse

«Storicamente viviamo uno dei momenti piu pericolosi per la nostra esistenza sul pianeta terra, in relazione al rischio di una catastrofe nucleare che viene ignorato dai governi e dai media, negli Stati uniti e a livello internazionale, sullo scenario dei conflitti attuali, tra incidenti imprevedibili e quanto si annuncia per i prossimi anni». Il fisico nucleare Theodore Postol, autore del rapporto conclusivo del Bulletin of Atomic Scientists, secondo il quali mancano due minuti alla catastrofe nucleare per annientare la specie umana sulla Terra, non esita a esprimersi nei termini, di una prossima «apocalisse».

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Theodore Postol
Quali sono i suoi timori per un pericolo immediato.
Il presidente Trump ha appena approvato un bilancio alla Difesa per il 2018 pari a 715 miliardi di dollari e per la sua ideologia dell’America First ha dato il via ai “dottor Stranamore” del Pentagono per sviluppare una nuova generazione di missili nucleari da impiegare come armi convenzionali e con capacita di vincere eventuali future guerre nucleari. Esiste al Pentagono l’erronea convinzione che la guerra nucleare possa essere paragonata a una estensione della guerra con l’utilizzo di armi convenzionali. Ma non è possibile fermare un avversario dotato di un arsenale con grandi capacita nucleari. L’assioma di poter usare l’arma nucleare in modo limitato e controllabile è una tesi kafkiana, totalmente avulse dalla realtà. Aggiungo che l’imprevedibilita degli eventi sullo scacchiere mondiale rende il traguardo ambito dagli Stati uniti, di perseguire una ulteriore capacità di combattere e vincere una guerra nucleare per evitare la distruzione del proprio paese, è una follia. L’espansione e l’ammodernamento dell’arsenale nucleare statunitense già supera di gran lunga il livello del first strike raggiunto durante la Guerra Fredda come deterrente alla Mad, la Mutual Destruction, sta facendo aumentare la tensione e incoraggia la pianificazione di azioni analoghe da parte di Mosca. Come indicato nel nostro rapporto del Bulletin of Atomic Scientists del 17 marzo del 2017 Putin, intervenendo all’International Economic Forum di San Pietroburgo nel 2016 ha invitato Obama a fermare la corsa alle armi.Gli Stati uniti hanno rifiutato la cooperazione e le proposte avanzate dalla Russia continuando ad accelerare il sistema di difesa missilistica nei paesi confinanti con la Russia. Non so quale sara il risultato, ma noto che i leader dell’Alleanza atlantica non riescono a cogliere il pericolo attuale. È una situazione che a me preoccupa per il rischio di incidenti che possono provocare una guerra nucleare.
L’allarme paventato dagli Stati uniti e dal mondo intero per le capacita nucleari e il rischio di un attacco da parte della Corea del Nord la preoccupa?

 

Gli Stati uniti non sono interessati a perseguire vie diplomatiche nei confronti della Corea del Nord, anche se hanno cominciato a denunciare il potenziale nucleare di Pyongyang evocando la minaccia di un attacco diretto contro gli alleati degli Stati uniti, quali Giappone e Corea del sud. Il pericolo della minaccia immediata viene agitato dai media americani, ma malgrado la retorica minacciosa, la Corea del Nord è estremamente timorosa, e con buone ragioni, delle capacita militari e dell’arsenale nucleare di cui sono dotatigli Stati uniti. I nord coreani hanno tutte le intenzioni di combattere sino alle estreme conseguenze per continuare a esistere come uno stato indipendente. La leadership è riuscita a convincere popolazione e militari a resistere come fecero contro il Giappone durante la seconda guerra mondiale. Ma nel caso eventuale di un attacco preventivo e unilaterale da parte degli Stati uniti, se verranno messi nella condizione di reagire impiegheranno tutte le capacita nucleari in loro possesso. Ripeto, non credo che questo avrà come conseguenza un attacco militare che possa raggiungere gli Stati uniti, ma altri paesi nel Pacifico, alleati importanti degli Stati uniti, sicuramente sì. L’amministrazione Trump sta aggravando il rischio di una guerra nucleare perché i “dottor Stranamore” del Pentagono sono in grado di usare molto l’immaginazione sugli effetti catastrofici delle nuove armi nucleari. Ma la loro “idea” di guerra nucleare limitata e dagli effetti controllabili dovrebbero preoccupare tutti. Invece il silenzio è tombale. Sia qui negli Usa che a livello mondiale.


il manifesto, 

 

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