Due modi d’essere Occidentali: Cristianesimo e Scienza | Johan Galtung


 

Seminario d’addio SCAR, George Mason University, Arlington-Virginia, 06.12.17

Due istituzioni basilari nella storia e nella vita individuale occidentali: il Cristianesimo – che offre Salvezza a coloro che seguono le leggi e i comandamenti, e la Scienza, che offre la Verità  a coloro che credono alle leggi scientifiche.

Dopo che l’Illuminismo ha introdotto un mondo senza dio, l’uno è calante, l’altra crescente, considerati reciprocamente antitetici. L’evoluzione è contestata dal “progetto intelligente”? Dalla “diversità e dalla simbiosi”? Né dall’una né dall’altra? O da entrambe? Non sappiamo, né ci capiamo d’evoluzione aldilà dell’homo sapiens. Né c’è riuscito il cristianesimo.

Ma nella storia siamo abituati a successori che recano l’impronta dei predecessori, e viceversa. Siamo abituati al plus ça change plus ça reste la même chose (più cambia, più resta lo stesso). E al più intenzionale italiano cambiamo le cose affinché si mantengano le stesse.

Cristianesimo e scienza sono stati entrambi segnati (e sfigurate) dalle grevi istituzionalizzazioni note come chiese e università. Sono certamente occidentali in quanto recanti il segno distintivo dell’individualismo competitivo: per vescovo-arcivescovo-cardinale-Papa nell’una; per professore-decano-rettore-[premiato] Nobel nell’altra. Ma ciò non è il nostro punto focale, per quanto occidentale. Il nostro centro d’attenzione è come entrambi si pongono nei confronti del tempo.

Il tempo occidentale è sovente considerato lineare o curvilineo verso l’alto, in avanzamento, in modo addirittura esponenziale, oppure logisticamente in graduale spegnimento. ma questo è decisamente troppo semplicistico per la storia occidentale. Ci sono declini con cadute, e salti di discontinuità, in su o in giù. La storia occidentale è molo movimentata, con un’Antichità e una Modernità così simili e differenti dal “Medio Evo” che abbiamo usato il termine “Occidente I” per il primo e Occidente II per il secondo.

Il compito è ora di enucleare qualche aspetto temporale dal cristianesimo predecessore, e poi evidenziare come la Scienza ne abbia percorso le tracce.

Un modo è postulare il Tempo Occidentale con sei espressioni ricorrenti:

  • Normalità
  • Declino e caduta
  • Risveglio
  • Progresso
  • CRISI: farcela (normalità) o romperla (declino e caduta)

nel 1° caso: nuovo declino e caduta; nel 2°: un nuovo risveglio.

E così via, fintanto che esiste l’Occidente, perché:

il tempo occidentale è finito: ha inizio e fine.

Altre civiltà postulano il tempo da un’eternità all’altra, anche l’hinduismo con i suoi complessi schemi ricorrenti e qualche similarità con l’occidente. Non sorprende, data la meta-civiltà indo-europea.

La scienza ha seguito l’universo cristiano; la Creazione iniziata con un esordio al Big Bang, e come il cristianesimo non ha risposto in quale universo abbia avuto luogo la Creazione o il Big Bang. Dal nulla?

La scienza ha seguito l’Armageddon cristiano terminando con una conversione da 2° principio della termodinamica dell’energia del big bang in entropia, caos.

Non c’è un “cristianesimo” finale, definitivo, bensì dei cristianesimi in accordo con il Tempo Occidentale: dei Vangeli, di Sant’Agostino, odi San Tomaso d’Aquino, di Lutero-Zwingli-Calvino-anglicani & co., di evangelici fra i quali l’evangelismo nazionale USA (come la Prima Chiesa Battista). Ciascuno spillato ad esaurimento per il proprio potenziale salvifico.

Il divario cattolico ortodosso è stato superato da papa Francesco e dal patriarca Kirill a spese di un più profondo divario con l’evangelismo USA-UK-Nordico, che ha inasprito le divergenze fra Anglo-America e Russia in cerchi causali reciproci.

La scienza ha fatto altrettanto, cambiando i paradigmi del pensiero-discorso per l’espressione verbale (Thomas Kuhn), spillando ad esaurimento il loro potenziale di verità. Dalla stasi aristotelica con tutto al proprio posto secondo legge di natura al dinamismo galileiano secondo le leggi di natura; dallo spazio tridimensionale nel tempo allo spazio-tempo quadridimensionale di Einstein; dalla continuità ai salti quantici discontinui di Planck (e la protesta di Einstein: Natura non facit saltus); dai punti piani-spazi euclidei alle stringhe. Ce ne saranno altri [di mutamenti], anche per l’apertura occidentale ad altre civiltà.

Poi, esplorare la scienza per una più profonda comprensione del crisianesimo.

La scienza ha prodotto molte leggi  del tipo Y=f(X), come s=1/2gt2, col tempo cronologico come variabile e g come parametro, anch’esso variabile. Il numero dei parametri non conosce limiti, alcuni noti, altri ignoti, altri ancora inconoscibili, oltre la limitata comprensione umana.

La scienza cerca di battere la tirannia dei parametri fissandone due nel contesto standard (0°C [temperatura soglia per il circolo dell’acqua]-760mm [pressione atmosferica]). I composti clorofluorocarbonici, CFC, prossimi a tale standard sono atossici, infiammabili, ideali per frigoriferi. Rilasciati nello strato di ozono, vengono scomposti dai raggi ultravioletti, liberando cloro che perfora lo strato d’ozono; il pianeta – con gli esseri umani a bordo – è gravemente danneggiato da tale radiazione.

Da questo sorge la questione di un contesto “normale” per la Creazione. Dev’essere in Dio, e ne abbiamo un barlume in Genesi 1:30: Dio era vegetariano. Creò animali e umani, che dovrebbero essere tutti erbivori, non carnivori. In altre parole, Dio definì una normalità per gli umani e altri animali. Questi obbediscono sostanzialmente all’intento di Dio. Giudaismo-Cristianesimo-Islam condividono il Genesi, e tutti i credenti ebrei, cristiani e musulmani dovrebbero dunque essere vegetariani. Non lo sono.

Il punto è l’idea di normalità per il cristianesimo e la scienza. Dio sarebbe potuto essere differente. E così pure [0°C-760mm]. Sia il cristianesimo sia la scienza sarebbero potuti essere differenti. Abbiamo fatto noi delle scelte. Da quelle due [dottrine] abbiamo derivato una salvezza senza verità in essa, e verità senza salvezza inerente. Per fortuna c’è altro che nella realtà occidentale.

Si creano salvezze e verità scegliendo innumerevoli valori-obiettivi, e costruendo ONG per la loro realizzazione. Come TRANSCEND, per la pace come salvezza dalla violenza, perseguita pragmaticamente-empiricamente.

Ma non siamo limitati alla realtà empirica. Fra quella e l’irrealtà ci sono realtà potenziali da creare. da parte degli umani, come dei.

La forza dell’Occidente sta in quella molteplicità degli obiettivi da perseguire in una società pluralistica. Possa durare a lungo.


NOTA:

* Sono grato a Hajo Schmidt per una lettura critica costruttiva.


#515 – Johan Galtung – TMS
Titolo originale: Two Ways of Being Western: Christianity and Science
Traduzione di Miki Lanza per il Centro Studi Sereno Regis


 

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