Le radici dell’odio | Roxana Morales

Ormai sono passati quindici giorni da quando è finito il training course “Roots of Hate” sul controllo delle espressioni d’odio nei social media, svoltosi a Poznán, in Polonia, dal 9 al 15 dicembre.

È stata una bella e intensa settimana insieme ai 20 partecipanti provenienti da Turchia, Bulgaria, Ungheria, Lettonia, Polonia ed Italia.

Abbiamo discusso e condiviso i diversi punti di vista, a seconda delle esperienze personali e professionali, sull’origine dell’hate speech, utilizzando delle tecniche di educazione non formale come metodologia per portare avanti le discussioni, dopo aver avuto anche delle sessioni frontali con esperti nell’utilizzo dei social media e nel rapporto con i giovani.

Devo dire che la cosa più bella è che la formazione non si è tenuta soltanto all’ingresso di un salotto a porte chiuse, anzi, quasi tutti i pomeriggi era in programma qualche attività all’esterno che ci ha permesso sia di confrontarci con veri esempi di hate speech vissuti nella città sia di penetrare e capire un pò la cultura e le tradizioni del popolo polacco nei giorni antecedenti al Natale.

In particolare, mi sono rimaste nella memoria: 1) la serata nella piazza principale della città, aperta a tutto il pubblico, con la partecipazione del Sindaco e di tanti cittadini sia locali sia stranieri, durante la quale abbiamo cantato in tante lingue il famoso canto di Natale “Notte di Pace”: è stato veramente un momento magico e perciò ho deciso di condividere anche con voi quel momento; 2) l’incontro con l’Imam nell’unica moschea della città, vittima on-line e off-line dell’hate speech, che ci ha raccontato i diversi episodi d’odio subiti sia da lui che dalla sua famiglia: però, quando gli è stato chiesto se aveva paura al punto di andare via dal paese in cui ha vissuto per più di 20 anni, ha risposto NO… ci ha detto che così gli unici vincitori sarebbero stati coloro che promuovono l’odio, poi ci ha anche ricordato che la popolazione musulmana è una vera minoranza nel Paese perciò andare via non poteva essere la soluzione. In più, ci ha raccontato tutte le iniziative locali che sono supportate dal Sindaco della città, in cui si cerca un’incontro di conoscenza e condivisione per scambiare la paura per tolleranza.

D’altro canto, nelle sessioni tra i partecipanti ci sono state presentate le diverse pratiche messe in atto in ogni Paese partecipante, tra i quali il progetto “Become Viral”, portato avanti da più di un anno nel Centro di Studi Sereno Regis. Incentrato nel monitoraggio dei post e dei commenti di diversi gruppi di destra su Facebook, facendo l’etichettamento manuale del discorso d’odio secondo una metodologia convenuta per il gruppo di accademici che fa parte del progetto.

Poi la settimana è finita – dopo aver mangiato patate in tutte le forme! – con la distribuzione delle responsabilità per ogni gruppo per portare avanti delle iniziative ideate durante il seminario. Per la divulgazione di questo lavoro si prevede per il mese d’aprile di avere a disposizione il tool kit dell’attività nel dettaglio per lavorare insieme ai giovani nella prevenzione e nel contrasto dell’hate speech, in particolare nel mondo dei social media.

Insomma, l’anno è finito molto bene con questa bella esperienza di condivisione! Ecco qualche foto!

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