A model to dream. A Milano si parla di hate speech, bullismo e cyberbullismo | Yana Nyzhegorodova


Il 5 dicembre 2017 a Milano, Palazzo Isimbardi – Sala degli Affreschi, il Centro Studi Sereno Regis ha preso parte alla conferenza “A model to dream”, organizzata dall’Agenzia Nazionale per i Giovani. Gli argomenti trattati erano l’odio in rete, il bullismo e il cyberbullismo. Questa iniziativa, nata su impulso della Commissione Europea per promuovere esempi positivi da seguire per le nuove generazioni e modelli di comportamento cui ispirarsi aveva come obiettivo quello di proporre racconti, storie ed esempi di chi ha messo in campo buone pratiche per prevenire e contrastare questi fenomeni che sono ormai sempre più radicalizzati nella società.

La giornata era suddivisa in tre parti.

Nella prima parte ci sono state la presentazione e l’approfondimento del tema “L’odio in rete, un male dei nostri tempi?” al cui interno è stata presentata la ricerca sull’hate speech on-line realizzata da Cristina Pasqualini, collaboratrice dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo che nel suo intervento ha anche illustrato il “Manifesto della comunicazione non ostile”, realizzato nell’ambito del progetto Parole O_Stili.

Nella seconda parte si è affrontato il tema “Bullismo e cyberbullismo”. Ilaria Zomer del Centro Studi Sereno Regis e gli altri relatori hanno condiviso le storie dalla loro pratica e la loro esperienza.

Nella terza e ultima parte tutti/e i/le partecipanti sono stati suddivisi in 3 gruppi di lavoro.

Iin particolare il gruppo condotto da Michele di Paola, formatore che si occupa di educazione non formale, ha proposto un’attività per i ragazzi incentrata sul cyberbullismo. In diversi sottogruppi di tre persone ciascuno è stata fatta una ricerca sui questi quattro social network, Whatsapp, Facebook, instagram, Spotify, per trovare la risposta alle seguenti domande:

  1. Ci sono limiti di età?

  2. Di chi sono le cose che pubblico?

  3. Chi può vedere le cose che pubblico?

Questo il punto di partenza e in 10 minuti si è scoperto che non si conoscono le regole fondamentali di utilizzo dei social network. Per esempio ufficialmente i ragazzi con meno di 13 anni di età non possono utilizzare Whatsapp, Facebook e Instagram. Di fatto, invece, quanti già li utilizzano a 10, 11 anni? Queste regole non sono state create per caso. Per utilizzare i social network servono consapevolezza, maturità e controllo delle emozioni. Da questo punto è scaturito il discorso sulle responsabilità da assumersi quando le informazioni vengono condivise con gli altri nei social network. Si ha sufficiente consapevolezza quando si condivide un’informazione potenzialmente pericolosa, come ad esempio un tutorial per realizzare una bomba? Non si può essere sicuri che le persone con le quali tutto ciò viene condiviso siano abbastanza mature per affrontarlo criticamente e non per prenderlo come un’idea o un esempio da seguire e realizzare.

La giornata si è conclusa con la presentazione delle attività realizzate in ogni gruppo. Per esempio il gruppo guidato da Ilaria Zomer ha presentato un gioco di ruolo, Facebull, che simula il funzionamento di Facebook e che prova a far emergere alcune dinamiche di violenza sul web.

Tanti sono stati gli esempi positivi e tante le informazioni su cui riflettere e grazie alle quali attivarsi. Personalmente ho ricevuto parecchi spunti per nuove idee e attività da realizzare con i ragazzi e le ragazze al Centro Studi Sereno Regis.


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