Una guerra nucleare ci riguarda tutte/i: è necessario immaginarla per prevenirla

La necessità di immaginare una guerra inimmaginabile | Lisa Fuller

La prospettiva di una guerra nucleare con la Corea del Nord è stata descritta ripetutamente come ‘inimmaginabile’: in effetti la maggior parte di noi davvero non riesce neppure a rappresentarsela nella mente. Come ha sottolineato il giornalista del New York Times, Nicholas Kristof, “Rimaniamo fermi a guardare: né il pubblico né i mercati finanziari si rendono conto di quanto sia alto il rischio di una guerra e quanto possa essere devastante”. Bisogna ammettere che – trattando di armi come quelle nucleari, in grado di uccidere milioni di persone – è davvero difficile immaginarsi lo scenario cui si andrebbe incontro. Facciamo fatica a tradurre numeri così elevati in scene che rappresentano singole persone che soffrono – uomini, donne, bambini. Eppure non possiamo continuare a rifiutare di pensarci. I più influenti esperti politici e militari ci hanno avvisati: il rischio è elevato, la minaccia imminente, e l’impatto sarebbe catastrofico. Anche prima che la Corea del Nord lanciasse l’ultimo missile, generali dell’esercito americano, ed esperti di relazioni internazionali e di studi strategici hanno valutato un rischio di guerra del 50%. Il generale McCaffrey addirittura si aspetta che la guerra scoppi entro l’estate del 2018.

Vi è un rischio significativo che la guerra si possa estendere ben oltre i confini di singole aree geografiche. La Cina ha già avvertito che interverrebbe in aiuto della Corea del Nord, se gli USA sferrassero il primo attacco, e alcuni esperti di sicurezza internazionale ritengono che la Cina potrebbe colpire direttamente il territorio degli Stati Uniti; in ogni caso le radiazioni si estenderebbero almeno in parte sul suo territorio. Anche la Russia ha recentemente avvisato che si sta preparando alla guerra.

Comunque, se anche la guerra fosse circoscritta entro i confini della penisola Coreana, potrebbe portare a una carestia mondiale in conseguenza dell’ “inverno nucleare” che l’esplosione provocherebbe.

Con questa posta in gioco, è assolutamente necessario che ci sforziamo di immaginare l’”inimmaginabile” per quanto terribile sia il pensarlo. Quelli che riescono a immaginarla sono i più motivati ad agire per prevenirla. Il giornalista e scrittore Jonathan Schell sostenne questa posizione nel suo libro del 1982 “Il destino della Terra”, e scrisse: “solo scendendo adesso con l’immaginazione fino a questo inferno possiamo sperare di evitare di precipitarvi nella realtà… la conoscenza che possiamo acquisire non può di per sé proteggerci dall’annientamento, ma senza questa conoscenza non possiamo iniziare a prendere misure in grado di proteggerci”.

Le nostre menti sono strutturate in modo da proteggerci dal pensare situazioni di eccezionale sofferenza, quindi dobbiamo in qualche misura sforzarci di immaginare gli effetti di una guerra nucleare. Possiamo per esempio sfogliare le fotografie scattate a Hiroshima dopo l’esplosione, o leggere i racconti dei sopravvissuti alla bomba atomica, cercando di trasporre quelle scene nelle nostre città. Possiamo usare delle simulazioni, come quella predisposta dallo storico Alex Wellerstein – Nukemap – per capire che cosa succederebbe se una bomba atomica cadesse su una delle nostre città. Possiamo impegnarci ad aggiornarci sulla crisi mondiale, e cercare informazioni da siti affidabili gestiti da esperti.[…]

The necessity of imagining an unimaginable war Lisa Fuller 5 dicembre 2017 https://wagingnonviolence.org/feature/why-we-must-imagine-nuclear-war-north-korea/
[Traduzione e sintesi di Elena Camino per il CSSR]


Non c’è luogo in cui nascondersi | John Loretz

Ma la Corea del Nord ha davvero un missile in grado di colpire il territorio degli Stati Uniti? Di fronte ai grossolani scambi verbali tra Donald Trump e Kim Jong-un,  è legittimo e inquietante porsi questa domanda. Ma concentrarsi su questo aspetto distoglie l’attenzione dal fatto che ci sono altri otto Stati che possiedono armi nucleari, e tra tutti possono colpire qualunque area del nostro pianeta, soprattutto le regioni più densamente popolate.

Un nuovo schema grafico (new graphic) creato dal gruppo di IR Online, un programma online dell’Università americana di Relazioni Internazionali, fa vedere che nessuno sta al di fuori dall’area della gittata di un missile a testata nucleare, lanciato da una base terrestre o da un sottomarino. E’ dunque una verità incontrovertibile che – finché esistono armi nucleari – ciascuno di noi può esserne bersaglio: non c’è luogo in cui ci si possa nascondere.

 

Questo non è un test: ecco il range delle gittate di missili pronti al lancio degli Stati che detengono armi nucleari

Sono nove i Paesi che possiedono armi nucleari: Russia, Cina, India, Pakistan, Stati Uniti, Regno Unito, Israele, Francia e Corea del Nord. La gittata dipende dalla classe del missile. I missili a lungo raggio di Regno Unito e Francia sono installati su sottomarini; gli altri, da terraferma, sono a medio raggio o intercontinentali. La minaccia esercitata dalla Corea del Nord può essere solo stimata, ad oggi. Usando simulazioni dal sito del Progetto ‘Missile Defense’ è possibile schematizzare i dati attualmente noti sulle gittate dei missili nucleari in assetto operativo. Sono stati esclusi i missili in fase di sperimentazione o di test, per l’incertezza sui dati. Si vede così che anche senza i nuovi missili della Corea del Nord la maggior parte dei paesi risulta vulnerabile a un attacco nucleare.

La mappa indica la distanza più grande che un missile potrebbe raggiungere da ogni Paese, se fosse lanciato dalla sua capitale. Ed ecco la lista (in parentesi il tipo di missile è specificato inglese) :

Russia (Intercontinental Ballistic Missile): 16.000 km
Corea del Nord (Satellite Launch Vehicle/Intercontinental Ballistic Missile): 15.000 km
Stati Uniti (Intercontinental Ballistic Missile): 13.000 km
Cina (Intercontinental Ballistic Missile): 13.000 km +
Regno Unito (Submarine Launched Ballistic Missile): 12.000 km
Francia (Submarine Launched Ballistic Missile): 8.000 km
Israele (Intermediate Range Ballistic Missile): 6.500 km
India (Intermediate Range Ballistic Missile): 4.000 km
Pakistan (Medium Range Ballistic Missile): 2.000 km


Titolo originale: No place to hide
https://peaceandhealthblog.com/2017/11/27/no-place-to-hide/ John Loretz, 27 novembre 2017

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