Progetto ECO-logico: il primo report

Sai qual è il tuo impatto sull’ambiente?

Quanto è grande la tua impronta ecologica?

Il progetto organizzato da alcune volontarie del Centro Studi Sereno Regis di Torino per le classi 3A e 3B dell’IIS Santorre di Santarosa, mira a una sensibilizzazione verso la tutela dell’ambiente.

Il primo incontro, tenutosi il 18/10/17, ha avuto inizio con la presentazione del progetto e delle persone coinvolte.

Conseguentemente, attraverso attività didattiche, è stata spiegata l’importanza di abitudini svolte quotidianamente da ciascuno di noi e le conseguenze che quest’ultime hanno sull’ambiente. Ognuna di queste attività aveva un fine ben preciso e definito.

La prima attività comprendeva l’utilizzo di una mela, successivamente tagliata in più parti fino a ottenere una piccolissima fetta di buccia, che corrispondeva allo spazio di cui possiamo realmente disporre. Lo scopo di tale dimostrazione era di renderci consapevoli del fatto che per quanto possa essere grande e vasto il nostro pianeta, solo una piccolissima parte può essere utilizzata dall’uomo.

In un secondo tempo abbiamo partecipato a un ‘gioco’ che sottolineava l’importanza della collaborazione e dell’altruismo. Se ciascuno di noi utilizzasse correttamente e discretamente le risorse forniteci dal pianeta,queste non diminuirebbero. Per questo,è necessario avere cura e rispetto per l’ambiente.

Normalmente si pensa che il potere si trovi nel punto più estremo della piramide e al di sotto si trovino le persone ‘impotenti, ma con un esempio pratico abbiamo dimostrato che il potere in realtà è della maggioranza, ovvero degli ‘impotenti’ che si trovano nella parte inferiore della piramide.

Successivamente ci sono state poste delle domande su alcune nostre abitudini giornaliere (ad esempio:i mezzi che utilizziamo e con quale frequenza e durata,gli alimenti consumati, la tipologia di casa e i metri quadrati), con questi dati abbiamo calcolato approssimativamente l’impatto che provochiamo sull’ambiente.

Lo scopo era di farci riflettere su quanto anche le piccole cose possano fare la differenza.

Inoltre ci siamo cimentati in un’altra attività che aveva come fulcro tre impronte di varia grandezza,una piccola,una media e una grande, le quali corrispondevano all’impatto che ciascuno di noi pensava di avere sull’ambiente. Ciascuno di noi doveva posizionarsi sull’impronta che riteneva più appropriata per se stesso.

In seguito è stato presentato un lavoro di gruppo su vari argomenti riguardanti l’ambiente e la conoscenza personale sul modo di vivere di ognuno.

Le risorse di cui possiamo disporre sono sempre meno e la nostra richiesta è sempre più elevata.

E’ necessario tener conto della lavorazione che avviene dietro ciascun prodotto e delle quantità di risorse naturali utilizzate per la loro produzione.

Il penultimo gioco è stato quello del virus, che serviva a farci riflettere su come l’uomo si sta comportando nei confronti della natura.

Vivere in un ambiente sano è un diritto di ogni essere umano, per far sì che ciò avvenga, sarebbe bene adoperarsi e rispettare i propri doveri.

Andreea Coraggio e Megan Parisi


8 novembre 2017, II incontro, ore 15-18

Dopo un riepilogo di nomi e della lezione precedente, facendo anche alcune riflessioni su quest’ultima, è stato fatto un test scritto a crocette per calcolare la grandezza della nostra impronta ecologica in ettari. Le 17 domande erano divise in 5 gruppi: casa, alimentazione, acquisti, trasporti e rifiuti. Ogni domanda presentava accanto un valore numerico. Il rapporto tra la somma dei valori numerici delle risposte date e il numero totale delle domande(somma/17)dava il valore della grandezza della nostra impronta ecologica. Si è fatto poi un  test che valutava se si facevano(e se si facevano quante volte?)o no alcune azioni, come: fare la doccia in meno di 10 minuti o fare la raccolta differenziata, a queste domande si doveva rispondere con una emoticon. Dopo questi 2 test si è parlato delle armi di semplificazione di massa, cioè strumenti alternativi, più economici e molto meno inquinanti di alcuni strumenti di uso comune. Sono state estratte da un sacchetto 7 di queste armi: la bicicletta, la palla lavante, la lattina della coca cola, il fazzoletto di stoffa, la borraccia e l’impronta.

LA BICICLETTA  è l alternativa alla macchina, poiché inquina molto meno rispetto a quest’ ultima ed è più economica

LA PALLA LAVANTE  è l’alternativa ai detersivi, grazie ad essa l’uomo non dovrà più comprare bottiglie di detersivi poiché questa palla grazie alla luce del sole si ricarica di micro cristalli

LA LATTINA DI COCA COLA ha come alternativa la lattina di mole cola, contiene meno zuccheri ed è molto più economica

IL FAZZOLETTO DI STOFFA  è l’alternativa al fazzoletto di carta, quello di stoffa è prodotto senza l’ utilizzo di elementi chimici(quello di carta è fatto con la cellulosa degli alberi, originalmente marrone ma lavorata e modificata nei laboratori diventando bianca),ed è lavabile mentre quello di carta viene buttato nei cestini dopo 2/3 utilizzi

LA BORRACCIA è l’alternativa alle bottiglie di plastica, esse contengono agenti chimici che il corpo assimila ogni volta che si beve da una bottiglia di plastica

Negli ultimi minuti della lezione si è parlato del ruolo dell’educatore: su un foglio era rappresentato una sagoma di un corpo umano e ogni persona ha disegnato una parte del corpo importante per un educatore o scritto una caratteristica che dovrebbe avere un educatore, introducendo alla fine le 7 regole del buon educatore.

Antoine Galante e Nicolò De Cristoforo

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