Non so se don Lorenzo | Segnalazione della Biblioteca

Adele Corradi, Non so se don Lorenzo, Feltrinelli, Milano 2012, pp. 174, € 14,00

Nel cinquantenario, adeguatamente ricordato grazie a papa Francesco, della morte di don Milani, è forse opportuno segnalare un libro, edito pochi anni fa, che ha per oggetto una testimonianza fra le più preziose tra quanti hanno conosciuto e collaborato con don Lorenzo Milani.

Adele Corradi era una giovane insegnante che decise di unirsi al gruppo di docenti della scuola di don Milani. L’ingresso non fu semplice: don Lorenzo è un uomo ruvido, di poche parole e soprattutto concentrato su un progetto pedagogico fortemente innovativo. Anni dopo dirà di se stessa:

«Sono nata a Firenze nel 1924 e per tutta la mia vita lavorativa sono stata insegnante di lettere nella scuola media. Sono andata in pensione a sessantasette anni. Devo confessare che ero un’insegnante identica alla destinataria della “Lettera a una professoressa”. I rimproveri che i ragazzi di Barbiana rivolgono a quell’insegnante me li meritavo tutti. Per questo non c’è una parola della Lettera che non sottoscriverei. L’incontro con la scuola di Barbiana e con don Milani ha scavato un solco nella mia vita. Mi son vista come non mi ero mai vista. E non solo come insegnante, ma come persona.»

Adele vive con don Lorenzo gli anni fondamentali della scuola, sino alla morte prematura del priore. In questo libro non si racconta la storia di don Milani, come lei stessa scrive in una breve nota, «chi la volesse conoscere dovrà rivolgersi altrove». Queste pagine inseguono piuttosto le tracce di un rapporto tanto coinvolgente quanto problematico, dal quale emerge la figura di un uomo di grande carisma, che ha lasciato un’eredità fondamentale alla storia italiana del Novecento, ma anche un carattere spigoloso, non semplice, votato a un’intransigenza quasi insostenibile.

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