Giovanni XXIII patrono dell’esercito | Giancarla Codrignani

Per me è una bestemmia, ma forse bisognava provvedere prima

Nel 2011 fu salutato così in s.ta Maria in Aracoeli dall’ordinario militare Vincenzo Pelvi in una messa in onore del Beato Giovanni XXIII e dalle istituzioni presenti perché era stato il Papa-soldato (perfino volontario per aver sostituito il fratello) nella prima guerra mondiale.

Per la precisione: il 24 ottobre 2011, al Beato Giovanni XXIII Papa fu dedicata nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli, una Santa Messa per “promuoverne la devozione, quale Santo Patrono dell’Esercito”. La Messa fu officiata da Mons. Vincenzo Pelvi, Ordinario Militare, che, nel corso della sua omelia, ha ricordato le parole di Papa Benedetto XVI al Convegno Internazionale Ordinariati Militari: “Penso in particolare all’esercizio della carità nel soldato che soccorre le vittime dei terremoti e delle alluvioni, come pure i profughi, mettendo a disposizione dei più deboli il proprio coraggio e la propria competenza. Penso all’esercizio della carità nel soldato impegnato a disinnescare mine, con personale rischio e pericolo, nelle zone che sono state teatro di guerra, come pure al soldato che, nell’ambito delle missioni di pace, pattuglia città e territori affinché i fratelli non si uccidano fra di loro”.

ll 10 ottobre 2014 il Capo di Stato maggiore della Difesa, Luigi Binelli Mantelli, presentò la richiesta formale – a nome del mondo militare italiano e durante le celebrazioni per la memoria liturgica – di nominare San Giovanni XXIII patrono dell’esercito.

Nel 2016 in occasione della festa di San Giovanni XIII, nella stessa basilica di Santa Maria in Aracoeli l’Ordinario militare Santo Marcianò iniziò l’omelia con le parole: «Sono grato al Signore che mi dona la gioia di ricordare Papa Giovanni come Patrono dell’Esercito» e invitò i militari a seguirne l’esempio “come fece il nostro amato Papa Giovanni da soldato e da prete, da vescovo e da Papa: oggi, da Santo e da vostro Patrono”.

Lo stesso Ordinario Militare d’Italia il 10 maggio 2017, dopo aver approvato l’elezione di san Giovanni XXIII a protettore celeste dell’esercito, richiese che elezione e l’approvazione venissero confermate dalla Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti.

La Congregazione si espresse: “In virtù dalle facoltà concesse dal Sommo Pontefice Francesco, restando fermo che l’elezione e l’approvazione siano trattate a norma del diritto” ha acconsentito, confermando “San Giovanni XXIII, papa, patrono presso Dio dell’Esercito Italiano. Con tutti i diritti e i privilegi liturgici che conseguono secondo le rubriche…”” Firmato dal cardinale Roberto Sarah, Prefetto, e da monsignor Arturo Roche, Arcivescovo Segretario (Vatican Insider, 7 settembre).

Concludo copiando da Vatican Insider della Stampa del 10 settembre:

“San Giovanni XXIII è il nuovo patrono dell’Esercito italiano. Così l’Ordinariato militare d’Italia e i vertici delle Forze armate hanno ottenuto un risultato al quale miravano da anni. Nel pomeriggio del 12 settembre, a Palazzo Esercito, nella capitale, una sobria cerimonia introdotta dal generale Giuseppe Nicola Tota, vedrà la consegna della bolla relativa al nuovo patrono nelle mani del capo di Stato Maggiore dell’Esercito generale Danilo Errico, da parte dell’arcivescovo ordinario militare Santo Marcianò, che in questi giorni sta incontrando il contingente militare in Kosovo. A seguire alcuni interventi delle autorità presenti, intervallati da proiezioni di filmati, e la benedizione di un busto”.

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