«Italia devi disarmare economia e politica» | don Renato Sacco

«Vendiamo bombe all’Arabia Saudita che bombarda e uccide nello Yemen, costruiamo un’altra portaelicotteri, le nostre esportazioni belliche aumentano. Vangelo e Costituzione, però, dicono ben altro … »

Sono passati 100 anni (1° ago­sto 1917) dalla Lettera di Bene­detto xv ai “Capi dei popoli belligeranti” in cui definiva la guerra mondiale in corso una «inutile strage». Questa defi­nizione di guerra non ha preso piede nel mondo ecclesiale e tanto meno in quello politico.

La guerra ci scandalizza sempre meno. Anzi, spesso viene definita umanitaria? “operazione di pace”. a volte la si definisce ancora “giusta.? E così oggi ci troviamo di fronte – in barba all’articolo 11 della nostra Co­stituzione che ripudia la guerra – a numerosi con/Utti in atto e a folli spese per la loro preparazione. L’Italia prevede una spesa militare per il 2017 di circa 23 miliardi di euro, 64 milio­ni al giorno, più di 40 mila al minuto. Pochi giorni fa sono iniziati i lavori per la nuova portaelicotteri Trieste. Sarà pronta nel 2022 con la modica spesa di 1 miliardo e 100 miiioni euro.

CENT’ANNI FA ESATTI, ERA IL PRIMO AGOSTO 1917, BENEDETTO XV  DEFINÌ IL PRIMO CONFLITTO MONDIALE UNA  «INUTILE STRAGE»

Per essere precisi si tratta della nuo­va unità multiruolo d’assalto anfibio. Poi ci diranno tutti i pregi “umanita­ri” di questo gioello, come è successo anche per la nave Cavour. Nel 2001 l’allora presidente di Pax Christi Ita­ lia, monsignor Diego Bona (scom­parso lo scorso 29 aprile), scriveva in riferimento alla Cavour: «Ne abbiamo proprio bisogno> Certamente i tecnici della lobby industriai-militare addu­cono tante ragioni per giustificarne l’opportunità. Salta agli occhi il colle­garneoto tra l’enorme povertà di tanta umanità e le spese militari». oggi la situazione è peggiora­ ta. Nel 2016 le esportazione italiane di armainenti hailllo registrato un fatturato di 14,6 miliardi di euro, con un aumento del1’85,]% rispetto ai 7,9 miliardi del 2015. E tra i destinatari troviamo anche l’Arabia Saudita, sostenitrice ideologicamente e mili­tarmente dell’lsis e in guerra con lo Yemen. «Basta vendere armi!», ci con­tinuano a chiedere gli amici dall’Iraq e da tutto il Medio Oriente. Ma l’Italia continua a vendere bombe a Rìyad.

Dobbiano rompere il muro di in­differenza e chiedere che l’Italia smetta di vendere armi a regimi e Paesi in guer­ra; che il nostro Paese aderisca, anche se in ritardo, al Trattato per la messa al bando delle armi nucleari, firmato il 7 luglio all’Onu da 122 Stati; che non con­senta l’arrivo in Italia delle bombe nu­ cleari B61-12 destinate ai nuovi caccia F-35 (ciascuno dei quali costa circa 130 milioni di euro). E? lo chiedono le vitti­me delle guerre. Ce lo chiede il Vangelo. Ce lo chiede papa Francesco, che – dob­biamo ammetterlo – rischia su questi temi di essere sempre più isolato.

Fonte: Famiglia Cristiana, n. 31, 2017

 

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