Manifestazione per messa al bando delle armi nucleari | Gli Interventi

30 giugno 2017 – piazza Castello, Torino. Manifestazione per messa al bando delle armi nucleari



Aderisco perché:

l’incubo, la follia, nucleare è stata presente nei movimenti e nelle attività del pacifismo italiano sin dagli ormai lontani anni ‘80.

Ma in particolare questo è vero per il movimento delle Donne in Nero, rete nazionale e internazionale di donne femministe e pacifiste, che con la denuncia, l’azione e la resistenza nonviolenta si oppongono alla guerra e al militarismo, anche in paesi dove la guerra è una feroce realtà quotidiana.

La nostra resistenza poggia sulle relazioni politiche nonviolente, sulla solidarietà, sulla forza della continuità: dalla nascita nel 1987 in Israele la rete si è costantemente allargata e ha diffuso consapevolezza della responsabilità – anche individuale – rispetto alle guerre che sembrano non toccarci direttamente: soprattutto intendiamo la responsabilità di appartenere ad un paese i cui governi hanno sostenuto nel corso del tempo, e sostengono tuttora, militarismo e conflitti armati. Per questo ancora una volta ripetiamo “non in nostro nome” perché non ci rappresentano.

Poiché abbiamo a cuore non solo la vita, ma soprattutto la sua cura e la sua qualità, non possiamo che opporci a tutte le armi ed in particolare a quelle che potrebbero distruggere definitivamente il genere umano.

Margherita Granero – Donne in Nero di Torino


Aderisco perché:

Noi vogliamo costruire ponti tra le persone e i popoli. La strada che conduce ai ponti passa per la distruzione di tutte le armi. Dunque a gran voce chiediamo: aboliamo le armi atomiche e cancelliamole dal panorama mondiale. Non abbiamo altra alternativa.

Un Ponte Per


Nel 1945 avevo quasi dieci anni quando la seconda guerra mondiale è finita. La mia mamma era sola a pensare a noi tre figli. Papà era stato mandato in Corsica con gli Alpini e noi non sapevamo se fosse prigioniero dei Tedeschi, vivo o morto.

Il 2 giugno 1945 è tornato a casa a Mondovì. Rivedo ancora oggi l’incontro con il mio papà e risento la stessa gioia. Lui ed altri Alpini avevano comprato una barca e, pur non sapendo nuotare ed essendo uomini di montagna, per non essere presi prigionieri dai Tedeschi avevano raggiunto gli Americani a Napoli.

Una delle tante traversate del Mediterraneo che si ripete oggi, alla ricerca della salvezza.

Ma il 6 e l’8 agosto 1945 la bomba atomica è stata lanciata su Hiroshima e poi su Nagasaki.

Ero felice perché la guerra era finita ma piangevo per le persone morte, per quelle terribilmente ustionate e segnate per sempre. Mi vergognavo per questi sentimenti contrastanti ed ero diventata adulta a 10 anni.

Perché vi ho raccontato questa storia personale?

Nessuno di loro, il mio papà, i suoi amici, i cittadini di Hiroshima e Nagasaki avevano dichiarato guerra a qualcuno.

Tutti loro e tutti noi siamo contro la guerra, contro tutte le armi, piccole e grandi, contro le armi di distruzione di massa, contro l’uso del gas nervino.

Noi in questa piazza e gli altri come noi in altre piazze, in altre città, in altri paesi non abbiamo mai voluto uccidere bambini, donne, uomini, non abbiamo mai voluto annientare con il gas tante persone o distruggere tutte le forme di vita con le armi atomiche.

Siamo qui per dire tutti insieme NO con forza a tutto questo.

Gridiamolo tutti insieme un grande, grande NOOOOO

FIDAPA BPW Italy


Il Centro Gandhi di Ivrea aderisce perché la minaccia atomica è gravissima per le vite umane e per la natura. Un solo missile a testata multipla può portare bombe con un potere distruttivo superiore a quello di tutte le bombe sganciate durante la seconda guerra mondiale;
aderisce perché le armi nucleari hanno un costo altissimo, pagato dal popolo, e sottraggono risorse preziose alle attività rivolte al bene comune;
aderisce perché vuole sollecitare il Governo ad attuare pienamente l’art.11 della Costituzione e a rispettare integralmente il Trattato di Non Proliferazione Nucleare, ripudiando le armi atomiche, mettendole al bando dal suolo nazionale e cooperando con gli stati impegnati per la loro abolizione;
aderisce perché vuole richiamare l’attenzione dei media, dei politici e dei cittadini: siccome la presenza delle armi nucleari è gravemente minacciosa e assolutamente detestabile, il silenzio assordante su questa questione è ingiustificato.

Franco Malpeli, Centro Gandhi, Ivrea


Noi aderiamo

perchè siamo contro la violenza in tutte le sue forme: quella che si esercita nelle guerre, nei conflitti tra stati; quella che si esercita nei rapporti tra le persone, a partire da quella contro le donne; quella che si esercita nei luoghi e nel mercato del lavoro: le molte leggi che si sono succedute hanno reso chi lavora più povero, più precario, meno libero

Noi aderiamo

perchè siamo per il rispetto della dignità, della libertà, dei diritti di ogni persona; e il primo diritto è quello alla vita: mettere al bando le armi nucleari per noi vuol dire difendere il diritto alla vita di ciascuno e difendere la nostra Terra

Noi aderiamo

perchè ogni arma in più, nucleare o convenzionale, aumenta il rischio di un conflitto, che non saremo più in grado di controllare

Noi aderiamo

perchè pensiamo che le risorse utilizzate per le armi nucleari debbano essere spese per la scuola, la cultura, i servizi alle persone e per creare lavoro

Noi aderiamo

perchè pensiamo che proprio oggi, quando aumentano guerre, conflitti, violenza, terrorismo, sia importante PUBBLICAMENTE e COLLETTIVAMENTE tornare nelle piazze e manifestare per la pace, per ripendere il futuro nelle nostre mani

Enrica Valfrè, CGIL Torino


A nome della Chiesa di Scientology di Torino aderisco perché, chi tace acconsente e davvero non si può tacere.
Non tacere è proprio il minimo che si possa fare di fronte al tema che ci unisce oggi qui. Le Mete di Scientology, delineate dal fondatore della nostra religione, L. Ron Hubbard, iniziano con queste parole: “Una civiltà senza pazzia, senza criminali e senza guerre…” e queste parole rendono ancora più profonda, per noi, l’adesione a questo appello.Tutto ciò che è stato detto da chi mi ha preceduto, tutto il lavoro che è stato fatto per organizzare e realizzare questo momento, il fatto di esserci ritrovati, la melodia del “silenzio” suonata dalla tromba mentre ci riparavamo simbolicamente dalla bomba, le mani alzate e unite in segno di speranza… tutte queste cose mi hanno toccato moltissimo. Anche questi sono motivi altrettanto profondi per aderire e ringrazio tutti per esserci e per
ciò che è stato fatto oggi. Grazie!

Giuseppe Cicogna, portavoce della Chiesa di Scientology di Torino per il Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria


Io parlerò al singolare, ma la mia voce è la voce dei due movimenti che rappresento: il Movimento Internazionale della Riconciliazione e il Movimento Nonviolento. Siamo presenti a questa sessione dell’O.N.U. attraverso l’I.F.O.R. e la Rete Italiana Disarmo.

Aderisco perché:

Perché rispetto l’art. 11 della nostra Costituzione

Perché l’Italia si liberi delle 70 bombe nucleari presenti nelle basi militari di Ghedi e Aviano restituendole al proprietario (Stati Uniti).

Perché nel nostro paese si smetta di sprecare 64 milioni al giorno per le spese militari

Perché la fabbricazione e la vendita di armamenti provoca guerre, morte, distruzione e … profughi. Non possiamo da un lato vendere armi, e l’Italia è al 6° posto nella classifica mondiale, e dall’altro lamentarci di troppi profughi … siamo noi che li produciamo

Perché voglio gridare che l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro che deve garantire a tutti una vita dignitosa e che purtroppo a causa dell’enorme spesa militare (24 milioni di euro all’anno) impedisce investimenti in ricerca; nella scuola; messa in sicurezza del territorio da frane, allagamenti, terremoti; e tante altre cose positive.

Perché sono qui a ribadire che l’Italia ripudia la guerra, ma noi le abbiamo fatte tutte (Iraq, Somalia, Kossovo, Libia, Afganistan…)

20 anni di violazione dell’art. 11 della Costituzione

  • – 17 gennaio 1991: l’Italia partecipa nella guerra all’Iraq
  • – 8 dicembre 1992: l’Italia partecipa alla guerra in Somalia
  • – 24 marzo1999: l’Italia partecipa alla guerra del Kossovo bombardando la Serbia
  • – 7 ottobre 2001: l’Italia partecipa nella guerra in Afganistan
  • – 20 marzo 2003: l’Italia interviene nella guerra all’Iraq
  • – 27 marzo 2011: l’Italia si aggrega alla guerra della NATO per bombardare la Libia

Sono qui perché da amico della nonviolenza credo sia possibile un cambiamento e la nostra speranza che ci si liberi della peste delle spese militari non muore mai.

Piercarlo Racca, MIR-MN Piemonte e Valle D’Aosta


Noi aderiamo e partecipiamo a questa manifestazione perché:

  • lo scoppio delle due bombe atomiche di Hiroshima e Nagasaki, il 6 e il 9 agosto 1945, ha segnato una svolta nella storia del genere umano: quella della possibilità di auto-annientamento:

  • da allora, lo sviluppo tecnologico dell’armamento atomico tuttavia non si è fermato, ma anzi ha visto un aumento di potenza distruttiva impressionante: le armi attuali sono 50 volte più potenti delle bombe sganciate su H e N, e oggi ci sono 4000 testate nucleari pronte all’uso e più di 10.000 sono nei magazzini;

  • l’uso di armi di simile potenza renderebbe impossibili efficaci risposte mediche ed umanitarie ed il risultato non potrebbe che essere quello di irreversibili devastazioni umane ed ambientali.

Tutto ciò è pura follia, rischio mortale: non possiamo continuare su questa strada, dobbiamo fermarci! Di qui l’appello Onu al quale chiediamo che l’Italia aderisca.

Ma le armi atomiche (come e più di tutte le armi) sono dannose anche quando non scoppiano, per almeno tre ragioni (schematicamente):

  1. sottraggono ingenti risorse a ciò che serve per la vita: drenano denaro che potrebbe essere usato per la scuola, la sanità, l’assistenza alle persone anziane e alle fasce più deboli della società, i servizi in genere…L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e sul ripudio della guerra (articoli 1 e 11 della nostra Costituzione), ma il nostro paese è ultimo in Europa per l’occupazione giovanile e primo per l’aumento delle spese militari (64 milioni di euro al giorno)

  2. consumano energia e materia, producono rifiuti, rubano spazi sempre più preziosi per la vita, nelle fasi di produzione e poi di stoccaggio.

  3. Sono la massima espressione di un modello di società e di potere accentrati e sottratti al controllo popolare.

L’urgenza assoluta è, dunque, quella di invertire questa tendenza.

Il disarmo, la riconversione civile delle spese militari e dell’industria bellica, così come la costruzione della difesa civile non armata e nonviolenta devono essere il segno distintivo di ogni nuova politica, a partire dal sostegno al disarmo atomico.

Sarà, infatti, molto difficile, per gli stati non firmatari di questo appello, spiegare ai propri cittadini e cittadine sulla base di quali considerazioni hanno difeso queste terribili armi di distruzione di massa, mettendo in secondo piano le ragioni della pace e della vita.

Angela Dogliotti, Centro Studi Sereno Regis


Esigiamo che il governo italiano voti all’Onu per il bando delle armi nucleari. Ciò vale al di sopra di tutte le alleanze e gli impegni fra stati, e gli interessi parziali. Queste non sono armi di una maledetta guerra come tante altre guerre. Sono lo strumento assoluto per disfare l’umanità e il suo cammino di umanizzazione. L’escalation degli armamenti è arrivata a rivelare l’assurdo della difesa mediante omicidio: la difesa armata dei diritti e della vita si rovescia in rovina finale.

La semplice esistenza di tali armi è minaccia in atto. La pretesa funzione dissuasiva (o deterrente: la parola deterrenza contiene la parola “terrore”, è terrorizzare) è falsa, perché chi intende dissuadere vuol dire che è deciso ad usare quelle armi, altrimenti non dissuade. E questo è già disponibilità al crimine contro l’umanità. Chi minaccia la vita di tutti ha già cominciato ad opprimere e annullare la vita di tutti col terrore, più esteso del danno fisico della bomba, come fa il terrorismo per dominare. Il dominio, con qualunque mezzo, è già crimine contro l’umanità, come il terrorismo. Restiamo umani! Ritorniamo umani!

Enrico Peyretti

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