Don Milani e suo padre. Carezzarsi con le parole | Recensione di Andrea Schiavon

Valeria Milani Comparetti, Don Milani e suo padre. Carezzarsi con le parole, Edizioni Conoscenza, Roma 2017, pp. 320, € 20,00

Delicato e rigoroso, Don Milani e suo padre. Carezzarsi con le parole aggiunge una serie di testimonianze inedite alla sterminata bibliografia che racconta la figura del priore di Barbiana. Proprio perché si concentra sul rapporto con il padre Albano, il libro di Valeria Milani Comparetti racconta con straordinaria ricchezza di dettagli i momenti della vita che ha preceduto l’esperienza pastorale di don Milani: Albano Milani Lorenzo morì infatti il 2 marzo 1947, quattro mesi prima che il figlio venisse ordinato sacerdote, in Santa Maria del Fiore, a Firenze.

Quella della nipote di don Lorenzo (figlia del fratello maggiore Adriano) è un’indagine tanto nutrita dall’affetto familiare, quanto condotta con scrupolo e attenzione. «Fino a oggi Albano è rimasto nell’ombra ed è sempre stato considerato marginale nella biografia di don Milani – scrive Valeria Milani Comparetti – Leggendo le carte di Albano scoprivo invece, per la prima volta, un uomo molto più complesso di quanto avessi immaginato, sicuramente indispensabile per comprendere don Milani».

Un contesto alto-borghese ricostruito attingendo direttamente dagli archivi di famiglia, sfogliando ad esempio quei «Carnet de bébé» che la madre di don Milani, Alice Weiss Milani, compilò nei primi anni di vita di ciascuno dei suoi tre figli (oltre ad Adriano e Lorenzo, la terzogenita Elena). Dentro c’erano informazioni su nascita e svezzamento, con annotati i nomi delle balie e delle governanti, «rigorosamente tedesche», ma anche il racconto della crescita dei piccoli Milani Comparetti (il secondo cognome era stato aggiunto nel 1927, con decreto del Guardasigilli, in omaggio al bisnonno Domenico Comparetti, senatore del Regno d’Italia e professore di letteratura greca nelle università di Pisa e Firenze).

Quella descritta è un’infanzia ricca, non solo di beni materiali ma anche di stimoli intellettuali. «Nel marzo del 1928 ha imparato con il babbo in poche settimane a scrivere a macchina – appunta Alice nel «Quaderno del bébé», riferendosi a Lorenzo che deve ancora compiere cinque anni – ora scrive correttamente e abbastanza rapidamente e sa anche leggere lo stampatello. Colpisce la chiarezza e la logica della sua parola». Il piccolo Lorenzo viene così iniziato all’uso della parola, quella che in una lettera del 1956, ormai divenuto don Milani, definirà «la soglia tra il dentro e il fuori».

Valeria Milani Comparetti riesce a dipingere con efficacia la vita all’interno della famiglia dei suoi nonni. «Alice e Albano non avevano fisicamente accudito i loro figli – non si erano mai sognati di preparar loro un pasto o di vestirli (Alice diceva di non aver mai cucinato neanche un uovo al tegamino) – tuttavia non perdevano occasione di dare spazio a ciò che consideravano formativo».

Addentrarsi nelle pagine di Don Milani e suo padre non è solo un viaggio (anche fotografico: l’appendice foto e documenti supera le 100 pagine) nella vita della famiglia Milani Comparetti, ma è anche l’occasione per interrogarsi su quel sottotitolo, Carezzarsi con le parole.
Scritte, pronunciate, a volte solo pensate, le parole sono chiavi universali per accedere a un mondo interiore.

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