I nostri progetti nelle scuole: bilancio di un anno di lavoro | Fabio Poletto e Marta Ros Sanchez

 

Una delle principali attività della sezione EDAP del Centro Studi consiste nel portare nelle scuole progetti educativi attraverso metodologie educative non formali. Queste attività sono possibili grazie all’impegno dei volontari del Servizio Civile Nazionale (Klevisa, Fabio ed Eleonora) e del Servizio di Volontariato Europeo (Marta e Barbara), ma anche grazie al contributo di tanti e tante giovani che, negli anni, si sono avvicinati al Centro e hanno scelto di darci una mano nella realizzazione dei progetti. Il tutto tenuto insieme dall’indispensabile lavoro di organizzazione e coordinamento di Ilaria Zomer.

L’anno scolastico 2016/17 per le scuole medie inferiori e superiori si è concluso da poco, ed è il momento di tirare le fila di tutti i progetti e osservare quali obiettivi sono stati raggiunti.

Fuori dalla rete dell’odio

Il progetto ha coinvolto due istituti superiori, l’IIS Lagrange e l’ITIS Grassi, e si è svolto in due fasi. La prima è consistita di almeno cinque incontri di formazione con un gruppo di peer educators sul tema dell’odio online e sulle metodologie dell’educazione tra pari; nella seconda i peer, accompagnati da un formatore del Centro, hanno svolto un incontro di due ore in tutte le classi prime e/o seconde, usando le competenze apprese per stimolare il dibattito sul tema dell’incitamento all’odio, delle discriminazioni e della sicurezza sul web. Le classi raggiunte sono state, tra le due scuole, più di venti.

Non va dimenticato poi l’impatto di questo percorso di formazione e attivismo sui peer, ragazzi e ragazze di terza o quarta superiore che hanno avuto la possibilità di apprendere competenze aggiuntive rispetto al programma scolastico e di crescere a livello personale e professionale; nel giro di pochi mesi sono stati in grado di presentarsi come punti di riferimento positivo per i compagni all’interno della scuola, avendo ricevuto una formazione specifica ma essendo in grado di diffonderla tra i loro coetanei in quanto “pari”. Per diversi di questi ragazzi “fare i peer” per qualche ora a settimana è diventato “essere peer” ogni giorno, cioè sviluppare un atteggiamento responsabile ed empatico verso i compagni di scuola e verso il mondo. Il loro entusiasmo e la voglia di continuare l’esperienza il prossimo anno ci conforta ed è senz’altro il miglior feedback.

Fermate l’onda

In continuità con il tema e le modalità del primo progetto, all’interno dell’IIS Lagrange è stato condotto un secondo progetto che aveva come obiettivo la realizzazione, da parte di ognuna delle nove classi coinvolte, di un breve video sul tema della discriminazione online. Ogni classe ha partecipato a quattro incontri nei quali ha approfondito la conoscenza del tema in chiave cinematografica e, con il contributo di due video-maker professionisti, hanno ideato, scritto e girato il loro video. Nonostante il poco tempo a disposizione per svolgere il lavoro, diverse classi hanno mostrato coinvolgimento e hanno sviluppato idee interessanti per il cortometraggio.

Conoscere l’islam

Parallelamente alcuni ragazzi dell’ITIS Grassi hanno accompagnato i formatori del Centro in diversi incontri rivolti ad alcune classi dell’ITIS Avogadro, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza della religione islamica e combattere i pregiudizi e l’islamofobia. I ragazzi sono stati formatori in alcuni incontri, mentre in altri hanno assistito a testimonianze e racconti da parte di esperti.

Arte e nonviolenza

Nell’ambito di un concorso promosso dall’istituto Steiner abbiamo effettuato degli incontri di formazione sul tema dell’odio online e come contrastarlo attraverso le immagini. I ragazzi hanno poi seguito con alcuni docenti un percorso scolastico di ideazione e creazione di un’opera (grafica, fotografica o video) da presentare al concorso, interno all’istituto. Abbiamo poi partecipato alla scelta e alla premiazione delle opere migliori per ogni categoria, tra le quali spiccano numerosi lavori di livello già professionale.

Extrastrong: Non bull-arti di me for kids

Questo percorso si è diviso in due fasi; una prima parte del progetto era incentrata sulla peer education (educazione fra pari) con ragazzi di seconda media di tre scuole: Saba centrale, Saba succursale e Martiri del Martinetto, sui temi del bullismo e del cyberbullismo di cui il Centro Studi si occupa da diversi anni. Lo scopo è quello di investire i ragazzi del ruolo di educatore, con le responsabilità che ne derivano.

La formazione dei ragazzi peer ha avuto una durata di 5 incontri di due ore ciascuno, per poco più di un mese. Dopo aver finito la formazione, questi piccoli educatori sono andati nelle classi di prima media e quinta elementare per fare degli interventi di due ore in ogni classe, dove riportavano quello che avevano imparato attraverso delle attività-gioco con delle riflessioni sulla prevenzione e il contrasto di questi fenomeni.

In un secondo momento il progetto prevedeva dei laboratori artistici di teatro, videomaking e web radio, dove in altri 5 incontri di due ore, i ragazzi acquisivano delle competenze artistiche come recitare, scrivere una scenografia, registrare, improvvisare, oppure scrivere il copione e conoscere le tecniche della radio, sempre mantenendo come tema centrale il bullismo e cyberbullismo. Queste attività artistiche sono servite per aiutare i ragazzi ad acquisire e sviluppare delle potenzialità che spesso rimangono latenti e inespresse; inoltre hanno potuto analizzare e conoscere i fenomeni dei temi trattati attraverso metodi diversi e meno convenzionali.

Extrastrong: Giovani antenne

Nelle Scuole medie Verga e Giacosa, dell’Istituto Comprensivo Regio Parco, abbiamo realizzato un altro progetto che riguardava sempre la struttura della peer education spiegato in precedenza, con la particolarità che in questo caso la scuola Giacosa ha iniziato il percorso singolarmente e quando hanno finito hanno partecipato come Peer educators dei suoi compagni della Scuola Verga: una sorta di peer dei peer. Questa variabile ha dato dei risultati molto positivi: i ragazzi infatti, dopo il momento iniziale di conoscenza, hanno subito creato un rapporto di amicizia e unione che li ha aiutati a rafforzare l’autostima e la valorizzazione di se stessi come ragazzi e come piccoli educatori. Abbiamo anche sperimentato le potenzialità di questo tipo di didattica in relazione allo sviluppo delle capacità di socializzazione. Nella fase finale anche questi gruppi hanno tenuto degli interventi nella scuola elementare del loro plesso, con ottimi risultati.

Invece di giudicare

Abbiamo sviluppato un percorso informativo e divulgativo sulla mediazione come strumento alternativo alla via giudiziaria per risolvere i conflitti nell’ITIS Carlo Grassi.

 

 

 

 

 

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