Il Centro Studi Sereno Regis tra i vincitori di BIKE 2 WORK | Cinzia Picchioni

Si chiamava così, con il numero due (che in inglese si pronuncia «tu» e vuol anche dire «andare verso». Appunto. Ecco dunque bici (bike) verso il lavoro (work). Più semplicemente «al lavoro in bici» o anche «bici per andare al lavoro» o anche «bici al lavoro».

Era un’iniziativa anche della FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) per incentivare l’uso della bicicletta negli spostamenti casa/lavoro e lavoro/casa. Che cosa si sono inventati? Una specie di sfida (che infatti si è chiamata BIKE CHALLENGE), cui si aderiva iscrivendosi in un sito, fornendo qualche dato come ciclista e registrando ogni singolo spostamento in bici (chilometri percorsi compresi). Si poteva aderire come azienda/organizzazione/università, in veste di collaboratori/frequentatori/dipendenti, accumulando così un numero maggiore di chilometri percorsi (oltreché di aderenti).

Come Centro Studi Sereno Regis abbiamo naturalmente aderito e ognuno dei partecipanti ha regolarmente registrato i propri spostamenti. Così è successo che il Sereno Regis è stato uno dei 40 partecipanti (tra oltre 200) premiati.

La premiazione ha avuto luogo lunedì 15 maggio u.s., durante il Convegno «Smart mobility, strong economy: il ridisegno della mobilità a partire dai poli aziendali e universitari».

All’interno dell’Auditorium della Città metropolitana di Torino (corso Inghilterra, 7) si sono riuniti mobility manager, ciclisti, studenti universitari e appassionati del mezzo nonviolento per antonomasia. Circa 200 persone hanno ascoltato le relazioni e i saluti istituzionali, da cui si sono evinte alcune considerazioni.

I più soddisfatti vanno in bici

Torino è stata l’unica città italiana (insieme con Milano e Roma) in cui si è potuta svolgere l’indagine conoscitiva – BIKE2WORK – che a ottobre prossimo riguarderà gli spostamenti casa/scuola;

70mila persone frequentano l’ateneo torinese (uno dei più grandi d’Italia), in 120 sedi: benché si sia lontani dall’Imperial College di Londra dove gli studenti trovano all’ingresso un cartello (che il relatore ci ha mostrato in foto) che recita «ON YOUR BIKE» (vieni in bici all’università, abbassa la tua carbon footprint. Impronta ecologica), su 17.500 risposte al questionario il 25% raggiunge l’università con i mezzi, solo il 7% in bici (ma il livello di soddisfazione più alto è proprio quello di chi usa la bici o viene a piedi);

al Politecnico (36mila studenti+8mila altre figure) ha risposto al questionario la metà dei 15-28mila utenti che si spostano verso le università: il 28% dei dipendenti usa la bici, il 70% degli studenti i mezzi pubblici e anche qui il costo è soddisfacente solo per chi si muove in bici o a piedi. Il mobility manager del Politecnico ha ricordato i 3 parametri su cui si è svolta l’indagine: 1. maggiore indipendenza dal petrolio; 2. maggiore connettività e conseguentemente 3. sharing mobility.

Più siamo, meglio è (per tutti)

Il BIKE2WORK ha coinvolto 12 Paesi europei nel solco di un dato: se si raggiunge il 15% delle persone che usano la bici per spostarsi aumenta la sicurezza per tutti (http://www.fiab-onlus.it/bici/bici-in-citta/bici-in-citta-news/item/1731-piuciclisti-menoincidenti.html; a Copenhagen il 45% degli spostamenti avviene in bicicletta). Il progetto mira a un cambiamento comportamentale (e se BIKE2WORK è durata un mese e mezzo, la campagna LOVE TO RIDE dura 365 giorni all’anno). All’indagine hanno aderito 686 organizzazioni, con 6500 iscritti attivi (il 67% di ciclisti regolari, il 21% di ciclisti occasionali, il 12 % di nuovo ciclisti). A Torino sono stati percorsi 520mila chilometri per un risparmio di 27 tonnellate di CO2; la fascia di età più rappresentata è stata 45-54 anni (il 57% maschi, il 43% femmine); gli ostacoli maggiori denunciati sono il maltempo e la mancanza di docce sul luogo di lavoro. La prima azienda classificata in Piemonte (ma anche a livello nazionale) è stata ARPA Piemonte (coerenti, no?).

Bicigialle

Tra le relazioni c’è stato anche il direttore di BicinCittà (che gestisce anche il servizio TOBike e che ha donato 40 abbonamenti annuali per premiare le aziende/organizzazioni vincitrici), che ci ha relazionato sullo stato del servizio delle «bicigialle» a Torino: 25mila abbonati annuali (61% maschi, 39% femmine, età 20-50 anni), 133 stazioni, 1200 bici, più di 12mila prelievi al giorno. Il dato più interessante è stato il perché la prima mezz’ora di utilizzo è gratis e dopo si comincia a pagare un tot ogni ora di utilizzo: proprio per disincentivare l’utilizzo prolungato e fare in modo che ci siano sempre le bici a disposizione, e che la bicigialla sia utilizzata per brevi spostamenti, proprio come dovrebbe essere (per quelli più lunghi e/o per turismo bisognerebbe avere la propria bici).

BICInema!

Personalmente infatti ho la mia bici (vecchia di 70 anni), ma ho fatto ugualmente l’abbonamento (e continuo a farlo ogni anno), sia per promuovere il servizio, sia perché mi serve proprio per quei brevi spostamenti tipo: esco di casa e piove (quindi non prendo la mia bici) poi smette di piovere e allora prendo la bicigialla per i 15 minuti che mi servono per arrivare a casa. Oppure: devo prendere un treno a Porta Nuova (e abito in piazza Statuto), non prendo la mia bici per lasciarla legata magari tutto il fine settimana attorno a Porta Nuova) molto meglio la bicigialla. O ancora: voglio andare al cinema: preferisco non usare la bici, che poi staziona davanti al cinema per due ore, meglio prelevare una bicigialla davanti a casa mia, andare a depositarla nelle vicinanze del cinema e riprenderla a film finito. Niente pensieri e timori durante la visione! Per non parlare di quando entri al cinema e non piove, ma quando esci diluvia: se non hai la tua bici cammini sotto i portici e torni a casa asciutto, se hai la tua bici che fai? La lasci legata tutta la notte?

BICICLibertà

Mentre pensiamo alla risposta, continuiamo – o cominciamo – a usare la bici, ogni volta che possiamo, al posto dell’auto, al posto dell’autobus, al posto del tram, al posto della metropolitana. Con la bici sai quanto tempo ci mette ad arrivare in un luogo, non devi preoccuparti del posteggio (quante volte avete fatto presto per giungere a destinazione e poi avete perso minuti e minuti cercando dove lasciare l’auto? E siete anche arrivati incavolati, oltreché in ritardo!) Sì vabbe’ c’è la possibilità che ve la rubino (ma quella c’è anche per l’auto, e con molto più danno!). E per ovviare al furto c’è ancora una volta la soluzione TOBike (come in molti altri casi il possesso crea ansia, la condivisione la stempera, oltre al fatto che è molto più difficile rubare una bici dalle stazioni delle bicigialle!). Sì, è vero, puoi non trovarla quando ti serve, ma quello fa parte del gioco. Anzi dovremmo quasi rallegrarci quando non troviamo la bici alle stazioni del TOBike: vuol dire che siamo in tanti e che devono aumentare! Il pensiero positivo crea.

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