Un ruolo per i corpi civili non armati a Standing Rock


“La pace è un processo giornaliero, settimanale, mensile, che cambia le opinioni gradualmente, che erode lentamente vecchie barriere, che costruisce piano piano nuove strutture.” ~ John F. Kennedy


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(Photo by Chris Juhn)

Poche settimane fa, a Standing Rock si è verificato un evento storico. Non è stata la decisione del corpo degli ingegneri dell’esercito di negare il permesso per una strada, nonostante fosse effettivamente anch’essa di interesse storico. Ma è successo altro – una cerimonia durante la quale i veterani hanno chiesto perdono agli anziani Lakota per le atrocità commesse nel passato dall’esercito USA. E’ stato un gesto simbolico che aiuta a sgretolare vecchie barriere e a costruire nuove strutture per la pace. Il lavoro dei corpi di pace nonviolenti intacca le barriere creando spazi per il dialogo e promuovendo la partecipazione per risolvere i conflitti in modo pacifico. I nostri gruppi agiscono in alcuni dei più violenti conflitti: Sud Sudan, Myanmar, Filippine e Medio Oriente.

Come sostenitori, ci avete chiesto tante volte :”Quando inizieranno i Corpi di Pace a lavorare negli USA?” Quel momento è arrivato. Abbiamo bisogno del vostro aiuto per arrivare alla cifra di 50.000 dollari, affinché lo staff e i volontari possano garantire la loro presenza e creare spazi di dialogo.

Quest’anno, il capo tribale di Standing Rock David Archambault II ha posto una richiesta al Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite a Ginevra per riconoscimento internazionale e assistenza in opposizione alla costruzione della rampa di accesso Dakota. In risposta, i Corpi di Pace hanno inviato un team di due persone per 14 giorni per stabilire se e come una protezione civile non armata avrebbe avuto un impatto positivo sulla situazione. A metà Novembre, dopo molta riflessione e discussione, il Consiglio dei Corpi di Pace ha deciso di mandare una squadra di civili non armati per un tempo minimo di due mesi.

Thiago Wolfer dal Brasile e Martha Hernandez dalla Colombia, due veterani dei corpi civili, insieme a Pam Costain, personalità di rilievo di Twin Cities, sono partiti per il North Dakota due settimane fa. Concentrandosi sui pilastri del nostro lavoro – nonviolenza, essere apartitici, riconoscere il ruolo principale degli attori locali – la squadra inizierà incontrando diverse persone sul territorio, per creare relazioni.

Come in tutte le nostre missioni, non prenderemo nessuna posizione per quanto riguarda il conflitto e non imporremo soluzioni. Attraverso la costruzione di rapporti umani con tutti gli attori coinvolti nel conflitto a Standing Rock, invece, i nostri peacekeepers lavoreranno per erodere le barriere e per creare spazi per il dialogo.

Dopo la recente decisione del corpo degli ingegneri dell’esercito di negare il permesso per la rampa d’accesso al Dakota, la necessità di protezione da parte dei civili si è spostata dai campi di Standing Rock alle città di Bismarck e Mandan. Vi sono forti tensioni in queste due città vicine e mentre i crimini di odio sono aumentati ovunque negli Stati Uniti, i Nativi Americani e altre persone di colore stanno vivendo un enorme aumento di molestie e minacce di violenza.

Usando l’esperienza che abbiamo maturato in posti come il Sud Sudan e Mindanao, nelle Filippine, il team stabilirà come i diversi metodi efficaci di protezione civile nonviolenta possono essere applicati in quest’area. Questo potrà includere presenza protettiva, accompagnamento, costruzione di capacità e la creazione di spazi di dialogo informale tra le parti in conflitto. Ci è stato chiesto di fornire presenza protettiva per il team legale che difende i protettori dell’acqua che sono stati arrestati ed accusati di reati minori e non.

Prima della fine dell’anno, il team inizierà ad addestrare volontari che possono impegnarsi in almeno una settimana di servizio. Abbiamo in programma di avere circa 30 volontari addestrati entro il 21 gennaio. E, come con tutti i nostri protettori civili non armati, addestriamo locali provenienti dalle comunità di Bismarck, Mandan, Fargo e Twin Cities, raccogliendo un gruppo variegato di persone. Questo progetto è finanziato da donazioni individuale ed abbiamo raccolto circa il 40% nei primi due mesi. Per favore, calcolate un regalo in più quest’anno, in modo che possiamo sostenere il nostro primo team con base USA. Quello che apprenderanno sarà inestimabile, anche negli anni a venire, e mostrerà come le strategie non armate riducono la violenza ed erodono le barriere per creare una pace duratura.


Nonviolent Peaceforce
Titolo originale: A ROLE FOR UNARMED CIVILIAN PROTECTORS AT STANDING ROCK
Traduzione di Eleonora Ceccaldi per il Centro Studi Sereno Regis

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