Sentinella a che punto è la notte? | Alessandro Ciquera


amalIeri è mancata una bimba bellissima di cinque anni che viveva nel campo profughi vicino al nostro, aveva un gran sorriso e molta voglia di vivere dentro di se. È mancata per un incidente cadendo nel pozzo di scolo delle fogne, dopo essere fuggita dalla guerra con sua mamma, suo papà e i suoi fratelli.

Anche lei è una vittima di questa guerra sporca e senza fine. Si chiamava Amal, che significa speranza, la stessa che oggi cerchiamo in fondo ai nostri cuori insieme alla sua famiglia.

Ci troviamo nel nord Libano governatorato di Akkar, al confine con la regione di Homs in Siria, da cui sono fuggite centinaia di migliaia di persone, soprattutto tra il 2013/2014, a causa dei bombardamenti sui centri abitati e degli scontri armati. Il campo è a Tel Abbas. Ci vivono famiglie molto povere perché fino a pochi mesi fa non si pagava l’affitto della terra e della tenda.
Il fratellino di Amal soffre anche di una disabilità dovuta a febbre molto alta con mancanza di cure adeguate. La mamma e la nonna si sono spesso presi cura della famiglia.
Oggi il pensiero deve andare a queste persone. Ed è il secondo bambino in due anni a morire in questo campo. L’altro è rimasto colpito da scossa elettrica due inverni fa. Lasciare le persone a fare questa vita può significare ucciderli.

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