Guerre, pace e il sogno di diventare inutili | Fonte: Reteconomy


L’articolo 11 della Costituzione Italiana è chiaro: “L’Italia ripudia la guerra”. Non solo ma la nostra Repubblica favorisce la pace e chi opera in questa direzione. Eppure il mercato delle armi non conosce crisi e come ha detto Ban Ki Moon: “Il mondo è troppo armato e la pace è sottofinanziata”.
Da un’analisi dell’Istituto di Ricerche internazionali Archivio Disarmo relativa alla relazione al Parlamento sulle “operazione autorizzate e svolte per il controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”, emerge che “nel 2014 il valore globale delle licenze di esportazione definitiva concesse dal ministero degli Esteri è stato di 2.650.898.056, con un incremento del 23,3% rispetto all’anno precedente”. Ma è stato il 2015 a segnare un vero e proprio “record”. L’esportazione di armi italiane nel mondo ha segnato un +200% rispetto all’anno precedente, per un valore globale delle licenze di esportazione di 8.247.087.068 di euro, come emerge dalla relazione annuale del Governo sull’export militare italiano 2015.
Le organizzazioni internazionali che si oppongono alla guerra come la “Rete per il disarmo” stanno facendo pressioni in Europa affinché la Commissione Ue non includa nel budget comunitario sussidi economici a supporto della ricerca militare.
Grazie ad ospiti e interventi, in questa puntata vogliamo affrontare il tema del business degli armamenti, del valore economico della pace sul quale si fonda anche l’Unione Europea (in teoria) e le possibili conseguenze.
In studio ospite di Emanuele Franzoso c’è Enzo Ferrara, vice presidente del Centro Studi Sereno Regis ai nostri microfoni Cecilia Strada di Emergency e Francesco Vignarca della Rete italiana per il disarmo, intervistati da Valentina Valente (riprese di Laura Fazzini, montaggio di Enore Montini).
Conduce: Emanuele Franzoso

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