Fausto Tentorio martire per la giustizia | Recensione di Cinzia Picchioni


cop_giorgio-bernardelli-fausto-tentorio-martire-per-la-giustiziaGiorgio Bernardelli, Fausto Tentorio martire per la giustizia, San Paolo, Cinisello Balsamo 2015, pp. 112, € 12,00. Prefazione del cardinal Gianfranco Ravasi

Il volume è stato realizzato in collaborazione con la rivista del PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) «Mondo e Missione». L’autore è un giornalista della testata e collabora anche con «Avvenire” e Radio Vaticana. Il missionario di cui si narra – Fausto Tentorio – operava per il PIME nelle Filippine quando, nel 2011, fu ucciso a causa del suo impegno per la popolazione tribale dei manobo.

Il libro ci racconta quella vicenda. Scritto benissimo (si sente che l’autore è un giornalista), come afferma anche il cardinale Ravasi nella sua Prefazione (p. 7): «[…] Bernardelli […] ha offerto a padre Fausto il dono migliore: ha spogliato il suo racconto dalla retorica che spesso accompagna le agiografie, ha lasciato parlare i fatti e i testimoni, ha disegnato un ritratto che non sconfina nell’icona aureolata, ha identificato la matrice profonda degli ideali, dell’opera e del sacrificio di padre Fausto […]».

Anche in questa vicenda, tanto per cambiare ci sono montagne «sacre» da salvare e commercianti di legname (per noi) che pagano qualcuno per uccidere chi vuole salvare le montagne (per semplificare… ma neanche tanto!).

Dal 1980 al 2014 nel mondo sono stati uccisi 1.062 missionari: 31 all’anno, più di 2 al mese! (Fonte: www.fides.org)

E chi uccide questi missionari di solito non si sa. Nemmeno chi ha ucciso il protagonista del nostro libro si sa: « una morte su cui non c’è volontà di indagare […] Come del resto è d’abitudine per tante altre morti nelle Filippine. Le chiamano “esecuzioni extragiudiziali”, omicidi attraverso i quali vengono tolti di mezzo giornalisti, sindacalisti, attivisti per i diritti delle popolazioni locali che hanno messo il naso là dove non dovevano», p. 98.

E il naso dove non doveva ce l’ha messo senz’altro, padre Fausto. Sopratutto da quando si è messo in testa di difendere i diritti dei tribali; soprattutto quando si è trattato di difendere il monte Sinaka, teatro di racconti mitologici dei manobo, che trovano anche, nelle foreste della montagna, il cibo e le erbe medicinali necessari alla loro sopravvivenza! Ma la montagna è oggetto di sfruttamento da parte di un’impresa di legname pregiato. Il popolo manobo però non ci sta a perdere la sua «montagna sacra», e Fausto Tentorio fu al loro fianco fin dal 2000.

Questo libro narra la storia di quella resistenza, fase per fase, una barriera umana contro le ruspe dopo l’altra. Compreso quel sacerdote bianco. Ma chi era davvero padre Fausto? Per quale ragione è stato ucciso a Mindanao? E perché, anche in un paese cattolicissimo come sono le Filippine, oggi si continua a morire per il Vangelo? Guardate le belle foto all’interno del libro (nonché sulla copertina) per avere già qualche risposta. Ma poi, sui Perché più grandi, il libro e le parole del giornalista che l’ha scritto rispondono in modo esaustivo. E un po’ amaro. […]

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