Wallerstein su Sinistra e Destra Globali | Johan Galtung


En el encuentro convocado en San Cristóbal de las Casas por el Ejército Zapatista de Liberación Nacional, la Universidad de la Tierra y la revista Contrahistorias para rendir homenaje al recientemente fallecido Andrés Aubry, participan el historiador y sociólogo Immanuel Wallerstein, colaborador de La Jornada, y el subcomandante Marcos. Otros intelectuales, como John Berger, Naomi Klein y Pablo González Casanova, tomarán parte en las conferenciasWallerstein è impareggiabile. Nessun altro ha presentato una teoria tanto coerente di quello che lui chiama il sistema-mondiale moderno, a partire “dal lungo 16° secolo” fino ad oggi; principalmente capitalista. Durante questi quattro secoli ci sono alti e bassi. A Wallerstein sono molto familiari la teoria delle onde di Nikolai Kondratiev in economia – A per salita, B per discesa, ma non tanto in basso – e quella dei cicli di dominio nel sistema politico-militare degli aspiranti egemoni in un determinato periodo. Leggete Immanuel Wallerstein, diventate più istruiti.

Mette in guardia contro la “tattica Lampedusa” della Destra Globale di “cambiare le cose in modo che nulla cambi”. Ed è risoluto su Libertà, Uguaglianza e Fraternità per la Sinistra Globale – ma interpreta la Rivoluzione Francese più come un cambiamento normalizzatore che come un’acquisizione di sovranità da parte del popolo. Come il credo nei ceti medi: in verità stanno dando una mano alla Destra Globale, quando in minoranza si ingrandiscono grazie alla classe lavoratrice che è in maggioranza, quando in maggioranza trascurano la minoranza della classe lavoratrice lasciata alle spalle.

Al momento Wallerstein ritiene che il capitalismo sia in crisi e senza rimedio – di questo non sarei così sicuro – e che il predominio USA sia pure in crisi senza rimedio – una visione che condivido – come la caduta di un impero con élite locali ad ammazzare su delega; adesso la maggior parte delle uccisioni la deve fare da sé.

La Destra Globale, per lungo tempo al potere, sta ora traballando. E’ l’ora della Sinistra Globale? O piuttosto vale la felice battuta di Zizek, che “la sinistra non perde mai occasione di perdere un’occasione”?

Per Wallerstein: E’ così!, e ci offre sei proposte per una Sinistra Globale:

  • Mettete in atto, promuovete, lo Spirito di Porto Alegre, del Social Forum Mondiale;

  • Adottate strategie elettorali, se non altro per difendere quello che è stato conquistato;

  • Richiedete più stato assistenziale – istruzione, sanità, reddito minimo garantito;

  • Rendete tolleranti i liberali: aprite i confini, fate che le aziende paghino in caso di fallimento;

  • Opponetevi al razzismo (e potremmo aggiungere: sessismo, oscurantismo, centrismo, omofobia, etc.);

  • De-mercificate, istruzione-salute sono diritti delle persone, non compra-vendita.

Nessuna incertezza nell’aderire a questi principi generali. Ma casi concreti di un avanzamento della Sinistra possono essere più problematici: la rivolta zapatista nel Chiapas il 1 Gennaio 1994 (giorno in cui è entrato in vigore il NAFTA, l’Accordo nordamericano per il libero scambio) e il primo Forum Sociale Mondiale a Porto Alegre nel 2001. Chi scrive è stato presente in entrambe le circostanze.

Chiapas: la “Rivolta Zapatista” è stata indotta da un bravo professore esterno; la “rivolta” ha importato alta cultura dal Messico centrale. Nessuna rivolta Maya per la parità dei diritti/uguaglianza in Chiapas-Yucatan-Guatemala-Belize-Honduras.

Porto Alegre: una splendida sfilata delle diversità con il comune messaggio di “un altro mondo è possibile”; molti mondi alla ricerca di temi e azioni unificanti. Come il tema dell’ineguaglianza. E l’azione di boicottare quelle aziende in cui esiste un rapporto inaccettabile tra la retribuzione dell’amministratore delegato e quella del lavoratore.

TUTTAVIA, più essenziale: la sconvolgente analisi di Wallerstein è limitata e limitante; all’Occidente, e a un solo periodo, l’epoca moderna. Non è Globale; e l’opposizione Destra-Sinistra – pro-contro il capitalismo – è moderna. La modernità ha allevato Stato, Capitale e Popolo: il Capitale ha prodotto maggiore capitale e ha soddisfatto le richieste materiali di coloro che potevano pagare; lo Stato ha collaborato con il Capitale, è stato comprato, ma ha anche protetto il Popolo; il Popolo lotta per i bisogni fondamentali di sussistenza, benessere, libertà, identità.

Nella storia occidentale ravviso come un susseguirsi di cicli di espansione/contrazionedapprima, l’espansione Greco-Romana – ora in fase di contrazione, in un mondo che comprende le civiltà islamica, indù, buddista, cinese, giapponese, per menzionarne alcune – trascurate dall’arroganza e dall’ignoranza universalistiche dell’Occidente. Alla porta a fianco c’è l’Islam, che è malato del medesimo universalismo, “la sola vera fede per tutti in ogni tempo”, anche esso ciclico ma in direzione opposta a quella dell’Occidente: quando l’uno si contrae l’altro si espande. Giusto ora l’Islam si espande e l’Occidente si contrae.

Destra” sta per aumento del Capitale per esigenze materiali, del corpo: “Sinistra” sta per collaborazione Stato-Popolo contro il Capitale, sta per ripartizione. MA, per ripartizione di che cosa? Delle medesime cose? Di più cose che portano a vite più vuote, sciupate da una solitudine più egocentrica? Con l’Islam che si espande, che offre una fratellanza Noi-centrica, che condivide i bisogni essenziali?

Crisi, davvero. Ma la via d’uscita potrebbe essere un nuovo orientamento, meno materiale, più spirituale; qualcosa per cui, non solo di cui, vivere. Potrebbe essere per degli scopi che vadano al di là della soddisfazione egocentrica; le religioni offrono delle risposte, come pure l’aspirazione a pace, sviluppo, ambiente, i Tre delle NU.

Potrebbe essere sospinto dalla incredibile creatività dello spirito umano, dal diventare produttori creativi, al di là della Creazione di Dio, oltre il consumo di arti e scienze prodotte da altri. O semplicemente ricercando, quali monaci erranti nello stupore, non permettendo alle cose materiali di ostacolare il cammino.

Un Nuovo Medio Evo? Badate, tutte le epoche sono “medie”, tra un passato e un futuro. “Una nuova fase di contrazione, entro vite più profonde, più spirituali, entro unità più piccole”, riassume meglio l’idea. Forse in Europa e in USA con 500 piuttosto che 50 unità autonome? Intrecciate insieme, in cooperazione per trarne mutuo e paritario beneficio; desiderare meno, di conseguenza affannarsi meno?

E l’economia? In “terra, lavoro, capitale” o “Natura, Persone, Capitale”, la natura e gli esseri umani sono indispensabili. Non soltanto come mezzi, elementi produttivi in un’economia fondata sulla crescita, sulla distribuzione o su entrambe, bensì come fini completi in sé. L’economia deve equilibrare il naturismo, l’umanesimo e il capitalismo, e parimenti devono fare le leggi economiche. Oggigiorno le “leggi economiche” sono polarizzate su capitale e crescita. Liberatevene, date origine a leggi economiche accentrate su esseri umani-natura.

La modernità si sta esaurendo, con la sua tendenza dominante e la sua realtà di Stato-Capitale-Popolo. Che cosa viene dopo? “Post-modernità” è un’espressione vuota, che significa solo “dopo la modernità”. Qui viene offerta l’ipotesi della contrazione, lungo un corso della storia oscillante; che, in entrambe le fasi, trova impulso con un minor senso di equilibrio in Occidente di quello che si trova in altre civiltà. Più grande l’espansione, il potere, più grande la contrazione, la caduta. Osservate la Germania, la Russia, la Turchia, la Spagna, la Francia, l’Inghilterra, gli USA–.

Quel che capita capita, ma aggiungete alle sei proposte di Wallerstein per una Sinistra Occidentale altre sei proposte umaniste-naturiste per un maggiore equilibrio nella nascente contrazione.

  • Risollevate l’umanità sofferente che sta in basso, per una piena partecipazione;

  • Risollevate la natura sofferente che sta in basso, per una piena partecipazione;

  • Promuovete una cultura-del-Noi Occidentale di comunanza e di condivisione.

  • Promuovete una vita che sia creativa, materialmente più semplice, spiritualmente più ricca;

  • Promuovete strutture equivalenti ai monasteri, con libertà di farne parte e libertà di andarsene;

  • Promuovete l’uscita dall’alternanza e date preferenza a un più bilanciato sia-sia.

E riguardo al globale? Forse allargandosi ad altre civiltà? A parte l’Islam, esse sono molto più antiche dell’Occidente, e sono sopravvissute. Magari passando attraverso una maggiore diversità, forme di simbiosi, più equilibrio. Forse da quegli esempi l’Occidente può imparare.


Nº 446 | Johan Galtung, 12 Settembre 2016
Titolo originale:
Wallerstein on the Global Left and Right
Traduzione di Franco Lovisolo per il Centro Studi Sereno Regis

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