La cosa migliore che tu puoi fare. Cos’è l’altruismo efficace | Recensione di Isabella Bresci


cop_la-cosa-migliore-che-tu-puoi-fare-116558-1Peter Singer, La cosa migliore che tu puoi fare. Cos’è l’altruismo efficace, Edizioni Sonda, Casale Monferrato, pp. 181, € 18,00

Con stile asciutto tipicamente anglosassone, il filosofo australiano Peter Singer ci spiega cosa si intende per «Altruismo efficace», cioè un interesse per il prossimo non influenzato dai messaggi che fanno leva sull’emotività per spingerci a donare e fare del bene, ma guidato dalla razionalità secondo criteri di efficacia ed efficienza in modo che i nostri sforzi vadano veramente a buon fine con risultati dimostrabili.

In 180 pagine Singer ci dimostra, dati alla mano, come sia possibile destinare una parte dei propri introiti per migliorare le condizioni di altri esseri senzienti, vivendo con semplicità senza per questo rinunciare alla qualità della vita, anzi aumentando la propria autostima che è uno dei segreti della felicità.

Quello di Singer è un libro che affronta il tema della beneficenza a 360 gradi. Ricco di dati avvalorati da riferimenti e statistiche, ci informa per esempio dell’esistenza di associazioni come la «Give well» e la «80.000 hours», impegnate nell’analisi qualitativa delle organizzazioni benefiche1. Donando alle organizzazioni elencate tra le prime nelle loro classifiche, si può essere certi che il nostro denaro andrà a buon fine.

Singer passa in rassegna diversi esempi di persone di sua conoscenza, che sono diventate «altruisti efficaci» per strade molto diverse, alcune insospettabili, come ad esempio lavorare presso la Banca Mondiale influenzando le decisioni ad alti livelli. C’è chi sceglie carriere altamente remunerative, per esempio nella finanza, per poter donare di più, addirittura la metà dei propri guadagni. Ovviamente ci sono molte obiezioni a questo approccio filosoficamente utilitaristico che sfida il senso etico con il quale ognuno di noi deve fare i conti secondo coscienza.

Il movimento dell’Altruismo Efficace, dagli anni Novanta si sta lentamente diffondendo ma, come sempre, anche in questo ambito sono necessari equilibrio e saggezza. ?Ci sono addirittura persone che praticano quello che viene definito «altruismo estremo»: non si limitano cioè alla donazione di sangue o di midollo osseo, ma donano addirittura uno dei due reni a sconosciuti in lista di attesa da anni e destinati alla morte, adducendo statistiche rassicuranti sulla propria salute.

Resta il fatto che chi fa affidamento sulle proprie capacità sia razionali che emotive sarà equilibrato nelle proprie scelte, non andrà contro la propria etica, aumenterà l’autostima e sarà più felice.

«[…] Al cuore della vita etica di una persona razionale sta la consapevolezza che gli altri sono come noi e quindi, in un certo senso, che le loro vite e il loro benessere sono importanti quanto il proprio. Per questo motivo la persona razionale non può avere autostima se ignora gli interessi degli altri, nonostante riconosca che il loro benessere sia ugualmente significativo. La base più solida per l’autostima e vivere una vita etica, cioè una vita in cui cercare in ogni modo possibile di rendere il mondo un posto migliore. […]».

Nella quarta ed ultima parte del libro, Singer affronta il tema delicato della scelta delle cause migliori da sostenere, in quattro paragrafi.?Uno dei criteri migliori è quello di preferire cause dove a minor costo corrisponde un maggior beneficio (famoso è il caso della donazione di zanzariere a basso costo che prevengono milioni di morti per malaria).

Per quanto riguarda l’enorme sofferenza degli «animali non umani» negli allevamenti intensivi e nei laboratori, l’autore suggerisce, come ormai fanno in molti, che sarebbe utile ridurre drasticamente il consumo di carne e indurre altri a fare lo stesso, per questioni etiche ed ecologiche. Interessantissime le riflessioni sul nostro rapporto «emotivo» con gli animali da compagnia e l’indifferenza verso quelli che consideriamo solo come oggetti o come cibo. Sul sito web Counting Animals si possono consultare i terrificanti dati sulla sofferenza animale.

Diventare vegani è una buona soluzione in questo senso ma, anche in questo ambito, è dimostrato che estremizzare la propria scelta imponendola ad altri essendo molto severi sulle proprie posizioni, rende più difficile il passaggio al veganismo, quindi è controproducente.

Nell’ultimo capitolo – Evitare l’estinzione del genere umano – Singer dipinge un tetro quadro della situazione mondiale, ma nella Postfazione relativizza e annota i tanti esempi luminosi, e poco pubblicizzati, di presa di coscienza da parte di moltissime persone in tutto il mondo.?Certo è che perché il mondo possa «salvarsi» dovrà svilupparsi una massa critica di altruisti efficaci…

È un libro che sfida il nostro senso etico, spesso costruito sull’emotività senza basi concrete.

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