L’Europa del momento – UE, Russia | Johan Galtung


Non marca bene. il problema chiave non è la Brexit, l’inverosimile vittoria dell’antica nostalgia inglese per la Terra della Speranza e della Gloria – non resa invisibile da una cappa UE – contro niente meno che la City di Londra con il suo utilizzo dell’UE per i propri scopi. Gli Uscenti s’ingannano: saranno più che mai in “rapporti speciali” con gli USA ora che questi hanno perso il proprio “aggancio al continente”. E i Restanti troveranno modo [di continuare come prima], per lo più agendo dalle piazze di Bruxelles, Lussemburgo, Strasburgo e altri luoghi chiave nell’UE.

Il problema è “Può la Germania guidare l’Europa da sola?” (Anna Sauerbrey, INYT 5 luglio 2016). La sua conclusione: “La Germania può trovarsi a dover prendere il comando, dopo tutto… essendo al centro della scena, e potrebbe pure fare la sua parte”. Ma come?

L’attuale struttura EU ha la Germania al vertice, poi i membri nordici indeboliti dalla Brexit, poi i paesi latini con la Francia e l’Irlanda, poi i membri est-europei da cui si esige solidarietà per i crimini di altri che comportano le migrazioni di massa, e al fondo la Grecia torturata dall’UE. Un’Europa sotto guida tedesca era fra gli obiettivi della 1^ e della 2^ guerra mondiale.

Il 2 giugno u.s. il Parlamento tedesco ha riconosciuto il genocidio armeno, avvenuto durante la 1^ guerra mondiale quando l’Impero tedesco era alleato dell’Impero ottomano. Ma nessun riconoscimento del genocidio tedesco di circa 75.000 herero-nama in Namibia fra il 1904 e il 1908, mediante avvelenamento dei pozzi usati da donne e bambini.

Un caso semplice, cristallino; mentre il primo è complesso, con i turchi che chiesero anche ai curdi di liberarsi degli armeni con una marcia mortale per molti attraverso il deserto fino al Libano in cambio della libertà per i curdi. Che non la ottennero, ma molti abitano in Turchia dove abitavano gli armeni.

A una Germania che non affronta il proprio passato non si può dare fiducia. E: “Un confronto sincero col passato rende più forte un paese” (Colonialism Reparation-Newsletter del luglio ‘16). Come insistono gli herero-nama: “Una soluzione durevole che ci riguardi non può essere negoziata senza di noi.”

Riguardo all’UE stessa: l’espansione in termini di ambito – gli aderenti all’associazione – e di sfera di attività – le funzioni – non ha funzionato. Lo può forse meglio una certa contrattazione. La Brexit sgombra il terreno per una politica militare estera indipendente dagli USA, nel bene e nel male. Un’UE a due velocità è forse all’orizzonte, più vincolante per taluni, più lasca per altri. Più sintonizzata con le realtà esistenti.

Ma l’Europa è percorsa da un altro inveterato conflitto che incombe più di prima: della UE con la Russia. O, più sostanzialmente, l’Europa cattolico-protestante contro l’Europa ortodossa, col confine all’interno dell’Ucraina. C’è qualche soluzione a parecchi conflitti che ne derivano, che possa costruire la pace?

Le chiavi sono detenute da Germania e Francia, in linea di principio uguali nella guida dell’UE anche se una è più uguale dell’altra. I loro rapporti con la Russia sono sia speciali sia simili. I peggiori attacchi alla Russia furono fatti da uno psicopatico francese e poi da uno tedesco, rispettivamente nel 1812 e nel 1941; la Russia li sconfisse entrambi. La loro influenza culturale è enorme: la Germania forse particolarmente per l’esercito russo, quella francese per la cultura in generale, e non solo per le élite feudali. Si parlava in tedesco e francese e lo si fa ancora. L’asse Inghilterra-USA non ha nulla di simile; furono alleati di convenienza contro la Germania nazista per un breve periodo, terminato con il discorso di Zurigo di Churchill.

Sarebbe facile per tutt’e due [D e F] definire la Russia non una minaccia, capire quel che è successo in Crimea e succede in Ucraina dove la Germania ha avuto un ruolo importante. E torniamo a una vecchia figura mentale: il Lebensraum, lo spazio per assicurare l’alimentazione dei popoli dell’UE data la netta riduzione di risorse delle proprie 11 potenze coloniali con l’esclusione del Commonwealth, riservato finora alle prospettive dell’Uscita.

Timothy Snyder – professore di storia a Yale e autore di Black Earth: The Holocaust as History and Warning [Terre nere: l’Olocausto come storia e ammonimento] – in “The next genocide” (INYT 14.09. 2015) ci rammenta l’Ucraina (ed altro!) come soluzione di Hitler al problema della alimentazione del popolo tedesco. Dobbiamo escludere la vasta cooperazione UE-Ucraina-Belorussia-Russia perché Hitler pensava in quei termini – con la conquista, lo sterminio, il razzismo? Cooperare a mutuo e uguale beneficio, senza complessi di superiorità, e una profonda comprensione reciproca. La “Casa Europea di Gorbaciov è una bella metafora ma non abbastanza specifica. Perché possa divenire mutua ed uguale, devono essere tutti membri della stessa organizzazione per un saldo insieme economico e politico, non un’alleanza militare.

E l’espansione verso est dell’UE per comprendervi anche, diciamo, Ucraina e Georgia: no, la Russia – il paese ortodosso chiave e sede del Patriarcato – dev’esserci anch’essa, altrimenti la principale linea di frattura nel continente europeo non sarà stata superata. Una tale organizzazione esiste; è il Consiglio d’Europa. Non il Consiglio Europeo al vertice dell’UE, né il Consiglio d’Europa come proposto da Churchill, cioè un’organizzazione intergovernativa, ma andando molto più a fondo – come già attuato, nei diritti umani, negli sport, nel gemellaggio delle città, tanto per citarne alcuni – magari per diventare un giorno perfino una nuova UE?

Con o senza l’Inghilterra? A loro decidere, ovviamente. A quel punto, potrebbero aver avuto abbastanza rapporto speciale con gli USA e questi abbastanza problemi in casa da accudire. Tuttavia, c’è un’Anglo-America, forse diretta verso quell’unione sempre più stretta – con o probabilmente senza l’Australia e la Nuova Zelanda in navigazione nelle acque turbolente del Sud-Pacifico.

Il classico tasso di scambio fra prodotti industriali e dei servizi e i prodotti agricoli dev’essere rivisto a favore dei secondi per contribuire a tirar fuori l’Ucraina dal suo caos attuale. Inoltre, si deve chiarire che l’Ucraina non è condannata a restare per sempre solo il Suolo Nero. Gli ucraini, come chiunque altro, scelgano democraticamente il proprio modo di vivere. C’è comune in Europa una cooperazione orizzontale simmetrica, non solo da Brest (Bretagna, F) a Brest(-Litovsk, BLR) ma da Brest a Vladivostok – su antico territorio cinese, conquistato dalla Russia nel corso di un lungo periodo. Quindi, con una profonda cooperazione con la Cina in quanto eurasiatici, ma non europei.


Nº 441 – Johan Galtung, 8 agosto 2016
Titolo originale: Europe Right Now – EU, Russia

Traduzione di Miki Lanza e Franco Lovisolo per il Centro Studi Sereno Regis

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