2 agosto: a quando il riconoscimento italiano del Porrajmos?


Zigeuner


Tutti conoscono la parola Shoah, quasi nessuno Porrajmos, il grande divoramento: lo sterminio dei Rom e dei Sinti perpetrato da parte dei nazisti durante la seconda guerra mondiale. In tale periodo circa 500.000 Rom vennero uccisi all’interno dei campi di concentramento, mentre se ne stimano altre centinaia di migliaia trucidati durante rastrellamenti, rappresaglie e deportazioni.

ll termine può essere tradotto come “grande divoramento” o “devastazione”. Questo disegno genocida è definito da Rom e Sinti anche con il termine Samudaripen, che significa letteralmente “tutti morti, sterminio”.

Nel 1944 venne pianificata la liquidazione di tutti i Rom internati nello “Zigeunerlager” di Auschitz-Birkenau, ma il 16 maggio i Rom, organizzandosi e munendosi di qualsiasi attrezzatura potesse essere usata come arma di difesa, riuscirono momentaneamente a contrastare le SS. Fu l’unica rivolta mai registrata, e tutt’ora quasi sconosciuta, in un campo di concentramento nazista.

L’eliminazione dei Rom fu tuttavia solo posticipata al 2 agosto dello stesso anno quando, in una sola notte, 2.897 tra uomini, donne e bambini trovarono la morte nel crematorio numero 5, quello più vicino allo “Zigeunerlager”.

Gli ebrei italiani, tra cui Pietro Terracina (http://linkis.com/www.rainews.it/dl/ra/WeGxE), testimoniano quella notte collocando questo evento tra i loro ricordi più tristi. I Rom erano coloro che suonavano, cantavano, e con le voci dei propri bambini regalavano un po’ di vita a Birkenau; dopo la loro eliminazione il lager cadde nel silenzio.

Ai processi di Norimberga nessun Rom venne chiamato a testimoniare, non vennero riconosciuti risarcimenti di alcun tipo e l’intera vicenda scivolò lentamente nell’oblio collettivo.

Solo a partire dagli anni ’70 le rappresentanze Rom di tutta Europa, riunite in vari congressi mondiali, iniziarono a rivendicare il riconoscimento della propria minoranza e di alcune date simboliche fra cui quella del 2 agosto in memoria del Porrajmos.

La Germania tra il 1980 e il 1998 riconobbe progressivamente lo sterminio dei Rom, approvando alcuni risarcimenti per i familiari delle vittime mentre, nel 1994, avvenne un altro importante riconoscimento ufficiale con la commemorazione pubblica allo U.S. Holocaust Memorial Museum di Washington.

Nel 2012 a Berlino venne poi inaugurato un memoriale per i Rom e i Sinti sterminati durante la seconda guerra mondiale e in questi ultimi anni in tutta Europa, autorità di vario livello e organizzazioni della società civile, hanno iniziato a celebrare la ricorrenza del 2 agosto.

Il 15 aprile del 2015 il Parlamento Europeo ha infine approvato la Risoluzione 2015/2615 (RSP) con cui si riconosce la persecuzione ed il genocidio dei Rom durante la seconda guerra mondiale e con cui si invitano gli Stati membri a fare altrettanto (http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?type=MOTION&reference=B8-2015-0326&language=IT).

Ma quest’anno solo il Governo Spagnolo, unico in Europa, ha deciso di commemorare in via ufficiale la memoria dello sterminio dei Rom (http://www.west-info.eu/it/per-la-prima-volta-il-2-agosto-si-ricordera-lolocausto-dei-rom/, http://www.msssi.gob.es/gabinete/notasPrensa.do?id=3995).

In Italia finora solo alcune realtà hanno assunto iniziative ufficiali e tra questi il Comune di Monserrato (CA) con un monumento in piazzale della Pace, quello di Pistoia con una targa in piazza della Resistenza, quello di Mantova con una mostra inaugurata nel 2015 all’interno della propria stazione ferroviaria.

Il Comune di Torino, pur non avendo mai ricordato il Porrajmos, è però l’unico ad aver però riconosciuto in Italia iI Romanò Dives (Ia Giornata Internazionale dei Rom che si celebra l’8 aprile), con la Mozione n. 9 del 3 marzo 2011  (http://www.comune.torino.it/delibere/2009/2009_02060.html), nonostante per tale ricorrenza non abbia mai pero assunto alcuna particolare iniziativa a differenza di quanto fatto da altre autorità europee ed americane (qui, ad esempio, il messaggio video del Segretario di Stato USA Hillary Clinton in occasione di uno degli ultimi Romano Dives: http://bcove.me/mbs2dj1q).

Ma il mancato riconoscimento della propria minoranza, soprattutto nella sua memoria storica, per i Rom può generare ulteriore esclusione e segregazione sociale, ostacolando la restituzione di dignità alle centinaia di migliaia di vittime subite nei periodi più bui della storia.

Proprio per questi motivi viene rinnovato l’appello affinché le istituzioni italiane riconoscano, attraverso la memoria del Porrajmos, la persecuzione ed il genocidio dei Rom durante la seconda guerra mondiale.

Idea Rom, l’associazione delle donne Rom di Torino già insignita di una Targa d’Onore del Presidente della Repubblica, quest’anno ricorda la ricorrenza con un’edizione speciale del proprio TG Rom (http://www.tgrom.ithttps://www.facebook.com/TgRomltalia/) dedicandola interamente alia storia e ad una testimonianza sulle atrocità commesse nel campo di concentramento di Jasenovac (Croazia), lager quasi sconosciuto nonostante durante la seconda guerra mondiale sia stato il terzo per dimensioni e numero di internati, oltre che il più cruento per le modalità d’uccisione delle vittime.

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