Gli spostamenti forzati raggiungono cifre record | Adrian Edwards


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Il Report dell’ UNHCR “Global Trends” (Tendenze globali) – sulla base di dati forniti da governi, agenzie e documenti interni, riferisce che, nel solo anno 2015, 65,3 milioni di persone (una ogni 113 nel mondo) sono state costrette ad abbandonare le loro case a causa di guerre e persecuzioni: 24 persone ogni minuto! E’ stata la prima volta nella storia che il numero di persone in questa situazione ha superato i 60 milioni.

Ogni anno un impressionante numero di rifugiati e migranti muore in mare; lungo le vie terrestri la gente trova le strade bloccate e i confini chiusi. “Ma chiudere i confini non risolve il problema – osserva l’Alto Commissario per i Rifugiati, Filippo Grandi – questo è il momento in cui dovrebbe prevalere la volontà delle nazioni di lavorare insieme non solo per i rifugiati, ma per l’interesse umano collettivo; ed è questo spirito di unità che stenta a prevalere”.

Il numero di persone che attualmente cercano asilo, o sono rifugiate, supera il numero di abitanti del Regno Unito, oppure di tre nazioni messe insieme: Canada, Australia e Nuova Zelanda.

Sono 3,2 milioni le persone che, nei paesi industrializzati, alla fine del 2015 stavano aspettando delle risposte alla loro domanda di asilo: il più grande numero mai registrato dall’ UNHCR. Sono invece 40,8 milioni le persone che hanno dovuto abbandonare le loro case ma sono ancora all’interno dei loro Paesi, e 21,3 milioni i rifugiati, secondo i dati dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

Questi spostamenti forzati di popolazioni sono iniziati intorno alla metà degli anni ’90 del secolo scorso, ma negli ultimi anni il fenomeno si è accentuato molto, per diverse ragioni:

  • conflitti che causano grandi spostamenti di popolazioni – come in Somalia e in Afghanistan, che sono in guerra da trenta / quarant’anni – durano di più.
  • Situazioni di grave insicurezza a causa di conflitti nuovi o riesplosi si presentano sempre più frequentemente: oltre alla Siria, situazioni di guerra sono drammaticamente presenti in Sud Sudan, Yemen, Burundi, Ucraina e Repubblica Centro-africana, mentre migliaia di persone sono fuggite per sottrarsi a guerre di bande e altre violenze in America Centrale.
  • Sempre più lentamente arrivano soluzioni per accogliere e sistemare i rifugiati, sia all’interno dei loro paesi sia al di fuori. Così che un numero crescente di persone rimane in una sorta di limbo in attesa.

Siamo bloccati qui. Non possiamo andare avanti, non possiamo tornare indietro”: così spiega Hikmat, un contadino siriano che a causa della guerra ha dovuto lasciare la sua terra, e vive oggi in una tenda davanti a un centro commerciale in Libano, con la moglie e i figli piccoli. “I miei bambini dovrebbero andare a scuola, dovrebbero costruirsi un futuro”, aggiunge.

Il Report dell’UNHCR segnala che tre Paesi ‘producono’ metà dei rifugiati del mondo che fuggono all’estero: 4,9 milioni la Siria, 2,7 milioni l’Afghanistan, 1,1 milioni la Somalia. I Paesi che invece ospitano il maggior numero di rifugiati ‘interni’ sono la Colombia, con 6,9 milioni, la Siria con 6,6 milioni e l’ Iraq con 4,4 milioni. Mentre i riflettori lo scorso anno si sono accesi sul milione di rifugiati e migranti che arrivavano in Europa attraverso le rotte del Mediterraneo, i dati mostrano che la maggior parte dei rifugiati è ospitata nei Paesi meno sviluppati del Sud del mondo. Complessivamente l’86% dei rifugiati presi in carico dall’UNHCR nel 2015 si trovavano in Paesi a basso o medio reddito, in aree contigue a zone di guerra. Il Paese con il maggior numero di rifugiati è stata nel 2015 la Turchia, con 2,5 milioni di rifugiati. Il Libano ha invece ospitato la maggior percentuale di rifugiati rispetto alla propria popolazione, circa un rifugiato ogni 5 cittadini libanesi.

Anche se dati demografici completi mancano, le cifre indicano che il 51% dei rifugiati sono bambini, molti dei quali sono stati separati dai genitori e viaggiano da soli.


20 June 2016
Titolo originale: Global forced displacement hits record high
http://www.unhcr.org/uk/news/latest/2016/6/5763b65a4/global-forced-displacement-hits-record-high.html
Traduzione e sintesi di Elena Camino per il Centro Studi Sereno Regis

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