Come un El Niño ‘Godzilla’ ha buttato all’aria le previsioni meteo | Eli Kintisch


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El Niño consiste in un fenomeno climatico ciclico frutto dell’interazione accoppiata fra oceano e atmosfera. S’instaura a causa del surriscaldamento delle acque superficiali oceaniche del Pacifico orientale che, attraverso l’aumentata convezione, modificano a loro volta la circolazione equatoriale dei venti e con essa la distribuzione delle precipitazioni. El Niño provoca di solito forti piogge e un abbassamento delle temperature sulle coste sudamericane del Pacifico e siccità e un innalzamento delle temperature sulle coste occidentali del Pacifico. Le anomalie registrate quest’anno ci fanno capire la portata dei cambiamento climatici globali innescati dall’aumento di pochi gradi di temperatura dell’atmosfera, l’imprevedibilità delle trasformazioni che stanno verificandosi nelle grandi correnti oceaniche e atmosferiche, la totale inadeguatezza dell’uomo a contrastarle.

Dalla produzione di cicloni e dallo sbiancamento dei coralli nelle acque tropicali del Pacifico, fino alla siccità in Perù e Sud Africa, le manifestazioni di El Niño che sono di recente terminate hanno fatto registrare situazioni estreme, da record, dappertutto sul nostro pianeta. Quello che avevano previsto i meteorologi, dandogli il soprannome ‘Godzilla’, cioè un El Niño particolarmente intenso, non solo si è avverato, ma è andato oltre alle aspettative, soprattutto lungo le coste occidentali degli Stati Uniti, dove ha tenuto all’asciutto il Sud della California, mentre ha provocato grandi tempeste lungo la costa nord-occidentale del Pacifico.

Questa incapacità a prevedere correttamente ha suscitato interrogativi nella comunità degli scienziati dell’atmosfera, che vorrebbero migliorare le loro capacità previsionali per la prossima volta in cui El Niño alzerà la testa. La principale causa che alimenta la perturbazione di El Niño è la differenza di temperatura tra il calore che si accumula nelle acque della zona centrale dell’oceano Pacifico, e la zona fredda lungo le coste all’estremità del Sud America. Quest’anno le temperature nell’area centrale dell’oceano Pacifico sono salite di ben 3°C al di sopra della media, caratterizzando l’evento come il più intenso di sempre. Quel calore di per sé ha generato alcuni impatti che erano facilmente prevedibili, come lo sbiancamento dei coralli. Ma l’oceanografo Kim Cobb del Georgia Institute of Technology di Atlanta, osservò che la devastazione della barriera corallina in tutta la nazione di Kiribati si è rivelata “peggiore delle più nere previsioni”.

Le temperature registrate nella parte alta del Pacifico erano servite al governo Indiano per prevedere un monsone ‘scarso’ durante l’ultima estate. Durante El Niño i movimenti convettivi sul Pacifico Occidentale spesso si attenuano, sottraendo energia al monsone. Per gli scienziati, preoccupati di non spaventare il pubblico, furono necessari molto coraggio e convinzione per fare quella previsione, che si è rivelata corretta: l’estate scorsa siccità e incendi hanno investito l’India, il Sud Est asiatico e l’Indonesia.

Invece, lungo la costa Occidentale degli USA altri fattori sono intervenuti a confondere le previsioni. I modelli matematici prevedevano che El Niño sarebbe stato più intenso, ma qualitativamente simile a quelli passati: che avrebbe portato acqua al Sud della California, perennemente assetato, e siccità al Nord. Invece la regione ha subìto il 4° anno consecutivo di siccità.

Nel Nord-Ovest del Pacifico, nel frattempo, El Niño è iniziato come previsto, e ha portato ai contadini e agli allevatori un clima caldo e asciutto. Ma poi sono arrivate inaspettate e intense precipitazioni in inverno, accolte da un misto di disperazione (alluvioni, strade bloccate dalla neve) e gioia per l’arrivo della neve che avrebbe ripristinato falde e serbatoi.

Ma come mai El Niño si è comportato in modo così anomalo quest’anno? Certamente, almeno in parte a causa del riscaldamento globale, che ha reso le acque oceaniche molto più calde del solito, creando una differenza di temperatura tra zona Sud e zona Nord tale da innescare correnti atmosferiche che sono arrivate molto più a nord del previsto.

Sono state avanzate altre ipotesi per spiegare il comportamento insolito di El Niño, e molti scienziati stanno attualmente vagliandone la validità.


Eli Kintisch, Science  24 Jun 2016: Vol. 352, Issue 6293, pp. 1501-1502
Titolo originale: How a ‘Godzilla’ El Niño shook up weather forecasts

Traduzione e sintesi di Elena Camino per il Centro Studi Sereno Regis

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