La nonviolenza oggi. L’alternativa della razionalità gandhiana | Antonino Drago


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Il messaggio di Lanza del Vasto (LdV), che invitava alla conversione totale dai mali della civiltà occidentale, ha avuto una prima risposta nelle esperienze delle sue Comunità dell’Arca; ha trovato alleati, su temi specifici, in movimenti per l’alternativa e ha trovato rispondenza in avvenimenti storici di importanza mondiale (rivoluzioni nonviolente del 1989).

Ma oggi le persone sono diverse da cinquant’anni fa, perché nel giro di una generazione l’avanzamento scientifico-tecnologico ha determinato una grande trasformazione della vita quotidiana. In poco tempo è avvenuto un ulteriore salto tecnologico, che ha reso la vita ancor più drammatica. Al tempo di LdV il progresso si realizzava con la quantità crescente di oggetti tecnologici che all’esterno dell’uomo gli formavano uno scheletro-impalcatura; ma oggi la Tecnica e la Scienza aggrediscono la qualità della vita umana (ad es. con l’uso di nuovi mezzi tecnologici che hanno moltiplicato a mille la comunicazione interpersonale) e aggrediscono perfino la costituzione dell’uomo (con sempre più tecniche biologiche che cambiano il corpo umano). Ora il progresso è entrato dentro l’uomo, lo vuole trasformare costituzionalmente facendogli un nuovo scheletro interno.

In più, la situazione politica è cambiata. Mentre prima c’erano due superpotenze contrapposte che dominavano il mondo, ora c’è un’unica superpotenza, senza alternative. Essa è la responsabile dello scontro del mondo islamico con l’Occidente (guerre politicamente ciche nel Medio oriente), del soffocamento dei popoli con la economia finanziaria (paradiso fiscale), della disoccupazione a livello universale (mercato prima del lavoro), della fame nel mondo (cereali come materia speculativa). Mentre prima c’erano due forti coscienze politiche (sia pure irrigidite in due ideologie secolari): la liberale e la marxista; oggi non c’è più una coscienza storica collettiva, ma solo la navigazione individuale dentro le novità dell’incessante avanzamento della Scienza e della Tecnica; le quali giustificano tutti i “disrupt” sociali con “il costo umano del progresso”, da pagare in vista di un futuro mondiale radioso.

La gente deve subire un progresso che è anarchico e profondamente ingiusto (tra i popoli e dentro ogni popolo); ma si sente impotente come se fosse in una gabbia di ferro. Colui che vuole sopravvivere nella vita sociale deve subire i vincoli opprimenti che il progresso tecnologico gli impone (obblighi tecnologici crescenti). Chi oggi sa evitare l’uso dell’automobile, che dà la libertà di spostamento ma rinchiude i rapporti personali dentro una scatola, dà un privilegio devastante l’unità della vita associativa e crea conseguenze ecologiche gravissime? Come fare a meno della finanza speculativa, che ora porta a svalutare come attività primitiva tutta l’economia produttiva e tutto il lavoro sociale? Chi sa superare la TV che crea desideri visivi infiniti? Chi oggi sa fare a meno del cellulare che fa sentire vicino chiunque, anche se sta nel posto più sperduto del mondo, ma fa esplodere all’infinito i rapporti comunicativi? Chi sa superare Internet, che confina l’intelligenza a fare dei click per ricavare risposte dal web universale? Colui che riuscisse a fare a meno delle “modernità” verrebbe emarginato dalla società, che oggi è organizzata attraverso soprattutto questi mezzi tecnologici, più che dalla morale e dalle leggi.

Oggi, senza più preoccupazione per l’uomo che ormai è in sua balia, la tecnologia galoppa verso nuove rivoluzioni, anche al costo di produrre aberrazioni sull’uomo e sui popoli.

Quali aberrazioni? Secondo il libro di LdV esse sono i quattro flagelli della vita sociale.1 Nei secoli passati essi avvenivano a livello di un popolo, di una nazione; oggi invece operano a livello mondiale. A questo nuovo livello il libro di LdV aveva già dato una prima analisi politica; egli aveva riconosciuto i due Blocchi (Est ed Ovest) e li aveva intesi positivamente come rappresentanti di due delle quattro sovranità sociali ( la Nazione e il Partito), o meglio, secondo Galtung, di due dei quattro modelli di sviluppo (MDS: il Blu USA e il Rosso URSS); e negativamente come rappresentanti di due dei quattro flagelli: la Guerra, generalizzata così tanto da fare guerra anche alla fortuna nei casinò, e la Servitù, così bene organizzata da essere “una prigione”; cioè, LdV aveva già indicato la categoria più generale del pensiero politico non violento: i MDS.

E’ vero che LdV ha trattato molto brevemente (quasi un solo paragrafo (5, 60) questo argomento politico. Ma era giustificato; egli voleva rivolgersi all’uomo semplice per indurlo a delle decisive scelte personali, piuttosto che cercare degli studiosi di un nuovo sistema di pensiero, presentato mediante un trattato di scienza politica. Però oggi noi dobbiamo utilizzare questo suggerimento, che è centrale nel suo sistema intellettuale, per non solo ricostruire completamente il progetto del libro suddetto in maniera più precisa e sistematica, ma soprattutto per arrivare ad una coscienza dei nostri tempi e così sviluppare una nuova progettazione rispetto alle strutture della nuova realtà politica.

Allora, come dobbiamo intendere i flagelli alla luce dei quattro MDS (i due suddetti più quello Verde o gandhiano e quello giallo dei Paesi arabi)?

Intanto, dal tempo della morte di LdV i MDS hanno avuto cambiamenti radicali. Mentre prima il massimo problema politico della umanità era quello di compiere una rivoluzione per manifestare un MDS diverso dai due dominanti: il Blu (nato con le rivoluzioni del 1688 in Inghilterra, del 1787 nel Nord America, del 1789 in Francia) e il Rosso (nato con la rivoluzione russa nel 1919); oggi questo problema non c’è più, perché a livello della politica mondiale sono nati due MDS in più di quelli del tempo di LdV; il quale aveva preparato la nascita del MDS Verde, avvenuta con le rivoluzioni non violente del 1989; ma non ha potuto vedere la nascita del MDS Giallo, avvenuta con le primavere arabe del 2011. Inoltre, nel MDS Rosso la caduta dell’URSS ha causato lo smarrimento del suo progetto storico.

Di fronte a questa nuova situazione, il MDS dominante ha scelto di porsi come l’unico possibile; sia perché ritiene di aver vinto lui nel 1989, sia per la sua cultura anglosassone che vede tutti i problemi in termini di win-lose (o si vince o si perde), sia per l’ideale di “America first!”. Cosicché il MDS Blu forza tutta l’umanità verso i suoi obiettivi mitici (mercato globale, capitalismo finanziario, scienza come assoluto); in questo modo toglie agli altri MDS gli spazi vitali necessari per potersi costituire nei popoli e infine stabilire nel mondo un sano pluralismo. Perciò gli altri MDS devono conquistarsi la sopravvivenza lottando contro il MDS Blu;2 cioè il problema politico cruciale della vita dei popoli di questo tempo è come i popoli possano riuscire a sviluppare nella loro vita sociale i MDS diversi da quello dominante.

Alla luce di queste novità nella politica internazionale vediamo che i flagelli (che nascono dal basso delle singole persone, le cui azioni negative o anche solamente ambigue, cooperando tra loro, creano istituzioni sociali che si abbattono sui popoli appunto come flagelli) sono saliti ad una forma istituzionale nuova, più ampia. Non ci sono solo quelli nazionali; oggi in più ci sono i flagelli che vengono imposti dall’alto delle massime strutture mondiali. Da questo nuovo punto di vista, la politica internazionale, un flagello è un MDS che prevarica su(i popoli de)gli altri MDS e li opprime.

Già prima del 1989 il MDS Blu e Rosso imponevano il flagello della Guerra fredda permanente (sopportata perché allo stesso tempo promettevano a tutta l’umanità di toglierla dal flagello della Miseria) e il flagello della Servitù mondiale (stabilito nel 1945 a Yalta dai qttro personaggi vincitori della seconda guerra mondiale come tappa cruciale della Rivoluzione del proletariato). Oggi invece i flagelli sono di più e più complessi:

  • il flagello della Guerra imposto dal MDS Blu sul Rosso (“contenimento e assedio” bellico della Russia; “vigilanza armata” sulla Cina, ecc.) e all’umanità intera, minacciata in permanenza da un grandioso arsenale nucleare da fine del mondo;

  • il flagello della rivoluzione devastante: 1) la rivoluzione politica, quella sostenuta dal MDS Rosso in nome del proletariato mondiale (essa oggi giustifica i regimi di Cina, Cuba, Corea del Nord, Myamar, ecc.); o quella degli estremisti del MDS giallo, che reagiscono con la guerra di religione alle soffocanti “democra-ture” neo-colonialiste imposte dai MDS Blu e Rosso ai Paesi arabi; 2) la rivoluzione scientifica e tecnologica, imposta dai MDS Blu e Rosso alla vita dell’umanità con una Scienza occidentale (che restringe la mente umana in schemi precostituiti), con una Tecnica (che invade anche l’intimo della persona) e con uno Stato-macchina (che burocratizza tutta la vita);3

  • il flagello della Servitù: 1) la servitù politica che ancora la metà degli Stati nel mondo impongono ai loro popoli e che il MDS Rosso impone per motivi ideologici; 2) la servitù materiale imposta dal mercato del MDS Blu a livello mondiale (consumismo senza senso interiore, società liquida) e dal monopolio dello Stato su ogni lavoro nella società (una mai vista disoccupazione);

  • il flagello della Miseria: 1) la miseria politica imposta ai gruppi sociali del MDS Verde con la negazione delle loro potenzialità politiche (rappresentanze, ecc.) così da emarginarli come utopici, cioè sconfitti a priori; 2) la miseria materiale imposta dai MDS Blu e Rosso con i consumi assurdi dei loro popoli (basti pensare a quanti cereali occorrono ai 60 miliardi di animali, poi macellati per la alimentazione carnivora di tre miliardi di persone; mentre circa un miliardo di persone è affamato appunto di cereali) e con la finanza divoratrice del danaro di tutti; ma anche con la sottrazione delle risorse naturali (petrolio, ecc.) ai popoli del MDS Giallo.

In definitiva, in questo tempo il Male nel mondo si è concretato in nuove forme dei flagelli sui popoli: gli schiacciamento che subiscono i MDS alternativi e quindi i loro popoli. Fortunatamente dal tempo di Gandhi si è cominciata una conversione collettiva dalle strutture sociali negative: il popolo russo ha costruito le strutture sociali di un MDS diverso da quello dominante; Gandhi ha realizzato una struttura di villaggi comunitari; in tutto il mondo sono nate comunità di uomini liberi (se non convertiti con precisione dal Male strutturale: la comunità dell’Arca di LdV in particolare), che hanno cominciato a costruire un MDS Verde. Fortunatamente nel 2011 i popoli arabi si sono separati, in una maniera chiaramente nonviolenta, dalla lotta armata, per piuttosto costruire un governo democratico (sia pure in uina maniera specifica per il loro MDS).

Tutti questi oggi debbono lottare per non avere più debordamenti dei MDS: prima di tutto non più le Bombe nucleari e le altre armi di distruzione di massa; non più le guerre della NATO (oggi patto militare offensivo contro i popoli); non più dittature, fosser’anche quelle del proletariato (Cuba e Cina si stanno adeguando) o di una autorità religiosa (l’Iran deve cambiare la sua struttura statale se vuole essere fedele alla sua rivoluzione del 1979); come pure non più la lotta spietata contro la natura (tecnologia stravolgente, inquinamenti irreversibili, ecc.). E prima di tutto, no alla fame e alle malattie nel mondo, flagelli che non fanno sopravvivere gli uomini stessi (soprattutto dei MDS Giallo e Verde).

Ma tutti questi flagelli vengono giustificati “razionalmente” dalla ideologia che accomuna i MDS Blu e Rosso: la rivoluzione permanente del progresso scientifico, nonostante che questo tipo di progresso funzioni da Flagello per la maggior parte dell’umanità. Il grande merito de I quattro Flagelli è di aver fatto conoscere, attraverso Apocalisse 13, il nome negativo sia della Scienza (il “666…” come espansione all’infinito della vita in senso solo pagana), sia quello della Tecnica e dello Stato macchina (i tre 6 posti ai vertici di un triangolo, da intendere come una organizzazione di uomini che vogliono realizzare un loro paradiso in terra). Con questo svelamento la Bibbia dice semplicemente che Scienza e Tecnica non debbono essere mitizzate come autorità sovrastanti l’umanità, ma debbono essere sottoposte all’etica personale e quindi alla politica. In altri termini, la Scienza e la Tecnica debbono essere messe sotto controllo e addomesticate, così come migliaia di anni fa l’umanità ha fatto con le specie animali; a quel tempo essa ha scelto solo alcune specie, quelle educabili ad una convivenza pacifica (le specie degli attuali animali domestici) mentre si è separata il più possibile dalle altre specie.

Quindi occorrono delle grandi lotte contro quella Scienza e quella Tecnica che sono presentate dai MDS Blu e Rosso come uniche per tutti, universali; e quindi escludenti così escludono ogni alternativa, anche politica, in particolare la alternativa dei due MDS Verde e Giallo che non hanno come valori la Scienza e la Tecnica, ma i rapporti interpersonali..

Fortunatamente già dal 1968 la lotta contro la Scienza, mitizzata come verità unica e assoluta, è stata vinta nelle scienze meno formali: la agricoltura alternativa, la medicina alternativa, l’antropologia e l’ecologia hanno conquistato la sopravvivenza e si sono diffuse. Ma questa lotta ancora continua in quelle scienze che formano la ossatura dell’attuale società tecnocratica. In questi anni la Economia si è rivelata una Scienza misera, perché non ha previsto la colossale crisi della finanza, né ha capito che fare, oltre il dar ragione ai ricchissimi. Però la sinistra politica (il MDS Rosso) non va contro la Scienza e la Tecnica anche se arrivano a delle aberrazioni (bombe nucleari , disoccupazione mondiale, disastri ecologici) e perciò non vuole una alternativa alla Economia dominante; tanto meno a Logica, Matematica Fisica, Chimica e Biologia. 4

L’ostacolo è soprattutto politico, cioè è costituito dalla insufficiente o cattiva organizzazione delle decisioni mondiali. Siccome la attività scientifica (ad es. biologica) può svilupparsi in un laboratorio di un qualsiasi Paese, è a livello della organizzazione mondiale che occorrerebbe compiere delle scelte collettive, da far valere sui tempi lunghi di molte generazioni. Su questi tempi nessuno Stato democratico, che è scadenzato da elezioni ogni 4-5 anni, ha la capacità di intervenire da solo.

Piuttosto, poiché tutti gli Stati ne sono coinvolti, dovrebbe intervenire la politica internazionale, la quale dovrebbe concordare delle scelte etiche sulla Scienza e la Tecnica, da fare sancire dall’ONU. Ma oggi l’ONU è politicamente debole. Gli USA, i G8, i paradisi fiscali e il sistema finanziario mondiale addirittura ignorano l’ONU, procedendo al di fuori di ogni legislazione internazionale. In più le potenze dominanti possono bloccare le decisioni operative nel Consiglio di Sicurezza, anche perché questo non contiene Stati rappresentativi dei MDS Giallo e Verde, proprio quelli che più vorrebbero una regolamentazione etica della Scienza. Inoltre le potenze mondiali boicottano le apposite Agenzie dell’ONU, scavalcandole con apposite organizzazioni che monopolizzano settori cruciali della vita mondiale (la NATO per il militare, il WTO per il commercio, la Banca Mondiale per la finanza, ecc.). Si aggiunga che l’ONU è inadatta a prendere scelte etiche innovative: essendo fondata sulla tradizionale giurisprudenza, si deve basare sui fatti già compiuti e quindi non sa prevenire i rischi etici; per di più sulla Scienza dovrebbe compiere delle scelte in nome di una comune etica mondiale, che non ha un quadro di riferimento.

Qui vediamo che l’attuale ostacolo politico principale ad una politica internazionale che sia radicalmente innovativa la attuale forma Stato (lo Stato-macchina, diceva LdV). Infatti, dopo le nascite, attraverso specifiche rivoluzioni di interi popoli, dei MDS rosso, verde e giallo, nessun popolo è riuscito a costruire uno Stato rappresentativo del suo MDS che sia stabile. Cento anni fa la fondazione dell’URSS aveva cercato di fondare lo Stato del MDS rosso; ma dopo settant’anni questa forma di Stato, essendo diventata una ottusa dittatura, è stata abbattuta dai popoli. Nel terzo e quarto MDS esistono istituzioni pre-statali (movimenti, istituzioni sociali), che prevedibilmente nel futuro andranno a costituire degli Stati di tipo nuovo (in particolare, lo Stato che voleva Gandhi: una federazione di città-villaggi). Ma esse non sono ancora arrivate al livello di istituzioni pre-statali (ad es. in Italia il Servizio civile, che per legge è finalizzato alla costituzione di una difesa popolare non violenta, non riesce a costituirsi per questo scopo).

Ci si può chiedere: ma almeno le organizzazioni religiose sono dentro questa lotta decisiva per la storia dell’umanità?

In generale, esse non sembrano aver avuto un rinnovamento superiore a quello della Chiesa cattolica; rinnovamento che è iniziato negli anni ’60 con il Concilio e che ora si sta completando con papa Bergoglio. Egli la sta mobilitando, anche assieme ad altre chiese, per azioni importanti; che alle volte riescono ad essere efficaci (vedi la fine del blocco di Cuba). Ma sulla etica il Cristianesimo, come tutte le altre fedi nel mondo, ha un ritardo cruciale: non ha ancora stabilito il concetto di peccato strutturale (o di strutture di peccato), già indicato da LdV mezzo secolo fa con il libro I quattro flagelli. Per questo motivo anche questo papa non critica adeguatamente (da papa che decide che cosa è peccato, non da cittadino che protesta) le strutture sociali e tanto meno la struttura ideologica della Scienza;5e quindi non sa proporre scelte etiche di tipo strutturale; infatti egli resta prigioniero della forma Stato occidentale (il Vaticano) e di una organizzazione ecclesiale di tipo monarchico, senza dare vigore al modello ecclesiale delle comunità di base.

Per questa insufficienza della religione più innovativa, la cristiana, l’attuale problema politico della forma Stato è stato posto con chiarezza non dal Cristianesimo, ma dall’Islam; cioè dal MDS Giallo, quello che, similmente al MDS verde, vuole uno Stato basato non su formalismi istituzionali, ma su gruppi umani: grandi famiglie o etnie, le cui autorità siano rappresentative della giustizia e della misericordia (divina). Il principale punto di scontro con l’Occidente è: l’etica (cioè, per l’Islam la shariia). Deve l’etica subordinarsi alle leggi dello Stato occidentale e al suo progresso, o piuttosto il viceversa? Gran parte del mondo arabo dice “No” allo Stato occidentale; i suoi estremisti (ISIS) sono passati alle armi (guerriglia) allo scopo di fondare uno Stato sicuramente non occidentale, quello tradizionale islamico (Califfato), che si basa appunto sulla shariia. Ma fortunatamente un Paese islamico, la Tunisia, sta tentando una nuova soluzione costituzionale. Inoltre pure alcuni Paesi che sono vicini al MDS Verde provano nuove istituzioni statali: la Bolivia, il Costa Rica, e altri Stati che si stanno rinnovando.

Certo, questo è ancora poco rispetto alla strapotenza del MDS Blu dominante sul mondo. Però quest’ultimo ha un incubo: come è crollato lo Stato del MDS Rosso da un giorno all’altro, anche la potenza del MDS blu può crollare (come lo ha indicato il fallimento dello Stato della California). Cinquant’anni fa LdV ha previsto la “caduta dell’eroe occidentale” (LdV 1996, 5, 40-44, specie l’ultimo par,). Galtung ha usato una serie di parametri economici e sociali per arrivare ad una previsione dettagliata: l’anno 2020. (Galtung 2009; Drago 2002)

Quindi la lotta non è, come appare a prima vista, impari; la partita è aperta. Tra pochi anni potremo vedere situazioni fortemente innovative, così come sono avvenute nel secolo scorso, riempitosi di rivoluzioni imprevedibilmente nonviolente.(Drago 2010)

Certo, sarà una ulteriore rivoluzione; e sarà ancora più nuova delle precedenti. Non lo sarà per una maggiore esplosione di violenza rispetto a quelle passate, ma per la grande sorpresa per le sorprese che daranno le novità. Intanto sarà una rivoluzione non più solo continentale (come nel 1989), ma su scala mondiale. Inoltre farà riconoscere quello che ancora oggi è ritenuto impossibile: la pluralità nella scienza, sulla quale la etica sceglierà la più appropriata. Si realizzerà così una nuova razionalità, libera dal paraocchi che la civiltà occidentale aveva imposto per realizzare una corsa all’infinito su una direzione sola: si riaprirà l’orizzonte a 360°. Ce lo indicano le lotte già avvenute su due applicazioni della scienza alla vita sociale. Nella difesa nazionale le rivoluzioni non violente del 1989 hanno fondato nei popoli una nuova razionalità nella difesa quando essi hanno realizzato l’alternativa alla programmazione scientifica dello scontro con armi nucleari. Nella programmazione energetica le centrali nucleari pretendevano di fare il salto storico dell’umanità; le lotte contro di esse hanno proposto, sulla base della razionalità termodinamica (che indica il solare, la biomassa, l’eolico, ecc.) delle programmazioni alternative, ed hanno vinto.

Inoltre si formeranno, in contrasto agli Stati colossali e burocratici all’infinito, gli innovativi Stati che rappresenteranno i due nuovi MDS, basati sulla fiducia nei rapporti umani. Questi nuovi Stati, come nuovi attori politici mondiali, sapranno trovare accordi con gli altri sulle decisioni fondamentali per una nuova vita dell’umanità, senza delegarle ad un oscuro ed impersonale progresso scientifico e tecnologico, lasciato incontrollato sotto la direzione del MDS Blu. Quindi sarà la nascita del pluralismo nella scienza, nella cultura, nell’etica, nel tipo di sviluppo, nella politica nazionale e internazionale.

Ma così come il cambiamento epocale del 1989 è avvenuto dopo decenni di sofferenza, così la prossima tappa sarà raggiunta, anche essa, dopo decenni di sofferenza. Ma mentre allora la sofferenza di quasi tutti era ignara della tappa da raggiungere e dei modi per raggiungerla, questa volta essa è illuminata dalla coscienza della nuova società da raggiungere, che anzi già ora può essere preparata con anticipazioni parziali.

E’ importante notare che oggi la gente non sa reagire a questa politica internazionale, non solo per l’invadenza della Scienza e Tecnica, ma anche per una ragione culturale: non sa immaginare come avverrà il cambiamento. Tuttora la gente si sente trascinata dalla crescita politica, avvenuta nel XX secolo, ad una dimensione mondiale; in più, oggi è incantata da una televisione da mondo-villaggio globale e sta in comunicazione con qualsiasi angolo sperduto della Terra. Perciò crede che solo i cambiamenti collettivi mondiali sono importanti. Inoltre, seguendo la vecchia mentalità, immagina che questa lotta politica lascerà un solo vincitore. Per questo motivo lo slogan più forte nato nel movimento per l’alternativa è stato: “Un altro mondo è possibile!”, intendendo che, secondo delle leggi storiche fatali – per prima quella di una mai precisata decrescita (senza più l’automobile?) -, tutto il mondo sarebbe cambiare unitariamente. Ma dopo alcuni anni gli incontri mondiali su quello slogan sono svaniti, lasciando la gente senza più una strategia.

Il problema è che la gente ripete lo sciocco slogan “La caduta del muro…” per indicare gli eventi del 1989 che hanno fatto nascere il nuovo MDS nè sa l’importanza storica degli avvenimenti del 2011; perciò non ha idea che essi hanno fatto nascere nuovi MDS, né che questi inizieranno una loro dinamica pluralista; e che perciò non un passo avanti non saerà fatto tutti assieme, i sette miliardi dell’attuale umanità, quasi che ognuno si debba conformare ad una logica collettiva della storia. La lezione sapiente del libro di LdV è che il cambiamento cruciale incomincia da quella persona, che cambia vita e che si dà una precisa strategia: non quella di cambiare tutti assieme e subito il mondo intero, ma quella di costruire uno dei possibili MDS, in mezzo ai conflitti con gli altri MDS.

Allora è con questa coscienza che si gioca la preparazione alla grande innovazione della pluralità dei quattro MDS; e pi dopo è da questa coscienza che dipenderà tutta la creatività su come ricostruire un nuovo ordine locale e mondiale.

Il libro I quattro flagelli già cinquant’anni fa proponeva una nuova coscienza storica, adeguata a dare un nuovo corso alla storia. Oggi, reso più agile e completo nelle sue categorie fondamentali, ci permette di mettere i piedi sulle spalle di LdV per attraversare al meglio i tempi presenti in vista della prossima rivoluzione.

Bibliografia

A. Drago, “I maestri della non violenza e il crollo delle due superpotenze”, Satyagraha, 2, 2002, 21-29.

A. Drago, “Scienza e Pace: Dalla scienza pacificata alla coesistenza delle differenze scientifiche, in F. Pistolato (ed.): Per un’idea di Pace, CLEUP, Udine, 2006, 153-160; tradotto anche in inglese e in francese: La Paix dans la Science, Alliage, n.- 66 avril 2010, 17-25.

A. Drago, Le rivoluzioni non violente nel secolo scorso, Nuova Cultura, Roma, 2010.

A. Drago, “Nonviolenza e scienza (la psicanalisi, la logica e la fisica), in AA.VV.: Nonviolenza e mondo possibile, Ed. Piagge, Firenze, 2011, 37-59; e in Polemos n. 33 (internet).

J. Galtung The Fall of the US Empire. And then what?, Transcend Univ. P., 2009.

M. Kline: La matematica. La perdita della certezza, Mondadori, Milano, 1985. o, 1970.

T.S. Kuhn, La Struttura delle Rivoluzioni Scientifiche, Einaudi, Torino, 1969.

Lanza del Vasto, orig. 1959, I quattro flagelli, SEI, Torino, 1996.

1 Lanza del vasto (1996, orig. 1959), I quattro flagelli, SEI, Torino.

2 Mentre i popoli europei restano grati agli USA, perché questo paese ha posto termine alle loro due guerre mondiali catastrofiche, gli altri popoli vedono quel Paese nazione come quello che nel dopoguerra ha elevato il colonialismo a livello mondiale, facendo 20 milioni morti nei suoi interventi bellici in 37 Paesi. Nell’Islam, che ritiene di vivere in un’epoca satanica, l’estremismo politico chiama quel Paese “il Grande Satana”.

3 Per opporsi a tutto ciò molti, infantilmente, si rifugiano in una vita brada che confonde la libertà con l’arbitrio e il progetto politico on la esaltazione temporanea (droga, consumismo, individualismo anarcoide,…).

4 Benchè oggi sia diventato chiaro che, mentre nei tempi brevi la Scienza si impone come un assoluto indiscutibile, nei tempi lunghi ha sconvolgimenti radicali (“rivoluzioni scientifiche”; Kuhn 1969). Per di più, in Matematica si è dovuta riconoscere una alternativa al suo interno: quella senza l’infinito in atto; per es. la matematica dei computer, così diversa da quella insegnata nelle scuole superiori. Un libro del suo maggiore storico è intitolato: La matematica. La perdita della certezza (Kline 1985). Inoltre anche nella logica matematica è nata una alternativa radicale e il movimento storico gandhiano l’ha anticipata, perché la parola “non violenza” appartiene alla nuova logica. Pertanto si può dimostrare che la scienza “dura” non è più unitaria perché si possono dare teorie alternative di ogni teoria scientifica (Drago 2006, Drago 2011). Però queste novità possono essere capite appieno dai pochi che, possedendo il linguaggio scientifico, si specializzano sul tema dei fondamenti della scienza; mentre tuttora la didattica uniforma tutti gli studenti al paradigma scientifico dominante.

5 La ultima enciclica, Laudato sii, affronta coraggiosamente alcuni problemi strutturali, ma dal lato di una scienza nuova, l’ecologia; che, certo, è più precisa scientificamente di quell’antropologia (cristiana ) che il dopo Concilio aveva adottato; ma che, come la prima, non appartiene alle scienze cosiddette “dure” e quindi non può influenzare queste ultime, né le strutture sociali internazionali. Comunque Papa Bergoglio rende onore al nome Francesco, da lui scelto appositamente, impersonando al meglio quella politica che porta a realizzare il MDS verde: ha scelto la povertà, gli ultimi e la nonviolenza; ha risolto conflitti internazionali (ad es. quello tra USA e Cuba), si pone come forza di interposizione nel conflitto con gli estremisti arabi (viaggio a Banguì), si spende per sostenere i movimenti popolari, compresa la contromossa dei popoli colpiti dalle guerre, cioè la emigrazione e l’invasione dell’Europa. Egli fa tutto ciò in piccolo-grande; in piccolo, perché non ha trovato Vescovi e cardinali che lo seguano più di tanto; in grande, perché è pur sempre il Capo di Stato del Vaticano e il papa di un miliardo di cattolici nel mondo.

Una replica a “La nonviolenza oggi. L’alternativa della razionalità gandhiana | Antonino Drago”

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