Riscaldamento climatico in passato, uno specchio per guardare il futuro | Richard B. Alley


Il clima ha sempre subìto delle variazioni naturali: non è una buona notizia quando cerchiamo di immaginare un futuro manipolato dall’uomo. Le risposte naturali alle perturbazioni naturali sono state altrettanto, o più grandi di quelle previste dalle simulazioni che i modelli più di avanguardia hanno previsto su scale temporali più brevi, e in risposta a impatti biologici e fisici di maggiore entità.

petm2I possibili effetti conseguenti a un rapido rilascio di biossido di carbonio (CO2) si possono apprezzare esaminando quanto avvenne durante il periodo del Massimo Climatico Paleocene – Eocene ( Paleocene – Eocene Thermal Maximum: PETM), circa 55,9 milioni di anni fa, quando l’emissione in atmosfera di una grande quantità di CO2 di origine naturale produsse un intenso riscaldamento, che a sua volta innescò dei meccanismi di amplificazione positiva. Gli effetti furono la riduzione della taglia di alcuni grandi animali, l’alterazione di ecosistemi, il degrado del suolo, alterazioni dei cicli dell’acqua, e altri cambiamenti significativi. I cambiamenti climatici durante quel periodo si manifestarono su scale temporali più lunghe di quelle che si stanno verificando per effetto antropogenico. Quindi gli impatti potrebbero essere anche più gravi.

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Molte delle stime sulla quantità totale di CO2 aggiunta all’atmosfera durante il PETM sono simili, un po’ inferiori, alla quantità totale di CO2 che finirebbe in atmosfera se si bruciassero tutte le riserve di combustibili fossili che si ritiene esistano sulla Terra: specialmente se, come suggeriscono le ricostruzioni fatte sugli eventi passati e le odierne conoscenze, l’aumento di temperatura favorisce il rilascio di ulteriore carbonio da altri serbatoi, come il suolo della tundra e gli idrati di carbonio dal pavimento oceanico. Bisogna tener conto che il rilascio iniziale di carbonio durante il ‘Massimo Climatico’ impiegò alcune migliaia di anni, quindi si manifestò con una velocità 10 volte inferiore a quella che impiegherebbe l’umanità se bruciasse tutte le risorse ancora disponibili con il ritmo attuale. Durante il PETM la concentrazione di CO2 è rimasta elevata per più di 150.000 anni, confermando le ipotesi di una lunga persistenza in atmosfera della componente antropogenica di questo gas.

L’intenso riscaldamento verificatosi durante il PETM suggerisce che il clima è molto sensibile all’aumento di CO2. E’ possibile che le temperature aumentino più di quanto è stato ipotizzato nelle proiezioni dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change).

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Ridurre le incertezze su questo importante evento climatico e su altri eventi simili avvenuti in passato, tramite l’indagine sulle tracce geologiche, potrebbe darci indicazioni significative per prendere decisioni sul nostro immediato futuro. Ciò che è chiaro, comunque, è che l’imponente rilascio di CO2 durante il Massimo Climatico Paleocene – Eocene trasformò le condizioni sulla terraferma e negli oceani in modi tali, che modificarono il sistema Terra per più di 100.000 anni, e che potrebbero essere considerati catastrofici da molte persone oggigiorno. La storia del PETM dimostra che le nostre decisioni avranno conseguenze molto imponenti e di lunga durata.


 

Titolo originale: A heated mirror for future climate
Climatic changes 55.9 million years ago resemble those expected in the future
By Richard B. Alley Science 352, 151 (2016). DOI: 10.1126/science.aaf4837
Traduzione e sintesi di Elena Camino per il Centro Studi Sereno Regis

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