Anche il cielo brucia. Primo Levi e il giornalismo | Recensione di Dario Cambiano


Cover-rondini-b copiaAndrea Rondini, Anche il cielo brucia. Primo Levi e il giornalismo, Quodlibet, Macerata 2012, pp. 192, € 20,00

Ho preso in mano questo libro con parecchia commozione. È stato uno degli ultimi che Nanni Salio ha letto: questa recensione avrebbe dovuto farla lui.

Primo Levi raccontato attraverso i suoi articoli giornalistici, attraverso le sue prese di posizione politiche, attraverso le centinaia di interviste cui fu sottoposto: dalla seconda metà degli anni Sessanta alla sua morte, cioè dal successo conclamato di Se questo è un uomo (come sapete la prima edizione passò pressoché inosservata), Primo Levi rientrò nel novero della intelligentia italiana: ogni evento di cronaca, ogni fenomeno di costume faceva accorrere i giornalisti alla sua scrivania, per raccoglierne commenti, opinioni, riflessioni.

Questo libro contribuisce compiutamente a svelarci Primo Levi l’intellettuale, il personaggio pubblico impegnato politicamente in prima persona. Dalle questioni italiane a quelle internazionali, dal nucleare civile e militare alle tensioni in Palestina, il libro rende conto delle opinioni di Primo Levi, del suo argomentare coraggioso e polemico. Un intellettuale schietto, onesto, frontale. Un intellettuale di cui forse s’è persa traccia.

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