Pace, carote e patate …continua! | Karen Sampò


logo_PCeP_smallIl Progetto Pace Carote e Patate, educazione alla pace 0-3 anni, continua il suo percorso.

La prima fase di formazione (da ottobre a dicembre 2015) ha avuto come protagonisti circa 30 partecipanti, un gruppo misto di educatori, giovani genitori e studenti. Durante gli incontri, grazie all’intervento di diversi formatori, abbiamo affrontato tematiche riguardanti la psicologia dello sviluppo, l’empatia nella fascia 0-3 anni, abbiamo conosciuto testimonianze di approcci educativi alternativi, abbiamo avuto un focus sugli stereotipi di genere e abbiamo fatto un piccolo workshop sullo yoga e la meditazione con i bambini. Inoltre è stato fatto un approfondimento antropologico su quelle che sono le culture di pace, come vivono e crescono i figli. E’ stata un’esperienza davvero molto ricca che ha portato alla creazione di un gruppo unito e motivato. Attraverso questa prima parte del progetto abbiamo gettato le basi per creare, studiare, sperimentare un pensiero comune sull’educazione alla pace, che dopo la formazione ha fatto nascere ancora più domande dentro di noi.

Da gennaio fino a maggio 2016, stiamo cercando, nei nostri appuntamenti mensili e nella vita di tutti i giorni, di trovare una direzione comune, da proporre ad altri genitori/educatori/ecc e da divulgare a chi si interessa o si pone le nostre stesse domande.

Nell’ultimo incontro ci siamo soffermati su quelle che sono le difficoltà di noi educatori e genitori. Alcuni adulti sentono la mancanza di riconoscimento del loro ruolo di educatore. Amici, conoscenti, pediatri, nonni, gruppi di mamme e papà, sembrano continuamente mettere in discussione le modalità educative dei genitori che si ritrovano a non sapere più cosa è giusto e sbagliato e che non sentono più l’importanza del loro ruolo di genitore esperto. (allattamento si ma fino a quando?, “ e se poi lo vizi?”, gestire i capricci, ecc..).

Noi pensiamo che per educare alla pace è importante far assaporare al bambino la serenità e la libertà di vivere e di aprirsi al mondo, ma le modalità sono molte… Un adulto che vuole insegnare la libertà di espressione di sé a un bambino non dovrebbe prima di tutto viverla sulla sua pelle?

Ecco allora che noi del gruppo di Pace Carote e Patate vi lanciamo questa domanda:

“Da cosa si riconosce un buon genitore/educatore?”

Ciascuno di voi può risponderci come più se la sente, seguendo gli esempi di alcune delle risposte che abbiamo già ricevuto e che riportiamo poco più avanti. Gli hashtag li useremo per diffondere la domanda sui social network e qui potete usare lo spazio dei commenti subito dopo questo testo.

Le risposte verranno poi condivise sul nostro e-book per provare a diffondere punti di vista il più possibile diversi ma che magari hanno anche uno sfondo comune!

E allora… “Da cosa si riconosce un buon genitore/educatore?”

“Un buon genitore mi fa uscire il sabato sera fino a tardi”, FRANCESCA, FIGLIA 16 ANNI #buongenitore #pacecaroteepatate

“La meastra è brava quando ci legge le fiabe”, MATTEO, ALUNNO 6 ANNI #buongenitore #pacecaroteepatate

Grazie per ogni vostra suggestione… ogni risposta sarà molto gradita!


“L’educazione è l’arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo.”
(Nelson Mandela)

“Apprendere che nella battaglia della vita si può facilmente vincere l’odio con l’amore, la menzogna con la verità, la violenza con l’abnegazione dovrebbe essere un elemento fondamentale nell’educazione di un bambino.”
(Mahatma Gandhi)

4 Risposte a “Pace, carote e patate …continua! | Karen Sampò”

  1. Un buon genitore sa chiedere scusa al proprio figlio, quando il nervosismo prende il sopravvento. Sa essere sincero e spiegare con parole semplici che a volte si è fragili, ma si può fare la pace e crescere insieme. #buongenitore #pacecaroteepatate

    ANNA, GENITORE

  2. Un buon genitore è colui che agisce nel miglior modo che gli è possibile. Per me essere un buon genitore significa stare in ascolto e non dar nulla per scontato

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