Si conclude un sermone di pace. Dopo 35 anni, muore la donna che protestava davanti alla Casa Bianca


Traduzione e sintesi di due articoli, a cura di Elena Camino

Bill Chappell, Longtime White House Protester Dies, After Vigil That Started In 1981, January 26, 2016
Colman McCarthy, 35-year sermon of peace comes to end with White House protester’s death January 27, 2016

Concepcion Picciotto all’esterno della Casa Bianca il 15 giugno 2010 (Wikipedia/George Kauper)
Concepcion Picciotto all’esterno della Casa Bianca il 15 giugno 2010 (Wikipedia/George Kauper)

 

Dall’agosto 1981, Concepcion Picciotto è stata giorno e notte la più assidua vicina di casa del Presidente degli Stati Uniti. Aveva preso residenza nella Piazza Lafayette – di faccia alla Casa Bianca – e per 35 anni ha occupato quello spazio con una collezione di sedie colorate, coperte e teli di plastica a protezione della sede. Di fronte posava frasi scritte a mano, grandi e piccole: “Al bando tutte le armi nucleari”, “Auguri per il giorno del Giudizio Universale”, “Vivere grazie alla Bomba, morire a causa della Bomba”.

E’ morta all’età di 80 anni, il 25 gennaio 2016, in un centro di assistenza a Washington: Concepcion Picciotto, una pacifista di origine spagnola, aveva stabilito il record di partecipazione alle manifestazioni di protesta contro il militarismo Americano. Il luogo in cui si era stabilita era diventato famoso con il nome di Parco anti-nucleare della Pace. Bufere di neve, piogge, fulmini, ondate di calore e altre intemperie andavano e venivano, senza mai avere la meglio di fronte alla forza di volontà della Picciotti.

Gli amici attivisti spesso andavano a trovarla, o per consentirle di farsi una doccia nelle vicinanze o per aiutarla a distribuire materiale informativo ai turisti di passaggio. Tra i gruppi internazionali più assidui vi erano i giapponesi, grati che almeno una persona, in America, esprimesse afflizione per gli orrori dell’agosto 1945 a Hiroshima e Nagasaki.

 

 Concepcion Picciotto è fotografata qui nel 2009, all’incrocio di strade davanti alla Casa Bianca. (Tim Sloan/AFP/Getty Images)
Concepcion Picciotto è fotografata qui nel 2009, all’incrocio di strade davanti alla Casa Bianca. (Tim Sloan/AFP/Getty Images)

La sua protesta è considerata la più lunga nella storia degli S.U.

La sua veglia fu interrotta brevemente una notta del 2013, quando la Polizia addetta alla sorveglianza del Parco trovò la sua ‘casa’ smantellata e disabitata. La sua postazione fu rapidamente ricostruita da volontari, che negli ultimi anni hanno svolto dei turni di veglia per dare un po’ di tregua a Conception.

Nata in Spagna, era emigrata deli S.U. all’età di 18 anni per lavorare a New York. Si spostò a Washington dopo la fine del suo matrimonio, e iniziò la veglia di protesta nel 1981, insieme a William Thomas, l’uomo che occupò quello spazio con lei fino alla morte (nel 2009).

 

In questa postazione all’aperto – un pugno negli occhi secondo i suoi critici, ma per i suoi sostenitori una fonte di luce nella tenebra nucleare – la presenza fisica di Concepcion Picciotto era accompagnata da un progetto politico: la Proposition One, che conteneva la proposta di un emendamento legislativo richiedente il disarmo nucleare e la chiusura della fabbriche di armi. Questa proposta non fu mai sottoposta a votazione: anche se la ‘residenza’ di questa donna si poteva addirittura vedere dalle finestra della Casa Bianca, nessuno dei cinque Presidenti che si sono succeduti dal 1981 ad oggi – da Ronald Reagan fino a Barack Obama – hanno fatto il gesto di fermarsi a salutarla, o a invitarla nella Stanza Ovale. I media l’hanno sempre considerata solo una eccentrica, e non le hanno mai proposto un’intervista o uno spazio per presentare le sue idee. Neppure il New York Times o il Washington Post l’hanno mai invitata. Altri hanno mostrato maggiore apprezzamento. Nel 2011 la Picciotto ha ricevuto un Premio per il Coraggio Civico (Joe A. Callaway Award for Civic Courage presentato annualmente dallo Shafeek Nader Trust for the Community Interest).

Parecchie volte ho portato i miei studenti a incontrare questa splendida donna. Connie – così abbiamo preso a chiamarla io stesso e molti altri suoi ammiratori – si è mostrata sempre gentile e modesta. Ci raccontava dei suoi scontri con i Servizi Segreti, dei suoi guai con i poliziotti del Parco. Da un punto di vista educativo, secondo me era più efficace ascoltare la sua testimonianza viva piuttosto che sentire una conferenza sulla pace.

Colman McCarthy, già collaboratore del Washington Post, dirige the Center For Teaching Peace a Washington. Il suo libro più recente è “Teaching Peace: Students Exchange Letters with Their Teacher.”

Una replica a “Si conclude un sermone di pace. Dopo 35 anni, muore la donna che protestava davanti alla Casa Bianca”

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