Nel frattempo in giro per il mondo: problemi – rimedi | Johan Galtung


Jondal-Hardanger-Norway

Diamo un’occhiata, e vediamo che cosa si può fare.

[1]     Le Economie. La Borsa di New York (New York Stock Exchange, NYSE) sta crollando. La Cina consuma, ma con problemi. L’Occidente critica la Cina, e non se stessa. La verità è che ci si affida eccessivamente a un solo prodotto, petrolio / gas, colpendo doppiamente le economie vulnerabili. Una brusca caduta dei prezzi: da 120-130 $ a 20 – 30 $: una situazione simile al 1973. Una brusca caduta della domanda per questo prodotto globalmente tossico: un segno di razionalità (che lascia tuttavia in circolazione altri prodotti globalmente tossici, i derivati speculativi). Le valute dei produttori di petrolio vanno a rotoli. Le azioni sono in caduta: in Norvegia al ritmo di mezzo bilancio statale in tre settimane (Finansavisen 21 gennaio 2016). E si fa eccessivo affidamento agli scambi commerciali con economie vulnerabili.

Rimedi: rendersi meno vulnerabili [a] contando di più sulle proprie forze (‘self-reliance’) a livello nazionale e locale, sicuramente per i bisogni fondamentali come l’alimentazione, [b] impostando economie pienamente strutturate con tanto di settori primario-secondario-terziario-quaternario (cura verso persone e natura). Norme semplici, sostenibili. Inoltre: import-export sì, ma con un vasto numero di paesi.

[2]     Disuguaglianze: l’analisi del Maestro, Atkinson, sulle conseguenze catastrofiche, sia nelle fasce sociali più alte che in quelle più in difficoltà, è la migliore. L’aspetto spirituale è la disperazione, l’apatia senza alcun progetto nei secondi; e nei primi un egocentrismo privo di solidarietà. Società malate. Nel 2010, 388 persone possedevano tanto quanto mezza umanità; nel 2014 erano 80; a fine 2015 sono 62 (Oxfam).

Rimedi. Elevare le condizioni delle fasce sociali più deboli con un New Deal alla Roosevelt, stati previdenziali (servizi pubblici e assistenza sanitaria), alla maniera cinese. Pubblicare i rapporti fra i redditi dei grandi dirigenti e i lavoratori, e rendere illegali, punire, boicottare differenze superiori a dieci volte. Più cooperative che prevedano una rotazione tra amministratori delegati e lavoratori.

[3]     La terza rivoluzione industriale: robotizzazione. Arriva il mostro di Frankenstein. Un’altra conseguenza sarà una disoccupazione massiccia.

Rimedi. Noi esseri umani, sapiens-faber-ludens, siamo creativi, produttivi e giocosi; siamo tutt’e tre, ma possiamo aver bisogno di un reddito garantito a vita per tutti, per soddisfare le necessità di base. Gli umani riconquisteranno i processi produttivi, espugnandoli ai robot, superflui e non voluti, e si godranno la vita.

[4]     Davos. Eccoli lì, coloro che ci hanno arrecato questi problemi. In uno stato di cecità avanzata nei confronti di enormi e innominabili elefanti proprio di fronte a loro: i Mercati, con il Capitale quale misura di tutte le cose; gli USA che dopo la II guerra mondiale hanno ucciso 20 milioni di persone in 37 paesi per preservare ed espandere il proprio paese.

L’Aftenposten (numero del 25.01.2016), un quotidiano conservatore norvegese, deplora la carenza di proposte nelle trasformazioni robotiche, citando Niall Ferguson che afferma “non per renderci più produttivi, ma per toglierci di mezzo”. Drammatico, ma irresponsabile quando non è accompagnato da proposte valide. Come Jens Stoltenberg della NATO, che dice che il mondo è diventato più pericoloso, senz’altra idea che una prospettiva militare, che lo rende ancor più pericoloso. Una Davos senza idee sull’Unione Europea, né sul flusso di migranti. Comunque, come ci si può aspettare che chi ha creato i problemi li risolverà anche, disfacendosi?

[5]    Unione Europea e flusso di “migranti”. Non è solo un flusso, è un Völkerwanderung, un esodo di forse 50 milioni di persone per molti anni (50?) da regioni devastate dalla schiavitù, dal colonialismo, dal capitalismo di rapina e dalle guerre causate soprattutto dall’Occidente, verso luoghi che si presumono vivibili. I colpevoli sono nell’Europa Occidentale, non in quella del Nord o dell’Est, che comprensibilmente rifiutano l’accoglienza. Le ombre della storia sono scure, recenti e note. E’ un problema vostro!

Rimedi. Ammettele le responsabilità, voi potenze coloniali! Una commissione internazionale di riconciliazione potrebbe decidere le compensazioni da fornire su un ampio arco di tempo, così come è stato il colonialismo. E poi: via le mani dalla Mezzaluna Fertile (soprattutto la Siria); fare in modo che Israele riconosca la Palestina con i confini fissati il 4 giugno 1967. E gli USA: via le mani dall’America Latina.

Per l’Unione Europea: salvare Schengen e assumersi le responsabilità senza scaricarle su altri (come la Norvegia, la Turchia, i non membri UE, la Grecia). Magari Una UE più flessibile, con una moneta comune ma non unica. Ed è possibile una politica estera europea indipendente, che non sia solo il cavallo di Troia degli Stati Uniti.

[6]     Terrorismo: nel 2000 gli attacchi sono stati 1.812; nel 2014 sono saliti a 13.370. Il terrorismo di stato non ha funzionato. E quelli che dicono “ ne uccidi uno, ne produrrai dieci” avevano ragione.

Rimedi: identificare i conflitti che sono alla radice della violenza, e sono molti, come molti sono i traumi che spingono le persone a intraprendere cammini da un continente a un altro. E risolverli: spesso si tratta di situazioni chiare, ovvie, come quella di denunciare l’accordo segreto di Sykes-Picot nel 1916 e il criminoso accordo Durand del 1893 in Afghanistan, e annullarli.

[7]     Stato Islamico, controparte dell’UE: azione difensiva, negoziazione.

[8]     La bomba Nord Coreana all’idrogeno (o no). E’ nelle mani di Washington la possibilità di un trattato di pace, di normalizzazione, con la creazione di una penisola Coreana de-nuclearizzata. Christer Lundgren, capo dell’associazione Svedese-Coreana, è molto ottimista su questi punti ([email protected]).

[9]     USA/UK-Ucraina-Russia: si legga il Dossier Blair-Clinton su Yeltsin-Putin ([email protected] del 21 gennaio 2016) recentemente reso (in parte) pubblico per rendersi conto di micro-manovre e cospirazioni quasi incredibili. Occorre una cecità come quella di Davos per non intuire cospirazioni in questo mondo.

Rimedi. Fermarsi, dialogare con Putin sui suoi 8 punti, lavorando per una federazione tra le due parti, intelligente e cooperativa.

[10]   Asia Orientale: è vero, fitte nuvole nere rendono difficile “interpretare” l’Articolo 9 nel senso di obbligare il Giappone a combattere con gli USA nelle sue guerre (almeno, alla fine hanno smesso di chiamarla “pace positiva”). Le isole oggetto di contestazione tra Giappone e Russia, tra Giappone e le due Coree, tra Giappone e le due Cine possono essere spartite in modo adeguato, così come gli introiti e le spese. L’intera regione, insieme alla Mongolia, potrebbe formare una Comunità dell’Asia Nordorientale con 7 membri.

[11]   La Cina dovrebbe essere elogiata per aver collegato tanta parte di Eurasia – Africa con le sue iniziative di integrazione e cooperazione commerciale; al tempo stesso dovrebbe essere criticata per la sua politica nel Mar Cinese Meridionale, dove rivendica diritti ben oltre le leggi marine delle Nazioni Unite.

Rimedi: una Comunità del Mare Cinese Meridionale, in grado di limitare l’accesso alla navigazione alle grandi navi da guerra straniere.

[12] Clima. Ratificare COP21. Un’impresa ben più complessa di un problema di CO2

Rimedi: aperture verso una maggiore complessità,verso più innovazioni.

[13]   Stati Uniti: ritirare il sostegno alleato. Regione del Nord America: sostenere Bernie Sanders anche se la sua politica estera non è nota; la coppia Hillary-Trump è notoriamente disastrosa.

1 febbraio 2016, TRANSCEND Media Service
Traduzione di Elena Camino per il Centro Studi Sereno Regis
Titolo originale: 
Meanwhile Around the World: Problems-Remedies

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