El presidente de la paz – Recensione di Cinzia Picchioni


cop_correggia_el-presidenteMarinella Correggia, El presidente de la paz, Sankara, Roma 2015, pp. 112, € 7,00

Venezuela: un lievito fecondo

Senza voler analizzare l’operato di Chavez (è lui “el presidente de la paz” del titolo), l’autrice del libro presentato questa settimana ritiene “più utile un focus sul riverbero planetario dei suoi [del presidente, NdR] anni di politica ai massimi livelli, che fecero del Venezuela un riconosciuto faro del cambiamento; un lievito fecondo”, p. .

Marinella Correggia ha vinto con questo libro il Primo concorso letterario “El pensamiento y la obra socialista de Hugo Chávez Frías” organizzato nel 2014 dall’associazione Tricontinental de las relacione internacionales y de la solidaridad (Trisol) che ha sede a Caracas. L’autrice aderisce anche alla campagna di Greenpeace “Scrittori per le foreste”, e il libro è stampato su carta riciclata. Complimenti quindi anche alla casa editrice Sankara, che non casualmente ha pubblicato questo testo: Thomas Sankara fu presidente del Burkina Faso dal 1983 al 1987, quando fu assassinato e “Tutti dovrebbero sapere chi è stato Thomas Sankara, […] per le sue campagne di moralizzazione della politica, per quelle sul disarmo, di alfabetizzazione, riforestazione, lotta contro la cooperazione che arricchisce solo chi la fa […]”, le parole nel virgolettato sono di Marinella Correggia e si trovano a p. 109.

Chavez, Sankara e Che Guevara

Ma non solo. A pagina 57 scopriamo che qualche giorno dopo la morte di Chavez (5 marzo 2013), in Burkina Faso, “una giovane donna burkinabè con il suo bambino sulle spalle posa la bandiera del Venezuela su un parallelepipedo di cemento imbiancato […] È quella la tomba di Thomas Sankara, ex presidente del paese, assassinato nel 1987 in un colpo di Stato cruento, dopo soli quattro anni di governo rivoluzionario, alla stessa età di Ernesto Guevara ed esattamente venti anni dopo. […] Si stabilisce così un link virtuale fra due presidenti il cui incontro non fu permesso dai crimini della geopolitica e che però, oltre all’affinità di idee, strategie, piani rivoluzionari, riferimenti ideali, condividevano il lato umano […] Sankara era “un sognatore con i piedi per terra”, come fu definito Chávez. In comune anche un generoso dimenticare se stessi che fece trascurare a Sankara la sicurezza personale, a Chávez la salute. […] Il presidente bolivariano rese omaggio alla figura di Thomas Sankara, “il “Che Guevara africano” […]: “Sankara centra il punto nel nostro proposito in questo mondo che è in transizione verso la multipolarità””, pp. 57-58.

Nel cuore dell’Italia…

… e precisamente in Sabina (Lazio) oggi c’è un albero selvatico di prugne che a marzo del 2013 è stato dedicato a Hugo Chávez “insieme a ulivi, albicocchi e meli intitolati a persone che nella stria furono di aiuto al mondo”, p. 12.

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