Cinema | RAMS. Storia di due fratelli e otto pecore | Recensione di Laura Operti

Rams – Storia di due fratelli e otto pecore

Un film di Grímur Hákonarson. Con Sigurður Sigurjónsson, Theódór Júlíusson, Charlotte Bøving, Jon Benonysson, Gunnar Jonsson. Titolo originale Hrútar. Drammatico, Ratings: Kids+13, durata 92 min. – Islanda 2015. – Bim Distribuzione uscita giovedì 12 novembre 2015.

locandina-ramsUn film stupendo e molto particolare di Grimur  Hakonarson,  vincitore del premio Un  Certain Regard al Festival di Cannes 2015 e candidato come miglior film straniero all’Oscar.  Non è solo la storia del grande amore che lega alcuni uomini agli animali,  e questo è un pilastro della filosofia nonviolenta, è molto di più. E’ la storia di come si può vivere in una terra “estranea” a ogni nostro riferimento ambientale e culturale, come è una valle dell’Islanda invasa dal vento, dal freddo e dalla neve per buona parte dell’anno. Un paesaggio meraviglioso, ma l’uomo quali strategie deve mettere in atto per sopravvivere?  E in un contesto così arduo, eccezionale nella sua obbligatorietà che conduce alla solitudine due fratelli, ormai vecchi, vicini di casa, non si parlano da 40 anni. Non c’è una vera spiegazione da parte dell’autore, solo divergenze di carattere. Qui è l’animo umano che viene osservato, senza commenti, riflessioni. Ma è l’origine della storia.

In questo angolo sperduto di mondo, gli uomini vivono con le pecore, che rappresentano ben di più che una fonte di sopravvivenza economica, perché sono la fonte e l’oggetto degli affetti. Una grave epidemia ovina si impadronisce degli animali, che devono essere soppressi per consentire di poter tenere nel futuro altre pecore. Lo strazio di tutti gli allevatori è immenso, ma per i due fratelli è qualcosa di più. E’ la perdita del senso della vita.

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Nonostante tutti gli ordini impartiti dai veterinari, da uno dei due fratelli vengono salvate sette pecore e un montone e trattenuti in una cantina. Ma dura poco, le autorità percepiscono alcuni rumori e tutto viene scoperto. Allora per salvarli come atto estremo di amore verso questi animali che sono “figli”,  i due fratelli si avvicinano tra di loro, dimenticano i rancori e si aiutano per salvare le pecore. Con una specie di trattore spingono le pecore lontano dalle fattorie, in mezzo a una terribile tormenta di neve. Gli animali scompaiono e i due uomini si stringono,  nudi, dentro una buca scavata nella neve in un ultimo (?) abbraccio.

Questa  immagine con cui il film si chiude è destinata a rimanere a lungo nel cuore della spettatore. La vita è fatta anche di questi valori e di queste passioni tra uomini e altri esseri viventi. Ci viene da pensare che è da stolti non tenerne sempre conto.

 (dedicato a Daci che amava gli animali)

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