Verso una Comunità Asiatica del Nord Est – Johan Galtung

Tokyo-Yokohama-Okinawa – La politica di “autodifesa collettiva” di Abe, un’alleanza col paese più bellicoso al mondo, gli USA, con 248 interventi militari all’estero dal 1805 di cui 78 dopo la 2^ guerra mondiale – è una politica di insicurezza nazionale. Coinvolge il Giappone nei conflitti armati USA ovunque, per esempio contro lo Stato Islamico, con rappresaglie verso il Giappone, e in una corsa agli armamenti che conduce facilmente alla guerra. E il TPP-CSD rende il Giappone una periferia di un’economia USA con profondi problemi, riducendo pure il welfare. Il tutto mascherato dall’unica attenzione al passato e alle scuse.

Pace Positiva, dal 1958, significa cooperazione con equità, armonia con empatia, trasmissione-fusione istituzionale inspirando altri; nulla di militare, nessun’arma. Il governo giapponese usa tali parole per il contrario di quel che vogliono dire: Un ombrello di pace, non un neo-AMPO (Trattato di Mutua Cooperazione e Sicurezza fra Stati Uniti e Giappone).

Pace Negativa, nota pure come sicurezza, comporta assenza di violenza e di guerra rimuovendone le cause mediante la soluzione ai conflitti e la riconciliazione dei traumi; nell’approccio giapponese non c’è risoluzione al conflitto.

Una Formula per la Pace:
Equità X Empatia                                     Pace Positiva+
—————-—-—-                    =              ————————-—-—-
Trauma X Conflitto                                   Minacce alla pace negativa

C’è invece negatività, anti-vicinato, anti-Giappone destrorso-sinistrorso, anti-ciascuno reciprocamente; nessun andare oltre collegando gli elementi positivi nei vari partiti, un sia-sia [l’una cosa e l’altra, senza mutua esclusione]; i giapponesi sono bravi nell’ecletticismo in patria, non negli affari esteri.

Identificazione dei conflitti irrisolti e dei traumi non riconciliati:

Giappone-Cina Isole Senkaku-Diaoyudao Nanchino, unità 738
Giappone-Taiwan Isole Senkaku-Diaoyutai
Giappone-S Korea Takeshima-Dokdo Donne di “conforto”
Giappone-N Korea Deportazione Takeshima-Dokdo Lavori forzati, Zainichi
Tokyo-Okinawa Occupazione da USA-Tokyo Conquista del 1879
Giappone-Russia Territori del Nord Trasferimento Yalta-Potsdam
Giappone-USA Perdurante occupazione del Giappone Pearl Harbor, Tokyo-Hiroshima-Nagasaki

Traumi: i fatti sono duramente contestati; c’è gran bisogno di una Commissione Internazionale Investigativa per appurare il nucleo di verità.

I più problematici sono i rapporti Giappone-USA: di quale entità fu la provocazione USA, fino a che punto l’occupazione del Giappone fu già preparata prima di Pearl Harbor, e così via. Inoltre, quanti civili furono uccisi in Vietnam, in Malesia-Singapore, Indonesia dagli invasori giapponesi, quanti dai francesi, dagli inglesi, dagli olandesi quando questi ritornarono a riconquistare le loro colonie dopo la capitolazione giapponese, ecc.

Comunque, tutto ciò appartiene al passato; il nostro centro d’attenzione dovrebbe essere volto al futuro. Notiamo l’importanza delle isole nei mari dell’Asia nordorientale, rivendicate dal Giappone su un versante e da Nord a Sud dalla Russia, da Cina-Taiwan e dalle Coree del Sud e del Nord sull’altro; sei paesi. Hanno tutti elementi validi, ma nessuno di essi davvero convincente. Conclusione: Per risolvere i conflitti sulle isole contese si propone una proprietà congiunta; sovranità congiunta per i Territori del Nord. In altre parole, usare il conflitto per trascendere, andare oltre, costruendo una cooperazione equa.

In generale, risolviamo i conflitti con la mediazione in tre fasi:

1. mappatura: delle parti, dei loro obiettivi e conflitti = obiettivi incompatibili;

2. verifica di legittimità degli obiettivi: in termini legali, di diritti umani, di standard di bisogni fondamentali;

3. visione di una nuova realtà fattibile che soddisfi ragionevolmente gli obiettivi legittimi.

Il metodo è la mediazione 1-a-1, a quattr’occhi, con dialoghi esplorativi di:

  • Futuro Positivo: qual è l’Asia del Nord Est che vogliono le parti? Idealismo;
  • Passato-Presente Negativo: che succede, in bianco-e-nero? Realismo;
  • Passato Positivo: era meglio una volta? Che cosa è successo? Nostalgia;
  • Futuro Negativo: che cosa si teme di più? Caso peggiore, paranoia.

Il Giappone tende a non considerare il primo e concentrarsi sul quarto elemento: “crisi”. Con la guida di tutti e quattro gli approcci, possono emergere soluzioni concrete-costruttive-creative.

La Comunità Asiatica del Nord Est (NEAC) avrebbe 6 membri come la Comunità Europea del 1958: 2 Cine, 2 Coree, Giappone, Russia dell’Estremo Oriente, con Okinawa come Prefettura Speciale che servirebbe da Sede per la NEAC, o, per un’ANEAN, Associazione delle Nazioni Asiatiche del Nord Est, imparando dall’ASEAN; aggiornandosi con le tendenze in atto nel mondo. Da combinarsi con rapporti altrettanto buoni con gli USA-Washington, procedendo per il meglio su entrambi i lati.

Però, pur con quest’ombrello di pace, le cose potrebbero andare storte, quindi:

Difesa difensiva: non-provocatoria, non-offensiva, di breve raggio:

CMD: difesa militare convenzionale dello spazio costiero; motosiluranti-armi teleguidate, armi a energia diretta;

PMD: difesa territoriale paramilitare, milizia guerrigliera; jeep-proiettili teleguidati;

NMD: nonviolenza positiva/negativa; non-cooperazione – disobbedienza civile;

CMD + PMD + NMD insieme rendono il paese inoccupabile come la Svizzera.

Non disarmo ma transarmo con monitoraggio ONU; neppure “neutralità disarmata” ma difesa difensiva, con l’AMPO, ma senza basi.

Inoltre: Lettura positiva dell’Articolo [costituzionale] 9-1, raccomandandolo per tutti gli stati:

No alla guerra come strumento di politica estera – armi solo per difesa difensiva; Sì a un ombrello di pace positiva. Col Giappone come leader mondiale.

Si rifletta a fondo, prego: che cosa preferite, una politica di pace positiva basata sulla riconciliazione dei traumi, la risoluzione dei conflitti, la difesa difensiva per i casi estremi, mettersi in pari con altre regioni – Europa, LatinAmerica, Africa, Sud-Asia, SudEst-Asia; o una pericolosa corsa agli armamenti che coinvolga il Giappone nelle guerre USA con vendette dirette al Giappone – e per giunta non risolvendo alcunché?

Il rapporto Giappone-USA è più complicato. Sì, il Giappone ha attaccato Pearl Harbor e prima è stato in guerra con Cina, Russia, Germania; e nella 2^ guerra mondiale con la Cina in Manciuria, la Francia in Vietnam, l’Inghilterra in Malesia-Singapore, con i Paesi Bassi in Indonesia; con tutte le potenze coloniali in Asia. Tuttavia non colonizzò quei paesi, ma li nipponizzò rendendoli in grado di battere economicamente il Giappone stesso. Sì, fu un processo violento e il Giappone avrebbe dovuto farlo in modo nonviolento, alla maniera gandhiana o in qualche altra.

Per di più, fino a che punto gli USA vollero la guerra per occupare il Giappone e liberarsene come concorrente in Asia orientale e nel mondo intero? Fino a che punto provocarono, e prepararono l’ occupazione prima di Pearl Harbor al centro psicopatologico anglo-americano di Tavistock?

Potrebbe esserci qualche base per revisionare il Tribunale di Tokyo – con sette giapponesi giustiziati – e gli altri tribunali militari, con oltre un migliaio di giustiziati per crimini di guerra? Come la mettiamo con i francesi che uccisero forse 400.000 civili nella prima guerra d’Indocina del 1945-54 tentando di riconquistare il Viet Nam? E che se la sono cavata in piena impunità come gli inglesi e gli olandesi.

Le questioni sono molte; le risposte sono poche. Ma ripetiamo, non perdiamoci nel passato; abbiamo lavori più importanti da fare.

Il futuro appartiene a chiunque abbia la visione più convincente.

24 agosto 2015
Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis
Titolo originale: Toward a Northeast Asian Community
https://www.transcend.org/tms/2015/08/toward-a-northeast-asian-community/

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *