Convegno – Coscienza e guerra. 1915-2015: 100 anni di obiezione


2Objectorsvenerdì 2 ottobre 2015 – ore 17.30
sabato 3 ottobre 2015 – ore 9.30
sala Poli – Centro Studi Sereno Regis – via Garibaldi, 13 – Torino

Due momenti di incontro, in occasione della “Giornata internazionale della nonviolenza” indetta dalle Nazioni Unite per commemorare la nascita di Gandhi, il 2 ottobre 1869.

Il primo incontro si svolgerà nel tardo pomeriggio di venerdì 2 ottobre, alle ore 17.30 con la proiezione del fim “Non uccidere”, del regista francese Claude Autant-Lara, presentato dall’avvocato torinese Bruno Segre, difensore di molti degli obiettori di coscienza dal II dopoguerra al 1972, anno di approvazione della legge che riconosce l’obiezione di coscienza al servizio militare con l’istituzione del servizio civile alternativo.

Nel secondo incontro, cui sarà dedicata tutta la giornata di sabato 3 ottobre, a partire dalle ore 9.30, viene ricordata la ricorrenza dei 100 anni dall’inizio della prima guerra mondiale per mettere in evidenza l’opposizione integrale a tutte le guerre.

Nel convegno dello scorso anno, “100 anni di guerra, 100 anni di pace” abbiamo ripercorso questo periodo storico attraverso l’alternativa delle lotte nonviolente.

Quest’anno ci soffermeremo sulle esperienze di obiezione di coscienza al servizio militare, come modalità radicale di resistenza alla guerra basata sull’imperativo categorico del “non uccidere”.

L’iniziativa ha ottenuto il patrocinio della Regione Piemonte e della Città di Torino.

 

Mentre gran parte degli stati portavano la loro gioventù al macello nei campi di battaglia, molti giovani, soprattutto nei paesi anglosassoni, si rifiutarono di combattere per motivi religiosi, umanitari, filosofici o politici e si organizzazarono politicamente. Nel 1914 venne fondato il Movimento Internazionale della Riconciliazione (International Fellowship of Reconciliation IFOR) e successivamente, nel 1921, la War Resister’s International (Internazionale dei resistenti alla guerra) con lo scopo specifico di diffondere l’obiezione di coscienza ovunque nel mondo.

Le radici profonde dell’obiezione di coscienza affondano nell’antichità, da Antigone a san Massimiliano, quando la coscienza umana è posta di fronte al dilemma se si debba ubbidienza alla legittima autorità anche quando ordina di uccidere o di commettere una ingiustizia. Le lotte condotte negli ultimi 100 anni, costate centinaia di anni di carcere, hanno portato a riconoscere l’obiezione di coscienza dalla maggior parte degli stati democratici e dalle stesse Nazioni Unite come diritto della persona umana, sebbene siano ancora molti i paesi dove questo diritto viene violato.

Oggi l’obiezione di coscienza si è estesa sia alle spese militari, sia ai militari in servizio, che rifiutano di eseguire ordini palesemente ingiusti, sia a coloro che denunciano le malefatte delle istituzioni, militari e civili.

Di fronte alle gravi minacce che pesano sull’umanità, dalla incessante corsa agli armamenti, specialmente quelli nucleari, alla distruzione ambientale e al cambiamento climatico globale, alla dilagante miseria su scala globale, è fondamentale educare le nuove generazioni a una coscienza critica in grado di trasformare in maniera nonviolenta l’intero sistema politico, economico e militare oggi dominante.

PROGRAMMA

Venerdì 2 ottobre

17,30
Presentazione del Convegno, Paolo Candelari

17,45
L’avv. Bruno Segre, che ha difeso molti degli obiettori di coscienza nel dopoguerra presenta il film “Non uccidere” di Claude Autant Lara
18,30
Proiezione del film “Non uccidere”

Sabato 3 ottobre
9,30
Saluti ai partecipanti

Introduzione ai temi del mattino, Paolo Candelari
9,45 – 10,30
Coscienza e legge, Federica Curzi
10,30 – 10,45
Intermezzo a cura del gruppo Antigone

10,45 – 11.15
Domande e riflessioni

11,15 – 11,45
Casi e circostanze dell’obiezione di coscienza in Gran Bretagna durante la Prima Guerra Mondiale, Vanessa Maher

11,45 – 12,00
Intermezzo a cura del gruppo Antigone

12,00 – 12,20
Storia dell’obiezione di coscienza in Italia, dopo il 1945, Marco Labbate
12,20 – 13,00
Testimonianze dirette su obiezione di coscienza in Italia

13,00 – 14,30
Pausa pranzo
Intermezzo a cura del gruppo Antigone

14,30-15,15
Introduzione ai temi del pomeriggio e proiezione breve video sui refusnik (soldati israeliani che rifiutano di prestare servizio nei territori occupati).

15,15 – 15,30
Intermezzo a cura del gruppo Antigone

15,30 – 17,00
Dall’obiezione di coscienza alla disubbidienza civile l’approccio nonviolento alla lotta per il cambiamento
A cura del Gruppo di Educazione alla Pace Marilena Cardone

17,00 – 18,00
Dibattito, proposte, conclusioni

I relatori

Federica Curzi, laureata in Filosofia presso l’Ateneo di Macerata dove, nel 2005, ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca di Filosofia.
Nel 2004 l’argomento della sua tesi di Laurea diviene una pubblicazione: Vivere la nonviolenza. La filosofia di Aldo Capitini, (Assisi, Cittadella Editrice, 2004).
Impegnata da anni nel mondo dell’associazionismo, della promozione sociale e culturale.
Studiosa in ambito di diritti umani e civili ha al suo attivo relazioni scientifiche e pubblicazioni di settore su scala nazionale.
Dal 2003 è docente nel corso di formazione per i volontari del Servizio Civile Nazionale nei progetti in carico al Comune di Macerata.
Dal 2005 al 2010 occupata nel Terzo Settore come operatore sociale e project manager.
Attualmente libera professionista, docente e project manager in ambito di Formazione Continua e Superiore, FSE. Ricopre, inoltre, attualmente l’incarico di assessore del Comune di Macerata con deleghe a Fondi e Progetti Europei, Politiche Giovanili, Innovazione e e-governement, Partecipazione e decentramento, Semplificazione amministrativa, Diritti e Pari Opportunità.

Marco Labbate, 31 anni. Laureato in scienze politiche, ha coordinato per tre anni il settore pace e mondialità della Caritas di Fano. Vincitore di borsa al Seminario di Studi Parlamentari “Silvano Tosi” di Firenze ha collaborato per il centro ad una ricerca sullo status del parlamentare in chiave comparata. Ora sta svolgendo un dottorato di ricerca presso il dipartimento di storia dell’Università di Urbino sulla storia dell’obiezione di coscienza in Italia dal dopoguerra alla legge 772.

Vanessa Maher è un’antropologa che risiede a Torino dal 1978. Ha insegnato Antropologia Culturale presso diverse università italiane dal 1974, ultima l’Università di Verona dove è professore onorario. Si è formata presso l’Università di Cambridge, specializzandosi in studi sull’Africa subsahariana. Successivamente ha svolto ricerche sul campo in Marocco, Inghilterra e Italia, sia in aree rurali sia in quelle urbane. Ha fatto parte del collegio docente del dottorato in antropologia a Torino e a Verona, coordinando il curriculum antropologico del dottorato in Scienze Storiche e Antropologiche. Ha pubblicato in inglese e in italiano sul Maghreb (Women and Property in Morocco, Cambridge 1974, Il potere della complicità. Conflitti e legami di donne nordafricane Torino, 1989) sul genere (Il latte materno. I condizionamenti culturali di un comportamento sociale, Torino 1992 a cura) sulla storia sociale italiana ( Tenere le fila. Sarte, sartine e cambiamento sociale 1860-1960, Torino 2007) e sull’immigrazione (Questioni di etnicità 1994, Torino, a cura). Nel 2011 è uscito a sua cura Antropologia e diritti umani nel mondo contemporaneo, nel 2012 Genitori migranti, nel 2014 Dalle parole ai fatti. Il linguaggio fra immaginario e agire sociale ( tutti da Rosenberg e Sellier,Torino). E’stata socia fondatrice di Almamater (Torino), Ishtar (Verona) e del Cirsde (Torino). Nel 2012-2014 ha fatto parte del gruppo di studi isku xir sul presente e la memoria del Corno d’Africa. Nel 2014 ha pubblicato New Times and Ethiopian News: L’antifascismo e anticolonialismo di Sylvia Pankhurst e Silvio Corio su “Zapruder 33”, sulla campagna contro l’invasione dell’Etiopia nel 1935.

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