Palermo – Assemblea nazionale del Movimento Internazionale della Riconciliazione

Presso il santuario di S. Rosalia a Montepellegrino dal 3 al 5 luglio si svolgerà l’assemblea nazionale del Movimento Internazionale della Riconciliazione (MIR. Molti gli eventi in programma. Si inizia con la conferenza su “Mediterraneo, un mare di conflitti e di speranze” prevista a Villa Niscemi il 3 luglio alle ore 18.00, con relatori il missionario saveriano, già parlamentare europeo, Eugenio Melandri e il giornalista Antonio Mazzeo. Per l’occasione verranno affrontati i temi dell’immigrazione, del Muos, delle rivoluzioni colorate, di quelle arabe, il confronto con i fondamentalismi e l’ISIS, la prospettiva euro mediterranea ei processi di disarmo nucleare.  Sabato 4 sarà, invece, è prevista alle ore 21 una festa con danze popolari presso il Centro Arcobaleno di suor Anna Alonzo alla Guadagna.  Domenica al termine dei lavori è programmata un’escursione alla riserva naturale LIPU di Isola delle Femmine e poi la presentazione del libro “L’arte della Pace” del prof. Alberto L’Abate, introdotto e presentato da Luciano Benini e Francesco Lo Cascio.

“Noi come soggetto ecumenico vogliamo offrire alcuni strumenti affinché le diverse religioni possano muoversi per animare prospettive di pace. Apriremo un confronto sui principali temi del mediterraneo – spiega il vice presidente nazionale del Mir Francesco Lo Cascio e presidente del Mir di Palermo -. Da sempre siamo interessati ai processi di cambiamento non violenti così come sono avvenuti in alcuni paesi arabi come la Tunisia. Riteniamo che nel momento in cui, invece, come Europa si è pressato per soluzioni militari come per la Libia la situazione è precipitata in maniera disastrosa”.

“Il problema dell’immigrazione è la conseguente pressione che subiamo – aggiunge – è conseguenza dei vari meccanismi che abbiamo creato noi europei in quei paesi. I conflitti che ci sono in questo momento sono interni al mondo arabo. La realtà è sicuramente variegata ma chi si presenta con maggiore arroganza non rappresenta la totalità delle comunità ma è spesso contro queste che si battono a difesa dei loro diritti. In tema di accoglienza condanniamo qualsiasi posizione di chiusura europea che non porta a niente. L’idea di porre una linea di confine sull’acqua non ha senso. Il mare storicamente non è stato mai un elemento di divisione ma anzi di unione di varie realtà. La storia è fatta dalle persone che camminano e chi cammina non può essere fermato”.

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