L’America è dalla parte di ‘terroristi’ come al-Nusra? Non è una teoria della cospirazione – Robert Fisk

 

La storia suggerisce diversamente, così come i rapporti dell’intelligence

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Niente scuse se ritorno allo strano caso dei ribelli “moderati” del gruppo Jabhat al-Nusra, i tagliatori di gole e i giustizieri che si stanno giocando la carta degli anti-Isis per fare la corte agli Stati Uniti.

Il loro capo, forse lo ricordate, ha detto al canale televisivo del Qatar, Al Jazeera, che i suoi guerrieri affiliati ad al-Qaida si opporranno sia all’Isis che a Bashar al-Assad e perfino che  proteggeranno le minoranze cristiane della Siria e gli Alauiti. La solita nomenklatura americana sta dicendo al mondo che queste sono sciocchezze. Dicono che la colpa è dei “teorici della cospirazione” perché hanno suggerito che gli Stati Uniti potrebbero inviare un sacco di nuove armi a uomini di questo genere. No. Gli Stati Uniti non tratterebbero mai con questi che sono sulla famigerata, sebbene inutile “lista dei terroristi”. Inoltre il Qatar non pubblicizzerebbe mai questi assassini come moderati, è vero?

Ebbene, per prima cosa diamo un’altra occhiata a questi teorici della cospirazione. Per caso, quell’inestimabile periodico francese, Le Monde Diplomatique, questo mese pubblica una serie di articoli con il titolo di “Avete detto cospirazione?”, che faticosamente esamina  quante notizie di operazioni sotto falsa bandiera sono risultate vere.

C’è l’incidente di Mukden, per esempio, un attacco cinese al Giappone imperiale che è risultato essere un attacco giapponese alla Cina che ha causato l’invasione giapponese della Manciuria, lo Stupro di Nanchino  (detto anche massacro) e altro.

C’è poi l’incendio del Reichstag che poteva essere stato iniziato dai nazisti invece che dai comunisti; il riuscito – e vero- complotto di CIA e MI5 per spodestare il Primo Ministro dell’Iran, eletto, Mohammad Mossadegh, durante il quale le bombe erano state presumibilmente piazzate dai comunisti (ancora un’altra volta); l’ ”Operazione Susanna”, di Israele nel 1954, in cui gli attacchi organizzati da Israele contro edifici britannici e statunitensi al Cairo sono stati attribuiti  ai nazionalisti egiziani; e l’incidente del Tonchino nel 1964, quando l’America ha riferito di attacchi nordvietnamiti totalmente immaginari a una nave da guerra degli Stati Uniti, che ha provocato il vero inizio della guerra del Vietnam. Curiosamente, l’America Latina fornisce ancora altre prove dei  complotti molto reali degli Stati Uniti: Guatemala, Brasile, Cile, Argentina, Nicaragua, Cuba, e chi più ne ha più ne metta.

Il mensile francese riporta anche una critica molto giusta di coloro che credono che George W (Bush) e i suoi amici abbiano progettato gli attacchi dell’11 settembre –come se un presidente che aveva mandato a rotoli qualsiasi cosa aveva fatto  in Medio Oriente  fosse in grado di abbattere il World Trade Centre – e riporta la critica dell’ossessione del mondo arabo per le cospirazioni dell’Occidente che permettono ai dittatori e alle nazioni di evitare le loro responsabilità per eventi terribili.

E così la bugia che un ufficiale donna israeliana faceva sesso con i capi arabi per ricattarli  perché appoggiassero le politiche favorevoli a Israele; l’autore di questa sciocchezza, il giornale egiziano Al Masry Al Youm, in seguito si è scusato – ma-  per gentile concessione di Internet, la bugia viene ancora ripetuta.

I poteri occidentali, viene detto agli Arabi, hanno cospirato per creare le rivoluzioni del 2011 in Medio Oriente, per produrre instabilità e guerra civile nel mondo arabo. Gli americani hanno pianificato la ribellione contro Assad e il colpo di stato contro Mubarak – il primo per liberare Israele del suo vicino più potente, il secondo per portare al potere la Fratellanza Musulmana e per “diminuire la grandezza dell’Egitto”. Gli attivisti egiziani che protestavano per la brutalità dei vincitori del colpo di stato – l’esercito – sono accusati di aver preso del denaro dalle agenzie di intelligence occidentali per mandare avanti la loro causa.  Perfino il Generale di Brigata -presidente al-Sisi crede in queste cose. Gli algerini sostengono ancora che il Deuxième Bureau Francese (un’istituzione che ha cessato di esistere nel 1940) è oggi il burattinaio che è dietro ai movimenti politici algerini.

Quindi mi unisco, credo, al lettore medio di The Independent, per rispondere a questa pagliacciata con una grandiosa espressione inglese: che massa di  sciocchezze!  Aspettate, però.

Quando ero in  Siria pochi giorni fa, ho sentito dire parecchie volte che gli Iraniani che hanno perduto i loro uomini che difendevano il regime di Assad, sono tirchi quando si tratta di aiuti economici. Una fonte a Damasco mi ha riferito che chiedono garanzie di beni immobili su qualsiasi spesa fatta per l’esercito siriano. Non so se sia vero, ma date soltanto un’occhiata alle stime più recenti dell’inviato speciale dell’ONU, Staffan de Mistura, estremamente insignificante, che ora annuncia che l’Iran spende una somma di 4 miliardi di sterline all’anno per il regime siriano – escludendo  il costo del personale militare iraniano, Hezbollah, e degli sciiti iracheni che combattono per la Siria –una cifra  superata  soltanto da quella dichiara da un signore dell’ “US Institute of Peace” (Istituto USA della Pace) che pone l’ammontare a circa 13 miliardi di sterline.

E  tutto questo denaro presumibilmente arriva da un paese la cui economia è stata fatta a pezzi dalle sanzioni? Non ci vuole un cervello sottile per calcolare che se l’Iran intende ancora fabbricare armi nucleari – la linea israeliana – e ha così tanto denaro da spendere a piene mani per i suoi alleati, allora rimane una minaccia di gran lunga maggiore per Israele e gli stati sunniti che al-Nusra o l’Isis o qualsiasi altro gruppo di folli islamisti nella regione. E quindi i Qatarioti entrano oggi ufficialmente nella campagna per “pulire” gli uccisori di al-Qaida che fanno parte di al-Nusra. Una teoria della cospirazione, naturalmente.

Riflettete. Leggete le parole del Ministro degli Esteri del Qatar, Khaled al-Attiyah, in un’intervista a Le Monde del mese scorso. “Siamo chiaramente contro ogni estremismo,” ha affermato, “ma, a parte Daesh (l’Isis), tutti [sic] questi gruppi stanno combattendo per abbattere il regime di Assad. I moderati non possono dire il Fronte Nusra…’Non opereremo con voi’. Dovete guardare la situazione ed essere realisti”.

In  altre parole, l’unico scopo di al-Nusra è quello di distruggere il regime di Assad e, quindi, sta dalla stessa parte dei “moderati” e meritevoli dello stesso aiuto militare. Se i “moderati” non possono dire ad al-Nusra, “Non opereremo con voi”, allora come potrebbero farlo gli Stati Uniti?

I rapporti di intelligence inviati al governo francese hanno registrato gli attacchi aerei statunitensi contro l’Isis che hanno evitato di danneggiare le posizioni tenute da al-Nusra. Quando l’Isis è arrivata con migliaia dei suoi combattenti per assaltare Palmira il mese scorso – per la maggior parte in pieno giorno – nessun aereo statunitense è apparso nei cieli siriani. E tutto questo quando i piloti statunitensi stavano tornando da quasi il 75% delle loro missioni contro l’Isis con le bombe ancora a bordo perché non sapevano trovare gli obiettivi da colpire.

Non bisogna essere giornalisti, non parliamo poi teorici della cospirazione, per vedere  i segnali di allarme intorno alla notizia della “guerra al terrore” in Siria.  Alcuni dei terroristi presto diventeranno i nostri terroristi – purché combattono allo stesso tempo i terroristi anche più orribili e i terroristi di Assad. Tutto quello di cui hanno bisogno sono altro denaro e altre armi. E scommetto che le otterranno, per gentile concessione  dei vecchi Stati Uniti d’America. Non menzionate la parola cospirazione.

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo www.znetitaly.org

Fonte: https://zcomm.org/znet/article/america-siding-with-terrorists-like-al-nusra

Originale : The Independent, http://www.independent.co.uk/voices/comment/america-siding-with-terrorists-like-alnusra-its-not-a-conspiracy-theory-10319370.html

Traduzione di Maria Chiara Starace (revisione a cura del Centro Studi Sereno Regis)16 giugno 2015
http://znetitaly.altervista.org/art/17711


 

http://www.independent.co.uk/voices/comment/america-siding-with-terrorists-like-alnusra-its-not-a-conspiracy-theory-10319370.html

America siding with ‘terrorists’ like al-Nusra? It’s not a conspiracy theory

History suggests otherwise, as well as intelligence report

Robert Fisk , 14 June 2015

 

No apologies for returning today to the strange case of the “moderate” Jabhat  al-Nusra rebels, the throat-cutters and executioners who are playing the anti-Isis card to woo the US.

Their leader, you may recall, told Qatar’s Al Jazeera channel that his al-Qaeda affiliated warriors will oppose both Isis and Bashar al-Assad – and even protect Syria’s Christian and Alawite minorities. The usual American nomenklatura are telling the world this is tosh. It’s the “conspiracy theorists” who are to blame, they say, for suggesting that the US might send barrel-loads of new weapons to such men. No. The US would never deal with those who are on its infamous, though pointless, “terrorist list”. Besides, Qatar would never promote these killers as moderates – would they?

Well, first, let’s take another look at all these conspiracy theorists. By chance, that inestimable French journal Le Monde Diplomatique this month carries a wodge of articles under the title “Did you say conspiracy?”, painfully dissecting how many false-flag stories turned out to be true. There’s the Mukden incident, for example, a 1931 Chinese attack on imperial Japan which turned out to be a Japanese attack on China and led to the Japanese invasion of Manchuria, the Rape of Nanking, et al.

Then there’s the 1933 burning of the Reichstag which might have been started by the Nazis rather than the communists; the successful – and real – CIA-MI5 plot to overthrow Iran’s elected Prime Minister Mohammad Mossadegh, in which bombs were supposedly planted by (yet again) communists; Israel’s 1954 “Operation Susannah” in which Israeli-organised attacks on UK and US buildings in Cairo were blamed on Egyptian nationalists; and the 1964 Tonkin incident, when America reported totally imaginary North Vietnamese attacks on a US warship, which led to the very real launching of the Vietnam War. Interestingly, Latin America provides even more proof of real US plots: Guatemala, Brazil, Chile, Argentina, Nicaragua, Cuba, you name it.

The French monthly also carries a very fair critique of those who believe George W and his chums engineered the 9/11 attacks – as if a US president who screwed up everything he ever did in the Middle East was capable of bringing down the World Trade Centre – and of the Arab world’s obsession with Western conspiracies that allow dictators and nations to duck their own responsibility for terrible events.

Thus, the lie that a female Israeli official had sex with Arab leaders to blackmail them into supporting pro-Israeli policies; the perpetrator of this nonsense, the Egyptian newspaper Al Masry Al Youm, later apologised – but, courtesy of the internet, the lie is still repeated.

Western powers, Arabs are told, conspired to create the 2011 Middle East revolutions to produce instability and civil war in the Arab world. The Americans planned the insurgency against Assad and the coup against Mubarak – the former to rid Israel of its most powerful neighbour, the latter intended to bring the Muslim Brotherhood to power and “diminish the greatness of Egypt”. Egyptian activists protesting the brutality of the coup’s winners – the army – are accused of taking money from Western intelligence agencies to further their cause. Even Brigadier-General-President al-Sisi believes this stuff. Algerians still claim that the French Deuxième Bureau (an institution that ceased to exist in 1940) is today the puppeteer behind all Algerian political movements.

So I join, I think, the average reader of The Independent in responding to this tomfoolery with a great English expression: what a load of old cobblers! But wait.

When I was in Syria a few days ago, I heard several times that the Iranians, who have lost their own men defending the Assad regime, are stingy when it comes to economic assistance. One source in Damascus told me that they demand guarantees of real estate on any expenditure for the Syrian military. I don’t know if this is true, but just take a look at the latest estimates of the extremely undistinguished UN special envoy Staffan de Mistura who now announces that Iran spends, as much as £4bn a year on the Syrian regime – excluding, by the way, the cost of Iranian military personnel, the Hezbollah and Iraqi Shias fighting for Syria – a figure only outdone by a gentleman at the “US Institute of Peace” who puts the amount close to £13bn. And all this money supposedly comes from a country whose economy has been broken by sanctions? It doesn’t take a pea-brain to work out that if Iran still intends to manufacture nuclear weapons – the Israeli line – and has so much money to splurge on its allies, then it remains a far greater threat to Israel and Sunni states than al-Nusra or Isis or any other crackpot Islamists in the region. And thus the Qataris are today officially joining the campaign to “clean” the al-Qaeda killers of al-Nusra. A conspiracy theory, of course.

Think again. Read the words of the Qatari Foreign Minister, Khaled al-Attiyah, in an interview

with Le Monde last month. “We are clearly against all extremism,” he stated, “but, apart from Daesh [Isis], all [sic] these groups are fighting to overthrow the [Assad] regime. The moderates cannot say to the Nusra Front … ‘We won’t work with you’. You have to look at the situation and be realistic.”

In other words, al-Nusra’s sole aim is to destroy the Assad regime and, ergo, it is on the same side as the “moderates” and worthy of the same military assistance. If the “moderates” can’t say to al-Nusra, “We won’t work with you”, then how could the US?

Intelligence reports to the French government have been recording US air strikes against Isis that have avoided endangering positions held by al-Nusra. When Isis arrived in its thousands to assault Palmyra last month – for the most part, in broad daylight – not one US plane appeared in Syrian skies. And all this when US pilots have been returning from almost 75 per cent of their missions against Isis with bombs still on board because they couldn’t find targets.

You don’t have to be a reporter, let alone a conspiracy theorist, to see the warning lights around the “war on terror” story in Syria. Because some of the terrorists are soon going to be our terrorists – as long as they fight the even more horrible terrorists and the Assad terrorists at the same time. All they need is more cash and more weapons. And I bet you they’ll get them, courtesy of the ol’ US of A. Just don’t mention the word conspiracy.

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