Noi siamo con voi. Manifestazione di solidarietà alle vittime della persecuzione religiosa

mercoledì 10 giugno 2015 – ore 20.00
piazza Palazzo di Città, Torino, 

Promossa da esponenti delle comunità religiose, dei movimenti per la pace e della società civile di Torino e del Piemonte. Con il patrocinio e il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte.

La manifestazione si svolgerà in solidarietà con le vittime delle persecuzioni religiose attualmente in atto. Sarà una marcia silenziosa che partirà da piazza Palazzo di Città, di fronte al Municipio, attraverserà Porta Palazzo e si concluderà presso l’Arsenale della Pace, sede del Sermig, dove prenderanno la parola per una breve testimonianza i vari esponenti religiosi e i rappresentanti delle altre realtà: in totale una ventina di interventi.

Tra i promotori il MIR-MN Piemontese e il Centro Sereno Regis.

Si tratta di una importante iniziativa che vede insieme, forse per la prima volta i rappresentanti di tutte le comunità religiose presenti nella nostra città, unite in un momento di solidarietà con le vittime della violenza e per riaffermare, aldilà delle numerose e profonde differenze, non solo religiosa, ma anche di visione culturale e politica, il valore del rispetto reciproco e della tolleranza. Non mi sembra poco visti i tempi che corrono.

Invito pertanto a partecipare; una forte presenza di popolo servirà a dare un segnale che lo spirito della pace e della nonviolenza è più forte delle “sirene” di chi vorrebbe portarci allo “scontro di civiltà”.

PARTECIPANO E CONCORRONO A PROMUOVERE L’INIZIATIVA (elenco parziale):

Religions for Peace – Interdependence – Manifesto di Torino – Centro di cultura italo-araba Dar al Hikma – Movimento Internazionale della Riconciliazione – Movimento Nonviolento – Comitato Interfedi del Comune di Torino

Comunità Ebraica di Torino – Chiesa Valdese di Torino – Chiesa Ortodossa di Torino – Chiesa Cattolica, Arcidiocesi di Torino – Sermig – Movimento dei Focolari – Centro Culturale Piergiorgio Frassati – Piccola Casa della Divina Provvidenza – AGESC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) – Forum delle Associazioni Familiari – Alleanza Cattolica – Movimento Cristiano Lavoratori – UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti) – UCIIM (Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori, Formatori) – ASAI (Associazione Animazione Interculturale) – UCOII (Unione delle Comunità Islamiche d’Italia) – Giovani Musulmani d’Italia – CO.RE.IS (Comunità Religiosa Islamica) – Moschea Omar Ibn al Khattab di via Saluzzo – Istituto Islamico Moschea della Pace – Centro Interculturale e Moschea Mecca – Moschea Medina – Unione Buddhista Italiana – Centro Milarepa – Centro Studi Maitri Buddha – Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai – Unione Induista Italiana – Comunità Baha’i – Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni

Centro Studi Sereno Regis – Istituto Salvemini – FIDAPA -Centro Italiano Femminile – Associazione Internazionale Regina Elena – Nuova Generazione”

Non è lecito uccidere in nome di Dio

né in nome di una religione o di un’ideologia  

Le religioni siano luoghi di misericordia e di speranza, dove ognuno possa sentirsi accolto, amato e perdonato; perché l’amore riempie i vuoti e colma le voragini che il male apre nei cuori.

Noi siamo qui perché il futuro non sia modellato da una semina di morte, ma da una rispettosa convivenza e da una rinnovata fraternità.

Noi siamo qui per opporci all’ingiustizia, ai conflitti etnici e sociali, agli orrori della guerra, alla negazione dei diritti; per uscire dalla paura dell’altro, del diverso, di chi ha un’altra fede.

Noi siamo qui perché non ci riteniamo autosufficienti e padroni della nostra vita; ma ci sentiamo chiamati all’accoglienza e a farci artefici di giustizia e di pace.

Noi siamo qui perché il dialogo tra persone di differenti fedi è testimonianza di fede autentica.

Noi siamo qui perché sappiamo che la disperazione contribuisce a fomentare l’odio e la violenza.

Noi siamo qui per non nominare il nome di Dio invano, e non offendere alcuna fede facendo violenza a sé e ad altri. Per essere in fraternità con quanti, a causa della loro religione, vengono umiliati e uccisi.

Ecco perché siamo qui. Perché solo così si ricomincia a essere credenti. È attraverso il nostro personale impegno che la vita si rinnova, creando echi.

Perché solo così si paga, umanamente, il dolore e si attinge, al di là di esso, a una gioia rimasta.

Solo così chi crede comprende, ora più che mai, di esserci.

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