Marcelo di fronte ad un mondo di banchieri e guerrafondai – Recensione di Cinzia Picchioni

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Wim Dierckxsens, Marcelo di fronte ad un mondo di banchieri e guerrafondai, autorinediti, Napoli 2013, pp. 96, s.p.

Per volontà dell’autore, i proventi della vendita del libro saranno convogliati verso i progetti che l’Associazione Sulla Strada promuove a favore di bambini indigeni guatemaltechi: www.sullastradaonlus.com

Da leggere insieme

A 3 anni di distanza dall’altro – Susanna e il mondo del denaro – esce questo libro, il cui protagonista ha 15 anni, e, come la protagonista dell’altro, si fa domande e cerca risposte, e, come nell’altro libro, è un nonno che lo aiuta nella sua ricerca. Fa specie che il ragazzo è del Costa Rica – come anche Susanna – uno dei pochi Paesi del mondo che non ha un esercito, perché il libro tratta proprio di guerra, di armi, di legami con l’economia.  L’argomento – come recita il titolo – è “pesantuccio”, e non è un caso che i banchieri siano assieme ai guerrafondai. Leggendo si scoprono realtà terribili:

“La caduta delle Torri Gemelle nel 2001 è stato l’incredibile mezzo impiegato per arrestare l’avanzata del capitale finanziario globale e dinamizzare il vecchio complesso militar-industriale statunitense. […] “Cosicché i guerrafondai hanno approfittato dell’attentato dell’11 settembre per fomentare il nazionalismo statunitense!””, p. 63.

“i Rothschild e i Rockfeller sono in due blocchi di potere diversi! I Rothschild con le loro banche finanziarie sono più globali e le banche commerciali del gruppo Rockfeller più nazionali […] David Rockfeller [è stato] il presidente della gigantesca Chase Manhattan. Il loro legame con l’industria militare è molto diretto. […] i Rockfeller lavorano con il Pentagono […] i Rotschild controllano i principali mezzi di comunicazione tra cui la CNN, la BBC, la Reuters […] controllano anche la NATO”, p. 56

Nato non è una bella parola

Lo sappiamo che cosa significa? Forse no, se abbiamo 15 anni, eppure continuiamo a sentir ripetere questa parola (che fa pensare a un bambino, ma invece è l’acronimo di North Atlantic Treaty Organization, cioè “Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord”). Così la NATO riunisce gli Stati Uniti ai loro alleati europei – solo quella parte dell’Europa che “ha a che fare” con l’Atlantico del Nord, ovviamente…

Pigs invece non vuol dire “maiali”

Portogallo Irlanda Grecia Spagna, ecco che cosa vuol dire la sigla. Sono i paesi indebitati, cui le banche creditrici hanno cambiato i “pagherò” in beni e attività produttive (in realtà un modo per appropriarsi dell’economia civile dei paesi debitori). Marcelo, sapendo che “pigs” significa “maiali”, dedusse che forse c’è una doppia intenzione nell’uso della parola, ma si chiede anche “chi sono i veri maiali”? Perché scopre che quando i paesi non riescono a pagare il debito esiste una sorta di “assicurazione” che può “assestare un colpo finanziario a un paese o anche a vari paesi per volta”. E ora è il momento dei pigs (lo vediamo molto da vicino, in Grecia).

Zanotelli nella Prefazione…

Alex Zanotelli (che non ha bisogno di presentazione) ci informa che nel 2012 nel mondo sono stati spesi 1.753 miliardi di dollari in armi – nel 2011 erano 1.740 (3,3 milioni di dollari al minuto, 198 milioni di dollari ogni ora, 4,7 miliardi di dollari al giorno). “È la finanza il cuore del nostro Sistema economico-finanziario. E la relazione fra finanzieri e guerrafondai è strettissima. È quanto Dierckxsens spiega, in maniera brillante, a Marcelo, ai giovanissimi. Tutti lo possono capire”, p. 9

Dell’Olio nella Postfazione

Tonio Dell’Olio (di Libera, fra gli altri ruoli) ha scritto questa specie di “Piano d’azione” per tutti i ragazzi e le ragazze che leggano il libro:

“Tu invece hai scelto la curiosità come metodo e questo ti salva. Ti libera e ti spinge a farti strumento di liberazione per gli altri. Sì, perché tutto nasce nel cervello e nell’anima. Sapere e saper essere, sapere e saper fare, sapere e saper stare. Mai contro e sempre con. Mai contro e sempre per. Per la giustizia e la pace. […] ti chiedo di sentirti un pulviscolo di polvere che si mette dentro gli ingranaggi del mondo dei banchieri e dei signori della guerra. Un pulviscolo che può rallentare e diminuire il loro impatto nefasto sul mondo degli ultimi, sulla pelle dei più poveri, sui senza voce e senza diritti. […] Tu intanto scrivi e racconta perché la verità si fa strada da sé”, pp. 94-95.

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