Manuale pratico della Nonviolenza – Recensione di Cinzia Picchioni

Michael N. Nagler, Manuale pratico della NonviolenzaMichael N. Nagler, Manuale pratico della Nonviolenza. Una guida all’azione concreta, edizioni GruppoAbele, Torino 2014, pp. 128, 12,00

5 passi facili

Sì, certo (per chi lo ha riconosciuto), faccio riferimento a Cinque pezzi facili, il pluripremiato film del 1970 con Jack Nicholson. E perché? Perché nel libro presentato questa settimana ci sono 5 consigli per mettere in pratica la nonviolenza – come promette il sottotitolo: «Una guida all’azione concreta». E siccome a me piace sempre ciò che permette l’immediata messa in pratica (e non solo lunghe riflessioni che di solito rimandano all’infinito il «cominciare»), ho notato subito – da p. 57 – le cinque pratiche proposte, e mi sono sembrate davvero facili, da poter fare subito:

elaborare un progetto e metterlo in atto (non era all’inizio dell’elenco, ma mi è sembrato che già decidere di mettere in atto i cinque consigli fosse la realizzazione in sé di questo passo, perciò l’ho messo al primo posto)

non affidarsi alle informazioni dei media (ricordate che una volta si diceva «L’ha detto la tv… sarà vero!», ecco, ora è vero il contrario: non credete a quello che sentite in tv, radio, stampa, web!)

apprendere la nonviolenza (questo consiglio fa il paio con il precedente: invece di ascoltare/leggere/vedere le falsità, occupate il tempo studiando ciò che riguarda la nonviolenza, per impararla, praticarla, diffonderla)

iniziare una pratica spirituale (questo è il mio consiglio preferito: senza trasformazione personale non ci sarà una trasformazione collettiva, poiché tutto è composto da singoli individui. Se ognuno cambiasse se stesso, cambierebbe tutto. Ecco perché anche Nagler ha messo questo consiglio fra le pratiche per una vita nonviolenta (e non solo una marcia)

prestare maggiore attenzione agli altri (c’è scritto di telefonate invece di scrivere, meglio ancora: prendere un tè insieme. In un tempo in cui ci si lascia con un sms e si guardano i nipoti con skype – anche quelli vicini – mi sembra una buona riflessione da fare).

L’autore conclude l’elenco con queste parole piene di speranza: «Questi passi ci aiutano a predisporci a una vita nonviolenta. […] provocheranno un cambiamento nel mondo, poiché il nostro modo di vivere influisce sull’ambiente che ci circonda, anche se non facciamo nient’altro. Ma noi faremo anche altro», p. 59.

Ahimsa, paramo dharma

L’altro grande amore della mia vita – lo yoga (l’altro è il cinema, citato qui sopra) – mi ha permesso di riconoscere queste parole, che in italiano possono tradursi con: «La nonviolenza è la legge suprema, il fondamentale principio portante dell’universo», questo disse Gandhi. Il piccolo-grande libro riporta un’interessante Appendice, tutta di citazioni, con la pagina di riferimento. Quasi un «bigino», per non dimenticare quello che abbiamo letto, espresso con molte più parole. Degli «aforismi» che possono esserci d’aiuto mentre pratichiamo il terzo «passo facile», apprendere la nonviolenza. Vedete tutto alle pp. 105-8.

Nanni Salio apre, un colonnello chiude

Fra i pregi di questo libro c’è senz’altro la lunga – per fortuna – Prefazione di Nanni Salio, intitolata, con parole gandhiane, Antica come le colline. Ringrazio veramente le edizioni GruppoAbele per l’opportunità di leggere questo «ampio saggio introduttivo di Nanni Salio, storico esponente nonviolento e animatore del Centro Studi Sereno Regis di Torino». Esatto, «animatore» nel vero senso della parola: è l’«anima» del suo progetto (lui sì che ha seguito il primo «passo facile», che forse all’inizio non era per niente facile!)

Sorprende poi trovare, come Prefazione all’edizione americana (qui tradotta e impaginata alla fine), un brano di Ann Wright, una donna colonnello (si dirà colonnella?) dell’esercito statunitense, insignita dell’“Award for Heroism” del Dipartimento di Stato americano. Ma come, un militare che scrive la Prefazione di un manuale di Nonviolenza? Sì, e capiamo perché nelle sue parole, con cui si chiude il libro, subito prima della Bibliografia:

«So riconoscere il coraggio quando lo vedo, e ho riscontrato più coraggio nei valorosi e decisi cittadini citati negli esempi del professor Nagler […] che negli individui armati fino ai denti scatenati contro di loro. Quel coraggio, unito alla conoscenza del corretto uso della nonviolenza, che questo libro mette a disposizione, è una buona ricetta per un mondo di pace e giustizia. Spero che molta gente lo utilizzi per aiutarci a costruire quel mondo», p. 111.

Tanti amici…

In Bibliografia (curata – per i titoli in italiano – proprio dal Centro Studi Sereno Regis di Torino) troviamo fra gli altri/le altre: Johan Galtung, Tonino Drago, Renzo Dutto, Anna Bravo, Alberto L’Abate, Giuliano Pontara, Nanni Salio, Elena Camino, Angela Dogliotti… e un Indice analitico piccolo ed efficace che impreziosisce il tutto.

amici della Terra

Grazie alla scelta di stampare il libro su carta Lenza Eco, anche gli alberi e il pianeta ringraziano.

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