Hitler e Stalin: due europei – Johan Galtung

Hitler riguardava la razza, Stalin la classe. Le loro teorie erano basate su una contraddizione: ariani contro non-ariani per l’uno; lavoratori contro capitalisti/proprietari terrieri per l’altro. I mali dei loro paesi derivavano dalle contraddizioni in cima alle rispettive piramidi verbali. In quanto intellettuali occidentali cercarono di spiegare molto da un singolo assioma. Così, per Hitler i bolscevichi e i plutocrati erano entrambi per lo più ebrei.

Hitler e Stalin

Le loro utopie erano prive di contraddizioni, per ripulitura; etnica per Hitler, di classe per Stalin. Solo ariani; tutti gli altri uccisi-espulsi-marginalizzati dal potere del NSDAP, Partito Laburista Tedesco Nazional-Socialista, per l’uno; tutti i capitalisti/proprietari terrieri uccisi-espulsi-marginalizzati dal potere dell’avanguardia del proletariato CPSU(B), il Partito Comunista dell’Unione Sovietica (Bolscevico) per l’altro.

Così simili che ci si può chiedere: si imitavano a vicenda? Come gli eserciti che diventano simili col combattimento, così anche le macchine per rimodellare le società nella guerra civile europea del 1917-1945 (più o meno qualche anno?).

C’è un’altra spiegazione, migliore: se la teoria è piramidale, lo è anche la pratica, il marchingegno politico. Il potere ultimo dovrebbe stare nelle mani di coloro diplomati come detentori ultimi della verità. Quelli socialmente più in basso devono imparare le verità minori, specifiche, e attuarle.

Questa identità di stampo, isomorfismo, fra le piramidi teorica e pratica provenivano dalla stessa fonte in Germania e in Russia: le chiese, di due opposti cristianesimi: la verità per rivelazione, articoli di fede, comandamenti in cima; attuati da piramidi con popi-patriarchi in cima.

Stalin venne perfino formato come prete ortodosso, passando da Cristo che rivela la verità su Dio il Padre, a Marx che rivela la verità sulla Storia. E Hitler? Vi ebbero un ruolo importante il rabbioso antisemitismo e cristianesimo assiomatico (il catechismo) di Martin Lutero. Perché tedeschi? Molto dotati in assiomatica – una dittatura ne segue facilmente per isomorfismo.

Due secolarismi genocidi versati in vecchie bottiglie di chiesa.

Essendo così profondamente simili nella forma, perché non alleati – eccetto per la ventura Ribbentrop-Molotov per dividere la Polonia neutrale, fra l’Europa Centrale e Orientale [i] –contro l’Occidente, contro l’Inghilterra e la Francia?

Perché erano profondamente diversi nel contenuto. Hitler, nazional-socialista, aveva bisogno dei capitalisti nazionali per finanziare la Germania in ricostruzione dopo la 1^ guerra mondiale e [il trattato di] Versailles e la colonizzazione dell’URSS; Stalin, nazional-socialista, aveva bisogno dei comunisti di ogni razza-fede-nazione per ricostruire l’URSS devastata dopo la 1^ guerra mondiale e [il trattato di] Versailles (cui non fu invitata) e per la 2^ guerra mondiale – attaccata due volte dalla Germania in cerca di colonie. Hitler usò il capitalismo – per la sua Blitzkrieg, aveva bisogno di benzina e di camion e li ottenne dal capitalismo USA, la ESSO (Exxon), Ford-General Motors in Germania, e dall’URSS! – Stalin lo distrusse.

Per Hitler, l’Inghilterra era ariana come i nordici; un possibile alleato? Per Stalin, l’Inghilterra era condannata dalle contraddizioni del capitalismo.

Così, il 22 luglio 1941 la Germania con Romania-Ungheria-Croazia-Slovacchia-Finlanda-Spagna invase l’URSS; 4.5 milioni di soldati, 7.5 volte i 600.000 di un altro psicopatico, Napoleone, nel 1812 (solo il 10% tornò). 90% delle perdite di Hitler furono all’Est. L’URSS vinse la guerra (nonostante 26 milioni di morti); la Normandia fu uno spettacolo collaterale. Molto di ciò fu per l’Ucraina, una colonia agricola per gli uni, fonte extra d’alimenti attinta per alimentare l’industrializzazione per gli altri[ii].

Hitler voleva che la Germania fosse una collettività, “un organismo nazionale unito come un corpo – rispondente alla volontà di Hitler”[iii], un Volk, con Volks-Geist, Wille, Körper; Stalin voleva mezzi di produzione collettivizzati. Entrambi ebbero successi a breve termine con le guerre e i piani quinquennali, ma prevalse l’individualismo europeo. Per Hitler, l’individualismo era ebraico; Stalin usò gli ebrei se gli servivano. Per tutti e due, la forte nazione e classe avevano il diritto e il dovere d’uccidere nelle loro nicchie. Un input inglese per entrambi, il darwinismo sociale; né razza né classe, ma natura, evoluzione.

Hitler: “Se ho il diritto di versare prezioso sangue tedesco, ho naturalmente il diritto di distruggere milioni di uomini di razze inferiori”[iv].

Non spiegò mai come razze inferiori potessero creare il capitalismo inglese e il comunismo sovietico ma sperava che uccidere gli ebrei – shoa – avrebbe ucciso l’uno e l’altro.

Le loro teorie avevano quello di cui hanno bisogno i leader per capeggiare: analisi, obiettivi, politiche; da una realtà percepita come vittima di forze maligne a un’utopia splendente. Tale percorso si dipanò fra milioni di uccisioni, per entrambi.

Come farlo? Sparatorie, campi-per-farli-marciare-lavorare-fino-alla-morte, e camere a gas? Soprattutto morte di stenti: assediare, privare di cibo. Di nuovo i due furono simili: si aggiungano “i sette milioni di cittadini sovietici che perirono di denutrizione nei primi anni 1930 mentre i capi sovietici portarono sotto controllo collettivo le aziende contadine” alla politica nazista di “affamamento di Leningrado che nei primi anni 1940 causò la morte di quattro milioni di cittadini sovietici”[v]. L’Ucraina lo subì due volte; niente cibo per la gente nell’Ucraina occupata, e la Russia e Stalin che affamarono i “kulaki” in Ucraina: in profonda sofferenza come “proprietari terrieri” e come “razza inferiore”.

Snyder: “Quasi metà delle vittime dell’Olocausto morì sparata”; “Nel contesto fra Berlino e Mosca per le terre fra di esse – più persone furono uccise per stenti che con ogni altro metodo”.

E Churchill? Non aveva un’opinione univoca su razza o classe. Churchill era per razza e classe, la sua razza bianca e la sua classe superiore con l’Inghilterra in cima al mondo. Il suo strumento fu anche l’affamamento di non-bianchi lontani dove era massima la minaccia all’Impero: l’India (vedi Amartya Sen[vi]). Importa di meno, non essendo nella nostra Europa? Ecco dove alza la sua brutta testa il razzismo dicendo: “Eccomi“. Lo si combatta, il provincialismo europeo non è congruo in un mondo che si va globalizzando.

Dall’Europa provennero colonialismo-imperialismo, bolscevismo, fascismo-nazismo; guerre molto importanti. Importa la democrazia contro la dittatura, ma perfino i peggiori colonialismi – il Congo – provennero da democrazie, come pure le guerre. Perché?

  • L’idea di sacralità di tutta la vita c’è sì, ma non è al vertice.
  • Al vertice ci sono astrazioni, sistemi, essenze; esplicative di tutto.
  • Chi controlla la teoria controlla un corpus mysticum di pratiche.
  • Impunità per le uccisioni per cause strutturali e dirette a distanza; bombardamenti, fame.
  • La psicopatologia della superiorità narcisista e della sicurezza paranoide.

Si ponga la vita-natura allo stesso alto livello di democrazia-diritti umani; si trattino gli altri da uguali; si costruisca la pace con la cooperazione – per un’Europa pacifica. In avvento.

NOTE:

[i]. Invasa dalla sconfitta Germania il 1° settembre 1939, usata per l’inizio della seconda guerra mondiale, l’URSS la invase il 17 settembre.

[ii]. L’enorme sofferenza dell’Ucraina per via di due politiche simili pone la Russia d’oggi nel ruolo dell’URSS e USA-UE nel ruolo della Germania (la Germania d’oggi opta per un terzo ruolo più pacificatore). La colonizzazione USA-UE giunge come conquista di un’economia di debito per servire i prestiti per finanziare il servizio ai prestiti.

[iii]. [email protected] 6 febbraio 2015.

[iv]. Richard A. Koenigsberg, Nations have the Right to Kill: Hitler, the Holocaust and War, [Le nazioni hanno il diritto di uccidere: Hitler, l’Olocausto e la guerra] Library of Social Sciences.

[v]. Si veda l’eccellente recensione di quattro libri in tal merito di Timothy Snyder, “Stalin & Hitler: Mass Murder by Starvation” [“… : assassinio di massa affamando”], The New York Review of Books, 2012 (http://www.nybooks.com/articles/archives/2012/jun/21/stalin-hitler-mass-murder-starvation/ ).

[vi]. e Dreze, Overview: Struggling to Rebuild from 1947 to 1979 [Lo sforzo di ricostruzione dal 1947 al 1979]. “Prima della colonizzazione britannica l’India era più prospera e sviluppata che la Gran Bretagna” ma aveva subìto “oltre 100 milioni di morti” & “altre decine di milioni da allora”. Vedi la nota [iii].

23 marzo 2015

Traduzione di Miky Lanza per il Centro Studi Sereno Regis

Titolo originale: Hitler and Stalin: Two Europeans

https://www.transcend.org/tms/2015/03/hitler-and-stalin-two-europeans/

Una replica a “Hitler e Stalin: due europei – Johan Galtung”

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