Criminalizzare la guerra: venti raccomandazioni – Johan Galtung

1. L’articolo 9 della Costituzione giapponese o qualcosa del genere per tutti gli stati: ‘…rinunciare per sempre alla guerra come diritto sovrano della nazione e alla minaccia o all’uso della forza come mezzo di comporre le dispute internazionali’.

2. L’articolo 28 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (DUDU) che criminalizza la guerra: ‘un ordine sociale e internazionale in cui i diritti e le libertà esposti in questa dichiarazione possano essere pienamente realizzati.

3. Articolo 3 della DUDU: “Ognuno ha il diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona”; dovrebbe valere anche per aggressioni transfrontaliere di qualunque tipo.

4. Autorità locali, regioni, ONG, organizzazioni inter-governative e aziende transnazionali con la capacità e l’intenzione di farlo dovrebbero anch’essi ricevere e attivare diritti umani.

5. L’autodifesa contro aggressioni lesive di diritti umani è un diritto umano, soggetto allo jus ad bellum-jus in bello-diritti umani, non guerra.

6. Si renda il possesso di qualunque Arma di Distruzione di Massa da parte di qualunque stato od organizzazione un crimine.

7. Si elenchino pubblicamente gli stati terroristi; da parte ONU, NAM (Movimento dei Non-Allineati) o una ONG prestigiosa.

8. Si tolga l’eccezione USA alla Corte Penale Internazionale ma non retroattivamente; si acceleri lo status di membro per la Palestina.

9. I processi per crimini di guerra devono comprendere compensazioni alle vittime e alla natura.

10. Alle punizioni per la guerra si dovrebbero aggiungere ricompense per la pace, elencando non solo i criminali di guerra ma anche i campioni della pace a ogni livello su base mondiale.

11. Si pubblichino i nomi degli uccisori in guerra, per la responsabilità individuale.

12. Si pubblichino i nomi delle vittime di guerra, per la solidarietà collettiva.

13. Si renda la propaganda di guerra un crimine come il razzismo, il sessismo, l’incitamento all’odio.

14. Si faccia un’alleanza; uguaglianza e rappresentatività di generi, nazioni e stati per ONG, organizzazioni inter-governative e aziende transnazionali come condizione per operazioni legali a livello globali, come per lo status consultivo con l’ONU e relative Agenzie.

15. Si renda un SÌ pubblico all’accettazione dello status di membro un’altra condizione.

16. Si faccia della violenza per scopi politici diversi dall’autodifesa un crimine; ciò vale anche per guerriglie e terrorismo.

17. Si renda l’omissione d’azione che possa fare una differenza nel prevenire una guerra, come ritirare pubblicamente il sostegno alla guerra o spifferare, un crimine.

18. Universalizzare la giurisdizione rendendo i crimini contro la pace, i crimini di guerra e i crimini contro l’umanità passibili di giudizio in tutti gli stati.

19. Si evitino punizioni violente per la guerra: due violenze non fanno una pace; si usi invece la pubblica confessione-contrizione-compensazione alle vittime (tripla C) e una blanda punizione di onta e colpa, eventualmente ostracismo sociale.

20. La criminalizzazione è ambigua e può anche inasprire e prolungare le guerre; dovrebbe accompagnarsi agli approcci positivi al diritto alla pace, alla rimozione delle cause di guerra e alla rimozione della guerra quale mala istituzione in termini sociali.

Che ne pensate?

18 novembre 2014
http://www.perdana4peace.org/2014/johan-galtung-criminalizing-war-twenty-recommendations/

Una replica a “Criminalizzare la guerra: venti raccomandazioni – Johan Galtung”

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