A Erri De Luca e non solo – Gianni D’Elia

Ti ringraziamo Erri per la tua presenza a Rivalta domenica pomeriggio 15 marzo, anteprima di primavera, con la tua “parola contraria” in un affollato incontro pubblico. Ti ringraziamo per la tua generosità di scrittore e artista che ha dato ulteriore voce e respiro alla lotta NOTAV. Non è pratica usuale e di questo ti siamo grati. Le tue parole contrarie, vive, consistenti sono state messe sotto accusa. Ma chi istiga alla violenza in questo paese? Chi dovrebbe essere sotto accusa in questo paese oggi, dopo l’ennesimo scandalo che riguarda le opere pubbliche di questo nostro Stato devastato dal malaffare, da chi usa le infrastrutture per portare denari ai partiti e ai potenti di turno?

ErrideLuca

 

Ti ringraziamo Erri per la tua presenza, dopo l’incontro pubblico, al nostro presidio di Rivoli in cui abbiamo trascorso tante notti e tanti giorni, a dire le nostre parole contrarie con la vigilanza, la presenza, la convivialità. Presidio da cui si parte per la condivisione della lotta Valsusina; per loro, per noi, per un’altra idea di sviluppo, di società, di relazioni. Perché la lotta NOTAV non è solo una lotta contro un treno. Ti ringraziamo per la tua presenza discreta e attenta tra un bicchiere di vino e una minestra di fagioli, tra parole sommesse, complici, solidali. Sul banco degli imputati lunedì mattina c’eri di nuovo tu, ieri e l’altro ieri c’erano altri attivisti del movimento con l’accusa di terrorismo. Ma chi terrorizza davvero la nostra convivenza civile con i furti a spese della sanità, delle scuole, dei servizi all’infanzia? Chi provoca i dissesti del territorio, chi cementifica ogni angolo possibile, chi inquina i territori provocando le peggiori malattie ?

No, noi non ci stiamo e non ci staremo. Non ci possiamo abituare a questo stato di cose. Noi continueremo a cercare le parole contrarie, a contrastare in tanti modi diversi questa ennesima grande opera inutile e imposta. Continueremo a pensare che sul banco degli imputati ci deve andare chi cerca di corrodere, con le belle e le male parole, gli spazi pubblici di partecipazione e democrazia. E insieme a te Erri riscriviamo alcune parole del tuo libro:

“L’utopia non è il traguardo ma il punto di partenza. Si immagina e si vuole realizzare un luogo che non c’è ancora.

La Valsusa si batte dal tempo di una generazione per il motivo opposto: perché il luogo ci sia ancora. Non quello immaginato da chi, pur di realizzare profitto su uno dei tanti grandi lavori, è indifferente al danno procurato alla salute pubblica. Utopia, e delle peggiori, è l’asservimento di un territorio a una speculazione dichiarata, per meglio abusare, strategica. Le perforazioni e la polverizzazione di giacimenti di amianto fanno inorridire chiunque abbia notizia del guasto micidiale di uno spargimento delle sue fibre tossiche. La mia definizione è: stupro di territorio.

La Val Susa si batte contro il disastro ambientale per scongiurarlo, per non doverlo piangere dopo. Si tratta della più intensa e durevole lotta di prevenzione popolare.

Paga questa sua volontà con una repressione su scala di massa e con la militarizzazione della sua vita civile. Una grande prepotenza pretende di schiacciare le ragioni e i corpi di una piccola vallata. Resistono da una generazione con determinazione commovente. Da commosso ho aderito alle loro ragioni aggiungendo spesso e da molti anni la mia presenza fisica alle loro manifestazioni (…) In Val di Susa il corpo reagisce e ostacola lo scavo degli acari infestanti, dei tarli rosicchianti le montagne.

La resistenza civile produce gli anticorpi necessari (…)

La rima nord e sud, Val di Susa e Lampedusa, riscatta oggi il titolo di cittadini da prepotenze che li vogliono sudditi”.

Ministro di turno Lupi in piedi ! Ing di sempre Incalza in piedi ! Giurate di dire la verità, sempre la verità niente altro che la verità, dite lo giuro.

Una replica a “A Erri De Luca e non solo – Gianni D’Elia”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *