Pillola del nuovo anno

È già febbraio e non abbiamo fatto nemmeno un buon proposito? Eccoli qua. Provengono da esperti psicologi, ricercatori e studiosi che cercano la ricetta per la felicità. Dagli studi emergono alcuni ingredienti per la felicità che molto hanno a che fare con la semplicità volontaria (ecco perché ne scrivo qui, in un’ipotetica “Pillola del nuovo anno”, come per ribadire che anche nel 2015 vivendo in modo volontariamente semplice sarà più facile essere felici; e io ne sono convinta).

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Ma torniamo alla “Ricetta per la felicità”. Ingredienti: capacità di sognare, cioè proiettare il pensiero al di là della realtà contingente, immaginando un percorso che ancora non c’è; servono poi delle potenzialità, alcune delle quali sono proprie della semplicità volontaria: intelligenza sociale (non siamo soli, quello che facciamo ha ripercussioni sull’intero pianeta); imparzialità (le risorse sono di tutti e non possiamo consumarle tutte noi!); umiltà (ammettere di avere bisogno di molto meno di ciò che pensiamo); capacità di apprezzare la bellezza (così com’è, senza volerla modificare, non esiste il “bel” tempo e il “brutto” tempo); lungimiranza (proiettare ogni nostra scelta nel futuro – impronta ecologica – e, per scegliere, rispondere sempre alla domanda “E se tutti facessero così che succederebbe?”).

Poi, in un articolo del 2009, apparso sul “Corriere della Sera”, sono apparsi “7 punti per vivere felici”, fra cui essere positivi, rilassarsi, farsi del bene, ma soprattutto “Trovate la vocazione. Prestate meno attenzione all’avere e investite di più sull’essere, dove contano di più la qualità delle relazioni e i valori vissuti”. I valori vissuti, questo è ciò che cerchiamo di fare con le “Pillole”: vivere praticamente il valore gandhiano della semplicità volontaria. Buon 2015.

Una replica a “Pillola del nuovo anno”

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