Quando impareranno i palestinesi? – Robert Fisk

Gettate un osso a un cane vecchio e certamente si metterà a cercarlo. Succede lo stesso con la richiesta “della Palestina” di aderire alla Corte Penale Internazionale. Ci dicono che è un tentativo ovvio da parte di Mahmoud Abbas di far processare Israele per i crimini di guerra a Gaza di quest’anno.

O forse una “arma a doppio taglio” – gli sbadigli sono permessi per frasi fatte di questo tipo – che potrebbe far processare anche Hamas. Israele si è indignata. Gli Stati Uniti sono stati “fortemente contrari” a una richiesta così ignobile da parte dell’anziano “sovrano” che pensa di governare uno stato che non esiste neanche.

Ma aspettate. Questa non è la notizia, vero? Certamente la versione vera è totalmente diversa. La BBC non l’ha capito. Né la CNN. Neanche Al Jazeera. Certamente, però, l’avvenimento più significativo di tutti è che i discendenti dell’OLP (Organizzazione per la Liberazione della Palestina), stroncata soltanto un quarto di secolo fa come l’organizzazione “terrorista” più pericolosa del mondo, il suo leader bugiardo Yasser Arafat, etichettato come “il nostro bin Laden” dal capo bugiardo di Israele, Ariel Sharon – in realtà vogliono RISPETTARE LA LEGGE INTERNAZIONALE!

Il cielo ci salvi da un tale pensiero, ma questi tizi – dopo tutte le passate richieste per l’estinzione di Israele, dopo tutti gli attentati suicidi e le intifade – chiedono ora di entrare in uno dei più prestigiosi organismi giudiziari della terra. Sono andati alla Corte Internazionale dell’Aja per ottenere che venisse demolito il muro dell’apartheid – hanno anche vinto e Israele se ne è fregata. Qualsiasi palestinese sano di mente, potete pensare, che avrebbe voltato le spalle a tali pacifiche iniziative.

Muro di Israele 2

Tuttavia questi miserabili palestinesi insistono, dopo il più umiliante degli insulti, a ricorrere alla legge internazionale per risolvere il loro conflitto con Israele. Eccoli di nuovo qui, cercando coscienziosamente l’adesione  alla Corte Penale Internazionale. Questi arabi non impareranno mai?

E, naturalmente, gli americani stanno minacciando di punire tale sfacciataggine. Basta con quei milioni di dollari di aiuti per i palestinesi.  Rispettate  il rifiuto di Israele di accettare qualsiasi approccio di questo tipo alla Corte Penale Internazionale da parte della “Palestina”. L’Unione Europea – specialmente Gran Bretagna e Francia – sono state d’accordo con queste sciocchezze. Israele ha già deciso di fermare più di 80 milioni di sterline  di tasse dovute all’autorità palestinese.

Il portavoce del Dipartimento di stato americano ci ha detto che il suo governo è “profondamente turbato” dalla richiesta palestinese. E’ “del tutto controproducente”, ha informato il mondo. Non fa “nulla per promuovere le aspirazioni del popolo palestinese per uno stato sovrano” – sebbene si sarebbe potuto pensare che l’adesione a un organismo giudiziario così prestigioso avrebbe fatto molto per persuadere il mondo che i palestinesi erano pronti ad addossarsi tutti i carichi dell’essere uno Stato.

Dopo tutto, i palestinesi avrebbero davvero rispettato la legge internazionale e – se questa veniva applicata in modo retrospettivo – avrebbero dovuto essi stessi portare il peso della vergogna sia dei crimini di Hamas che dei passati delitti dell’OLP. Gli Stati Uniti, naturalmente – e questo fatto stranamente non era presente nel turbinio dei servizi speciali sulla richiesta di adesione “della Palestina” – si sono essi stessi rifiutati di adire alla Corte Penale Internazionale, e con un buon motivo: infatti, come gli israeliani – anche se questo non è proprio il modo in cui tutto il guazzabuglio ci è stato spiegato – Washington è anche preoccupata che i suoi soldati e funzionari di governo vengano chiamati in giudizio per crimini di guerra. Pensate alla tortura del waterboarding, ad Abu Ghraib, al rapporto della CIA sulle torture. ..

Non c’è da meravigliarsi che Jeffrey Rathke, il ciarlatano che parla a nome del Dipartimento di Stato, dica che la richiesta palestinese “danneggia gravemente l’atmosfera” con Israele, “indebolisce la fiducia” e “crea dei dubbi sul loro impegno

(cioè dei palestinesi) per una pace negoziata”. E, ricordate, Abbas ha fatto la sua richiesta soltanto dopo che l’America aveva votato contro – aveva in precedenza usato il suo diritto di veto più di 40 volte in nome di Israele per rifiutare l’autodeterminazione della Palestina fin dal 1975 – una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU  per porre fine all’occupazione israeliana della terra palestinese entro il 2017.

Naturalmente, però, è molto semplice capire su che cosa verte tutto questo chiasso. Il mondo è stanco di assistere alle sofferenze dei palestinesi. Coloro che hanno un briciolo di umana compassione sono disgustati per il fatto di essere  calunniati   come anti-semiti o anti-sionisti (qualunque cosa sia) ogni volta che esprimono il loro sdegno per la crudeltà di Israele verso i palestinesi.

L’uccisione di più di 2.000 palestinesi l’estate scorsa, tra cui centinaia di bambini, è stato un enorme massacro. Abbiamo osservato questa mostruosità così tante volte, oramai, per la maggior parte a Gaza, che anche le nostre statistiche sono tutte piene di schizzi di sangue.

Chi ricorda ora le vittime della guerra di Gaza del 2008-2009? 1.417 palestinesi morti, di cui 313 bambini e più di 5.500 feriti. Questo è stato il conflitto su cui il neo-eletto presidente Obama non ha avuto nessuna osservazione da fare.

E chissà quale  altro vaso di Pandora insanguinato aprirebbe l’adesione alla Corte penale Internazionale?   Quel pilota di un bombardiere che nel 2202 ha ammazzato 15 civili, 11 dei quali bambini, in un condominio palestinese, per uccidere un ufficiale di Hamas, per esempio? Quello non costituirebbe un crimine di guerra? Queste offese non “danneggiano l’atmosfera” e non indeboliscono la fiducia”. Questo spargimento di sangue non è stato “del tutto controproducente”? E la colonizzazione ebraica della Cisgiordania occupata?

Certo,  sbattete in  galera per  crimini di guerra coloro che sono dietro ad Hamas e agli attacchi suicidi della Jihad Islamica. Prendete i delinquenti dell’Autorità Palestinese che torturano e uccidono i loro stessi prigionieri. Ma questo non è ciò di cui si preoccupano Israele e gli Stati Uniti, si preoccupano che, dopo mesi di discussioni, di litigi, di ricerche tra migliaia di documenti, i giuristi possano decidere che Israele – orrore degli orrori – possa dover rispondere  di se stesso  davanti alla giustizia internazionale, una cosa che nessun veto regolare degli Stati Uniti potrebbe evitare. Ora immaginate soltanto che Israele e la Palestina volessero firmare il documento di Roma. Immaginate soltanto per una frazione di secondo – che Israele e l’America insistessero che i palestinesi debbano attenersi a un trattato internazionale e diventare membri della  Corte Penale Internazionale per essere idonei a diventare uno stato. Il rifiuto di Abbas di farlo sarebbe una prova ulteriore delle sue intenzioni “terroriste”. Tuttavia quando Abbas firma davvero il documento di Roma, quando i palestinesi vogliono rispettare un trattato internazionale, devono essere puniti – sicuramente una “prima” nella storia moderna.

Posso soltanto pensare a due espressioni che calzano a pennello per questo scandalo dei politici dell’Occidente. Scompigliate la loro politica. Frustrate i loro perfidi trucchi.

L’impasse in Medio Oriente in due parole

A proposito dei quali….Avi Shlaim, uno tra i migliori storici israeliani, ha appena fatto uscire una nuova edizione della sua grande opera: The Iron Wall: Israel and the Arab World  [La cortina di ferro: Israele e il mondo arabo]. “La prospettiva di un reale cambiamento nella politica estera americana va dallo scarso all’inesistente.     scrive Shlaim. “Né c’è al momento alcuna prova per indicare che i capi di Israele siano lontanamente interessati a una genuina soluzione dei due stati… Sembrano ignari del danno che l’occupazione sta facendo alla loro società e alla reputazione del loro paese all’estero.” Ecco la cosa in due parole, vero?

Da: Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo www.znetitaly.org Fonte: http://zcomm.org/znetarticle/when-will-palestinians-learn Originale : The Indipendent Traduzione di Maria Chiara Starace

12 gennaio 2015, http://znetitaly.altervista.org/art/16718

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *