Ciao Minny – Paolo Candelari

Tra le tante belle persone che ho conosciuto in questi anni di impegno per la nonviolenza, un posto particolare spetta a Minny Cavallone.
La conobbi a metà anni ’80, nel corso della campagna di obiezione alle spese militari; una donna discreta, che non si metteva particolarmente in vista, ma sempre presente laddove c’era “da lavorare”; con lei stringemmo amicizia, io e mia moglie, e scoprimmo di avere molte cose un comune.
Di Minny ricordo la sua passione per la pace che nasceva da un grande amore per il prossimo e per tutti, come aveva insegnato Gesù nel suo Vangelo. Da questo amore per il prossimo nascevano i suoi tanti impegni personali, politici e sociali.
Impegnata nella comunità di base alla ricerca di un cristianesimo vissuto autenticamente; ultimamente la incontravo poche volte, (lei non si ritrovava nei moderni mezzi di comunicazione, era una dei pochi a non avere mail e internet, preferiva il contatto umano, personale),ma quelle poche era sempre un inconto con una persona che mi faceva sentire amico, anche se si avevano idee ed opinioni differenti, ma ci accomunava la passione per la giustizia, la pace la nonviolenza.
Ora se ne andata, discretamente, come discretamente aveva vissuto: ora sei “arrivata” cara Minny, tra le braccia di quel Dio che tu hai amato negli altri, nelle tante persone che hai incontrato , a cui hai voluto bene e per cui ti sei prodigata.
Resta a noi, che sentiamo il vuoto della tua partenza, raccogliere la bandiera che ci hai lasciato e proseguire con la stessa perseveranza, lo stesso amore, la stessa delicata e dolce passione che ci hai testimoniato.

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Una replica a “Ciao Minny – Paolo Candelari”

  1. Minny ed io ci conoscemmo a Vasto nel lontano 1971. Io andata e poi rimasta in Germania dall'estate 1972 e lei, con la famiglia a Torino. La sua dipartita mi ha toccato profondamente.
    Silvana

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