Islam e dintorni – Recensioni di Cinzia Picchioni

Samir Khalil, Quelle tenaci primavere arabe, emi, Bologna 2013, pp. 64, 5,00. Jolanda Guardi, Anna Vanzan, Che genere di islam, Ediesse, Roma 2012, pp. 208, € 12,00. Pio Filippani-Ronconi, Un altro Islam, Irradiazioni, Roma 152, 16,00

Siccome ultimamente non sentiamo parlare che di ISIS (spesso senza neppure sapere bene di che cosa si tratti); siccome ultimamente, accanto a «quelli dell’Isis» non ci sono che aggettivi orribili, tutti riferiti alle azioni degli sciagurati appartenenti alla misteriosa organizzazione; siccome credo che non si possa/debba fare «di tutta l’erba un fascio»; ho riunito in questa specie di recensione 3 libri che trattano tutti dell’islam. Per conoscere, per approfondire, per smetteral di parlare con i termini che ascoltiamo alla radio e alla televisione. Plaudo a chi ha richiesto questi titoli (Nanni Salio, sempre lui, il genio) che ora arricchiranno la Biblioteca del Centro Studi Sereno Regis. E così anche noi possiamo farci «un’altra idea».

Pio Filippani-Ronconi, Un altro IslamUn altro Islam (appunto!) raccoglie gli scritti di Pio Filippani-Ronconi che – scopro leggendo la Quarta di copertina – è «uno dei più geniali e versatili orientalisti italiani del ‘900». Il libro riporta i suoi interventi ad alcuni (dieci) Convegni, fra il 1977 e il 1991 (così i fans potranno orientarsi, ci sono anche degli inediti). Titoli? Ad esempio: Islam e Cristianesimo nel Mediterraneo o Il pensiero cosmologico nell’Islam medievale. Ma oltre a questi testi per eruditi studiosi (e per chi voglia smettere di pensare a islam=terrorismo), a me è piaciuta la Postilla: la figlia – Sveva FilippaniRonconi – ci racconta del padre alle prese con i vu cumprà che lo avvicinavano sulla spiaggia di Ostia. E dello stupore nel sentire l’uomo parlare perfettamente la loro lingua; e della volontà di regalargli la merce che avevano invano tentato di vendergli… A p. 151, quasi alla fine del libro, la figlia dell’autore scrive che il confronto con l’Islam è una necessità ineludibile e che «Molti ne parlano, pochi vanno oltre la sommaria definizione di “integralista” […] Pochi conoscono realmente l’immensa ricchezza dei suoi santi, pensatori, poeti, scienziati e di tutti coloro che hanno cercato l’Unico Dio […]».

untitledChe genere di islam (titolo geniale, perché «genere» non è, in questo caso, sinonimo di «tipo», è proprio il «genere»: maschile, femminile, neutro…), è scritto da due donne per una collana dal titolo significativo: sessismoereazzismo (sì, tutto attaccato e tutto minuscolo): «L’attribuzione di identità stereotipate ha imprigionato donne e “culture altre” nel ruolo loro assegnato, a baluardo delle identità nazionali e al centro dello scontro tra Occidente e Oriente […]». Il libro ha un sottotitolo eloquente: Omosessuali, queer e transessuali tra shari’a e nuove intepretazioni; e «offre una panoramica ampia ed esaustiva, spesso dissacrante e provocatoria, del rapporto omosessualità-islam». Interessante la Bibliografia – con libri e articoli scritti in lingue occidentali, in lingua araba, persiana, urdu; con l’elenco di quali edizioni del Corano sono state consultate, una Sitografia e (finalmente! Speriamo che diventi un’abitudine) una Filmografia.

Samir Khalil, Quelle tenaci primavere arabeQuelle tenaci primavere arabe, un po’ come il primo libro presentato questa settimana, riporta le parole – rivedute, ampliate, aggiornate dall’autore – di una conferenza tenutasi all’Arsenale della Pace di Torino, il 23 febbraio 2013. Chi parlava – chi scrive – è un islamologo di fama mondiale, gesuita egiziano che insegna a Beirut e a Roma. Il libro rientra nella Collana «Segni dei tempi», piccoli testi per capire i nostri giorni, ideata dalla emi. Fondamentalmente speranzoso, l’autore conclude il libro con parole profetiche: «In Europa c’è bisogno di un rinnovamento, di un’apertura sullo spirituale, e da noi arabi, nel Medio Oriente, occorre un’apertura sull’uomo. In una parola, serve un umanesimo spirituale, sia qui in Europa che nel mondo arabo. È questo ciò di cui tutti abbiamo davvero bisogno», p. 61.

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