Antica come le colline (I) – Nanni Salio

Pubblichiamo a puntate la prefazione scritta da Nanni Salio al volume di Michael Nagler, Manuale pratico della nonviolenza. Una guida all’azione concreta, pubblicato nel novembre del 2014 dalle Edizioni Gruppo Abele. Il libro è acquistabile in libreria oppure on-line qui.

La nonviolenza è antica come le montagne, e anche il dibattito su violenza e nonviolenza è altrettanto antico. In ogni situazione conflittuale, dal micro al macro, dai movimenti NO TAV, NO Dal Molin, NO MUOS, NO F 35 al movimento Occupy negli USA, dal Kossovo alle primavere arabe, dalla guerra in Siria alla minaccia di guerra civile in Ucraina, gli attori in gioco si chiedono cosa è giusto fare, con quali mezzi agire, violenti o nonviolenti, e per quali obiettivi. (1)

Breve storia delle lotte nonviolente

Gandhi era molto critico verso la storia ufficiale, intesa prevalentemente come storia di guerre. Ma al tempo stesso riteneva necessario conoscere la storia per evitare di ripetere gli errori del passato. (2) Il Novecento è stato il secolo delle guerre mondiali e di una crescente intensità della violenza, sino a mettere a repentaglio la vita stessa sulla Terra, con le armi di distruzioni di massa, ma è anche stato il secolo che ha visto le più importanti lotte nonviolente: da Gandhi a Martin Luther King a Mandela, sino alle lotte nei Paesi dell’Est europeo culminate nel 1989.

Negli ultimi tempi è cresciuto l’interesse per una storia della nonviolenza, sebbene sia ancora in larga misura poco diffusa e conosciuta. (3)

In Italia, Aldo Capitini è stato il principale interprete della nonviolenza, sia durante il periodo fascista sia negli anni seguenti. I suoi contributi di filosofia e pedagogia della nonviolenza sono tra i più importanti lavori pubblicati sinora. E dopo la marcia Perugia-Assisi del 1961, da lui promossa e organizzata, fondò il Movimento Nonviolento. Insieme al MIR (Movimento Internazionale della Riconciliazione), fondato nel 1914 a livello internazionale e nel 1952 la sezione italiana, essi sono i movimenti storici della nonviolenza italiani, tuttora attivi sebbene molto minoritari.

Anche la figura di Danilo Dolci si staglia accanto a quella di Capitini, per le sue lotte contro la mafia in Sicilia, sin dagli anni 1950, che anticiparono quelle condotte oggi dalla rete di associazioni che aderisce a Libera. L’azione educativa svolta da Dolci, centrata sul metodo maieutico, continua a essere fonte di ispirazione per coloro che operano nell’ambito dell’educazione alla pace.

La lotta contro il nucleare civile e militare è stata uno dei grandi temi dei movimenti per la pace e nonviolenti, culminata nei referendum contro le centrali nuclari, a ridosso degli incidenti di Cernobyl e Fukushima, nello smantellamentio degli euromissili in Europa, con l’accordo del 1987 e la fine della guerra fredda, e infine nella parziale riconversione della base aerea di Comiso, teatro di gran parte delle lotte di quegli anni.

L’obiezione di coscienza, prima al servizio militare e poi alle spese militari, ha caratterizzato buona parte dell’attività dei movimenti nonviolenti, dagli anni 1960 sino agli anni 1990. Oltre al riconoscimento del diritto all’obiezione di coscienza e del servizio civile alternativo, sono anche stati introdotti alcuni principi legislativi che hanno permesso di avviare una prima, seppur piccolisssima, sperimentazione di difesa civile non armata nonviolenta mediante un corpo civile di pace in Albania. (4)

NOTE

1 Su questi temi si veda: Nanni Salio, “Caro Gandhi NO TAV, e adesso cosa dobbiamo fare? “, http://serenoregis.org/2011/07/07/caro-gandhi-no-tav-e-adesso-cosa-dobbiamo-fare-nanni-salio/

Michael Nagler, 11 aprile 2012, “Occupy 2.0: La grande svolta” http://serenoregis.org/2013/01/25/occupy-2-0-la-grande-svolta-michael-nagler/

2 Vinay Lal, The History of History: Politics and Scholarship in Modern India, Oxford University Press, Delhi 2003; Johan Galtung, “Gandhi e la lotta contro l’imperialismo: cinque punti” http://kitdidattico.org/files/2011/05/Gandhi_e_lotta_contro_imperialismo_cinque_punti_Galtung.pdf

3 Anna Bravo, La conta dei salvati, Laterza, Bari 2013; Ercole Ongaro, Resistenza nonviolenta 1943-45, I libri di Emil, Bologna 2013; History of Nonviolence Interactive Wiki Textbook

historyofnonviolence.wiki.lovett.org/Nonviolent+

Si veda anche il database globale sull’azione nonviolenta – Ken Butigan, http://serenoregis.org/2011/10/07/lanciato-un-database-globale-sullazione-nonviolenta-ken-butigan/

4 IPRI, a cura di, Movimenti per la pace, 3 voll., EGA, Torino 1986-1989; Amoreno Martellini. Fiori nei cannoni. Nonviolenza e antimilitarismo nell’Italia del Novecento. 2006; Renzo Dutto, a cura di, ItaliaEuropa in 150 anni. Pace e nonviolenza, Nerosubianco, Cuneo 2012; Enrico Peyretti, Bibliografia di casi storici di difesa senza guerra” www.peacelink.it/storia/a/6421.html

Matteo Soccio, a cura di, “La prevenzione dei conflitti armati e la formazione dei Corpi Civili di Pace”, Casa per la Pace, Vicenza 2012; Giulia Zurlini Panza, “Dalla guerra alla riconciliazione”, Gandhi edizioni, Pisa 2013. Francesco Tommasi e Ilaria Zomer, a cura di, “Come leggere la Gjakmarrja”, in: AA.VV., “Caschi bianchi oltre le vendette”, CLEUP, Padova 2013, pp. 55-105.

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