Obiettore di coscienza israeliano comincia uno sciopero della fame – Yael Marom

Udi Segal, che rifiuta di arruolarsi nelle IDF (Israel Defense Forces, Forze Armate Israeliane, NdT) a causa della loro violazione dei diritti umani nei territori occupati, dichiara che farà lo sciopero della fame fino a quando non sarà liberato dalla prigione.

L’obiettore di coscienza Udi Segal, che annunciò tre mesi fa il suo rifiuto a unirsi alle forze armate, è stato condannato giovedì alla sua quinta pena detentiva. Prima che venisse annunciata la sentenza, ha dichiarato che avrebbe cominciato uno sciopero della fame fino a quando non venga esonerato dall’IDF. Segal ha rilasciato una dichiarazione spiegando il motivo dello sciopero:

“Tre mesi fa, alla mia data di reclutamento, ho annunciato che non ero disponibile a servire nell’esercito per ragioni ideologiche. Da allora sono stato in prigione cinque volte per un totale di 50 giorni.

Domani sarò condannato per la quinta volta e verrò di nuovo mandato in prigione. Considerato il mio continuo imprigionamento, e la ripetuta privazione della mia libertà, ho deciso di cominciare uno sciopero della fame fino a quando non verrò esonerato dal servizio militare.

Mi sono rifiutato perchè servire nell’esercito contribuisce a sostenere un sistema oppressivo del quale l’esercito è il braccio esecutivo. Non prenderò parte alla negazione delle libertà dei Palestinesi.

Non intendo contribuire a una situazione nella quale quattro milioni di Palestinesi sono costretti a vivere sotto un regime non eletto da loro, un regime che opprime anche me. Considero il mio rifiuto come un atto di solidarietà verso coloro che soffrono sotto il regime israeliano, sia in Israele sia nei territori occupati.

Ho frequentato una scuola ebreo-araba per otto anni. Vicino alla data del mio arruolamento, mi resi conto che unirmi all’esercito avrebbe negato tutto quanto la scuola mi aveva insegnato e tutto il tentativo di creare una coesistenza. La coesistenza e l’occupazione sono cose che non possono andare d’accordo.”

Segal è arrivato alla base militare di Tel Hashomer in Israele centrale, venerdì mattina, dove ha di nuovo dichiarato il suo sciopero della fame e il suo rifiuto di servire nell’esercito. Segal è stato condannato a dieci giorni nel carcere militare.

Lo sciopero della fame è l’unica opzione nonviolenta disponibile ai prigionieri. Segal come tutti i prigionieri nel mondo, ha scelto di mettere la propria salute a rischio come parte dello sforzo politico per la libertà.

Negli ultimi anni lo sciopero della fame è stato utilizzato dai prigionieri Palestinesi come atto di protesta contro la detenzione amministrativa (misura di restrizione della libertà individuale applicata soprattutto alla popolazione araba per ragioni di sicureza, che viola i diritti umani, NdT) e le condizioni delle prigioni in Israele. Lo sciopero della fame presenta una seria sfida al servizio carcerario israeliano e allo stato stesso. Nell’ultimo anno il governo ha cercato di introdurre una legge che permettesse l’alimentazione forzata dei detenuti che scioperano il che va contro la posizione dell’Associazione Medica Israeliana. Questa proposta di legge ha acceso un dibattito, ma non è stata più discussa per il momento.

Segal non è l’unico obiettore di coscienza in carcere militare. Uriel Ferrera, che ha rifiutato di servire nell’esercito vista l’occupazione e la discriminazione contro i cittadini Palestinesi in Israele, sta scontando la sua nona condanna nel carcere militare.

Yael Marom è un redattore di “Local Call”. Questo articolo è stato originariamente pubblicato nel sito gemello in lingua ebraica del +972 Magazine: “Local Call”.

1 Novembre 2014, +972 Magazine
Traduzione di Marlene Barmann per il Centro Studi Sereno Regis
Titolo originale: Jailed Israeli Conscientious Objector Starts Hunger Strike

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