Tonino Bello. Maestro di nonviolenza – Recensione di Cinzia Picchioni

cop_paronetto_tonino_belloSergio Paronetto, Tonino Bello. Maestro di nonviolenza, Paoline, Milano 2012, pp. 320, 20,00

“È bene partire da lui, amico della nonviolenza, per convertirci tutti a un cammino di pace più profondo del pacifismo, più ampio dell’antimilitarismo, radicato nella nonviolenza attiva come mezzo e come fine, come “via, verità e vita”.

Il messaggio toniniano […] emerge […] da una scelta esistenziale […]”, (p. 23).

Vescovo di Molfetta (Bari) dal 1982, presidente della sezione italiana di Pax Christi dal 1985 fino a quando morì (20 aprile 1993), si sta svolgendo la causa di beatificazione per don Tonino Bello.

Questo libro è per chi già lo conosceva, per chi non ne sa nulla, per chi cerca ancora di saperne qualcosa. Ci sono foto, 24 pagine per una quarantina di immagini dagli anni Sessanta al 1993: dei viaggi in Etiopia, a Sarajevo, in Terra Santa, a El Salvador, alle Marce per la Pace, neClla sua Molfetta.

C’è un panorama bibliografico veramente ben fatto (pp. 259-95), con i libri di e su Tonino Bello, e sulla pace nonviolenta, questi ultimi suddivisi per argomento: testimonianze, teologia, etica, politica e pedagogia di pace, analisi, proposte, poesie. Qui, come nell’indice dei nomi, fa effetto trovare citazioni di persone che hanno fondato e/o frequentano e/o hanno frequentato il Centro Studi Sereno Regis fin dalle sue origini: Nanni Salio, Enrico Peyretti, Beppe Marasso, Alberto L’Abate; ma anche Gene Sharp, Johan Galtung, Jean Goss, Gianfranco Zavalloni, il Gruppo Abele, Ernesto Balducci, Lanza Del Vasto, Aldo Capitini, . Fa effetto – tanto per ribadire il concetto che ripeto da tempo: in via Garibaldi 13 a Torino passa ed è passata la Storia (della nonviolenza ma non solo) – trovare elencate molte riviste che fanno parte dell’immenso patrimonio del Centro Studi Sereno Regis. Se ne consiglia la lettura nel capitolo 10, Pedagogia della pace, quando l’autore propone un “Itinerario formativo” tramite – anche – letture che pure don Tonino Bello frequentava e studiava. Questo percorso è rivolto ai diversi insegnanti della scuola, con un elenco di opere indispensabili (per chi insegna musica: De Andrè, Bennato, Dylan, con Bach e Haendel…). E fra gli amici troviamo Alex Langer, David Maria Turoldo, Alex Zanotelli, Luigi Ciotti, Antonino Drago. Le riviste e i documenti poi! Sembra di essere nell’archivio del Centro Studi Sereno Regis: CEM, la rete Transcend, MIR Movimento nonviolento, Sipri, Global Research, Peace Reporter, Mondo e missione, Cipax, Nigrizia,  Mosaico di Pace, Azione nonviolenta, Il foglio, Satyagraha I care; le case editrici La Meridiana, EMI, Queriniana, Dehoniane…

L’autore del libro ha consultato l’archivio personale di don Tonino Bello, ha raccolto testimonianze, ha documentato la sua maturazione sui temi della pace, dimostrando come l’impegno per la pace sia sfociato nella profezia della nonviolenza attiva; il libro invoglia a leggere (o ri-leggere) le parole di don Tonino Bello: “La guerra è un’eresia antitrinitaria” “In piedi costruttori di pace!” “Non i segni del potere, ma il potere dei segni”; tutte queste parole, rivisitate, si trovano nella bella Prefazione di Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, presidente emerito di Pax Christi, che la conclude con un ringraziamento all’autore per averci fatto rivivere don Tonino Bello “[…] nella sua pienezza, proiettandolo anche nell’avvenire (le parole di don Tonino o le sue intuizioni illuminano la storia dei nostri giorni!), ma in particolare facendolo emergere come il profeta della nonviolenza […]” (p. 9, e da p. 39 possiamo leggere la storia della loro amicizia, “maestri e discepoli l’uno dell’altro”).

“Accostarsi a don Tonino vuol dire aprire uno sconfinato atlante geografico e storico, biografico ed esistenziale, etico e politico, teologico e mistico. La pace coincide con la ricerca della verità, della bellezza e della bontà. […] La nonviolenza è […] parte integrante della famiglia umana, variamente presente nella “compassione” orientale, nella satyagraha gandhiana, nella “misericordia” islamica, nell’ubuntu africano, nel buen vivir andino, nello shalom ebraico, nelle “beatitudini” evangeliche: princìpi operativi indicanti gratuità, pienezza di vita, interdipendenza, convivenza di persone cooperanti al bene comune”, pp. 25-6).

Se ci interessa il tema della nonviolenza, se ci interessano le biografie, se ci interessano le testimonianze, se ci interessa la militanza, se ci interessa la teoria, se ci interessano le persone, se ci interessa la pace, non è una buona idea non sapere chi fosse e che cosa fece e disse don Tonino Bello. Grazie perciò a chi ha scritto questo libro che ci permette di farlo, e il cui sottotitolo ci racconta di che cosa parla: pedagogia, politica, cittadinanza attiva e vita cristiana.

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