Respingimenti – Quasi una recensione di Cinzia Picchioni

cop Walter Cremonte, RespingimentiWalter Cremonte, Respingimenti, LietoColle, Faloppio 20142, pp. 46, 10,00

Come si fa a recensire un libro di poesie? Non lo so, e non mi intendo di poesia, posso solo dire che sono belle (al mio cuore), e che l’argomento – evidente nel titolo – è più che mai attuale, in questi giorni di «commemorazioni di stragi» dei «respinti» di cui tratta il piccolo, raffinato libro presentato questa settimana; un libro di poesia «[] quella poesia che parla dal silenzio e dal segreto e dà voce a chi non ne ha e può farlo con la pronuncia precisa di chi si è senza strepito schierato dalla parte delle vittime, definitivamente» pp. 9-10.

Possiamo immaginare questi pensieri nella mente di chi stiamo commemorando in questi giorni (la tragedia a Lampedusa dell’ottobre 2013)?

ARIA

Ci manca l’aria

mordiamo la melma, negli occhi

l’acqua, la terra

la stiva sprofonda

nessuno di noi tornerà

a rivedere l’aria.

Ma fra 19 poesie la più bella è – per me – questa, che s’intitola Impronte:

Prenderanno le impronte digitali

anche ai bambini

ma come – tecnicamente – si fa

con quelle manine, con quei ditini

poi magari li mettono in bocca

così piccini dovranno assaggiare

che sapore cattivo ha il male.

L’autore, insegnante, nato nel 1947, ha pubblicato anche Poeti a Perugia (dove vive), sulla poesia di Aldo Capitini, Sandro Penna e altri (Morlacchi editore).

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